Ads by Google   Login

[ MONDORELIGIONE ] 23 Settembre, 2007 10:40

LETTURE: Am 8, 4-7; Sal 112; 1 Tm 2, 1-8; Lc 16, 1-13

Questo Vangelo inizia mettendoci subito nella verità:

“C'era un uomo ricco che aveva un amministratore…

Noi siamo semplici amministratori e non padroni della vita.

L’amministratore è chiamato ad agire secondo la volontà del suo padrone.

Così anche noi siamo chiamati ad agire secondo la volontà di Dio, datore della vita.

Questo in ogni stagione della vita…

Sia nella malattia propria sia se assistiamo, a qualsiasi titolo, un ammalato.

La vita non ci appartiene, non è un nostro possesso:

Noi non possiamo decidere di “staccare nessuna spina” e neppure di dare la vita…!

Negare questo principio porta l’uomo alla perversità, in ogni campo della vita…

L’uomo che si ritiene padrone usa e abusa del prossimo e del creato.

Può essere una verità molesta ma, senza andare a scomodare la teologia, bensì solo guardando i fatti della vita che ci accadono, non possiamo far altro che dire che è proprio vero, è proprio così.

Quest’amministratore, che rappresenta ognuno di noi, come il figliol prodigo della settimana passata lontano da Dio ha dilapidato per sé quanto gli è stato affidato.

E di questa amministrazione viene chiesto conto.

“Lo chiamò e gli disse: Che è questo che sento dire di te?”

C’è una chiamata, che è in modo inequivocabile la morte, dove l’uomo si trova dinanzi a Dio, personalmente, a dover rendere conto.

 (Continua)
[ GIOVANI FLASH ] 23 Settembre, 2007 01:29

Vincenzo Golia D’Auge’, 23 anni, Laureata in Ingegneria Informatica, di Monteforte. La politica è un approccio attivo verso la realtà e le cose, non è quella chiusa nelle sezioni e nei circoli di partito. Essa ci riguarda da vicino e coinvolge comunque le nostre vite, benché molti ritengano di poterne fare a meno. È triste ammetterlo, ma oggi stiamo vivendo una fase di antipolitica”.

   

                                                                                               

Roberta Corvigno, 18 anni, Diplomata, di Capriglia.

Nel tempo libero mi dedico principalmente a dipingere. L’arte ha per me un duplice valore, mi consente di esprimere tutta l’interiorità delle sensazioni che mi animano, oltre ad essere un ponte che veicola un messaggio”.

  

Simona Romani, 25 anni, Studentessa in Giurisprudenza, di Avellino.

“La realtà che viviamo, di questi tempi più che mai, è attraversata da mille incertezze. Gli amici, il lavoro, il futuro non sono in grado di rappresentare un punto saldo, a differenza della famiglia, che sai ti sosterrà sempre, a prescindere dalle scelte che farai e dai casi della vita”. 

Luca Cicinelli, 26 anni, Impiegato presso un’azienda di consulenza finanziaria, di Avellino.

“Guardo molta televisione, di solito seguo programmi culturali e trasmissioni sportive. Ritengo che questo media sia utile e inutile allo stesso tempo, nel senso che da una parte è una sorgente di informazioni e di contenuti educativi, dall’altra però propone sempre più spesso spettacoli trash e inguardabili”.

[ MONDOGIOVANI ] 23 Settembre, 2007 01:19

Antonio Iandolo, 30 anni, Musicista, di Avellino. Aspirazione: “vivere in un mondo della sostanza e non della forma e dove tutti sappiano usare correttamente il congiuntivo!”

Le iniziative migliori” commenta Antonio a proposito della politica “sono quelle che partono dal basso, dai piccoli gruppi, dalle tante associazioni che si impegnano per offrire il loro contributo alla vita del paese. E questa realtà acquista ulteriore valore soprattutto in un contesto nazionale, come anche nel locale, in cui è difficile fare politica al di fuori delle logiche e delle gerarchie di partito”. Il Sud è ancora terra di clientelismo e di disoccupazione, perciò afferma il musicista avellinese “cresciamo con l’idea distorta che chi ci dà il lavoro ci fa un piacere. L’instabilità e la precarietà che viviamo ci hanno, tuttavia, consentito di sviluppare un sentimento di solidarietà che lega e sostiene quanti condividono la stessa condizione”. Antonio riconduce all’individualismo che ispira i nostri tempi e l’ultima generazione la causa del ripiegamento del valore della famiglia, che per lui, però, ancora esiste e si qualifica come punto di riferimento e supporto emotivo di ogni individuo. Altra tendenza della società contemporanea è la scissione tra la cultura e lo studio, quest’ultimo coincide con lo sterile nozionismo che si fa negli ambienti accademici e che produce semplicemente “persone che sanno” dove invece fare cultura genererebbe “persone stimolate alla conoscenza”. Alcune delle responsabilità vanno, a suo dire, ricondotte alla televisione, che “ci ha addormentato tutti, massificandoci attraverso l’imposizione di modelli da emulare, e soffocando gli slanci della creatività. Personalmente ne faccio a meno, preferisco informarmi e intrattenermi con internet, che a differenza della tv mi offre la possibilità di scegliere”. Consapevole di essere impopolare, in merito all’amore Antonio si definisce ancora “sfortunatamente romantico” e insiste sulla necessità del sacrificio e del compromesso quale unica via per relazionarsi davvero con l’altro. Il suo rapporto con l’ambiente naturale è di impegno attivo, tante le iniziative alle quali il musicista ha partecipato: “Fortunatamente negli ultimi tempi riscontro una crescita della coscienza ambientalista e una maggiore partecipazione popolare, frutto forse degli scempi evidenti e manifesti perpetrati dall’edilizia e dall’inquinamento”. L’ambiente sociale offre, continua Antonio, molteplici attività, numerose sono le mostre e i concerti proposti, ma “noto un atteggiamento critico a prescindere da parte delle nuove generazioni. Così credo che chi ha questo genere di approccio dovrebbe rimboccarsi le maniche e proporre la sua alternativa. Certamente ad Avellino lo stato delle strutture non è soddisfacente, la pista di pattinaggio presso via Morelli e Silvati è fatiscente e gli spogliatoi sono attualmente occupati da un’associazione. Inoltre in città manca una struttura comunale accessibile a tutti dove poter fare musica. Farebbe da luogo di aggregazione e offrirebbe una valida alternativa alla strada. Mi piace ricordare l’iniziativa di un privato avellinese che ha messo a disposizione di chi voglia una sala prove, a titolo gratuito”. Un fenomeno che nell’ultimo decennio è cresciuto, soprattutto presso le nuove leve e nonostante le campagne informative, è quello della droga e “la facilità con cui i ragazzi vi accedono è preoccupante. Il problema è che farne uso durante l’adolescenza, quando non hai ancora una personalità formata e una coscienza critica, può seriamente compromettere quello che sarai, perché l’uso di queste sostanze incide sulla tua percezione della realtà, distorcendola e filtrandola”. Antonio è agnostico e, ci tiene a precisare, non ateo, perché se non ha avuto dimostrazione dell’esistenza di Dio, non è riuscito a verificare nemmeno il contrario. È affascinato dalle religioni orientale, per l’impostazione meno trascendente, e dall’indagine degli aspetti meno conosciuti e più oscuri del cristianesimo. “Mi  interessa molto l’informazione alternativa sulla nostra religione. Basta pensare che tra i dodici vangeli scritti dagli apostoli, la Chiesa ha selezionato solo quei quattro che rispondevano a dei parametri precisi. Esistono ancora otto vangeli che non conosciamo e che potrebbero scoprire pieghe ignote della figura di Gesù. Anche per questo non credo nella Chiesa come istituzione, come organo di controllo e di potere, sebbene riconosca che all’interno della stessa operino tante valide persone”.  

A CURA DI NADIA ARACE PUBBLICATO SU BUONGIORNO IRPNIA del 12 settembre 2007

Nb. le interviste brevi di questo numero sono nella categoria giovani flash!

[ MONDOGIOVANI ] 23 Settembre, 2007 01:15

Angela Mattia, 29 anni, Studentessa in Lingue e letterature straniere, di Avellino. Aspirante insegnante.

Angela è una giovane interprete con la passione della scrittura. Ed accoglie con piacere questo spazio riservato ai giovani, perché, ci dice, “la società ci fa parlare poco. Il nostro tempo è pieno di contraddizioni, così ritroviamo spesso mille adulti intorno ad un neonato e nessuno accanto ad un adolescente”. Questo è il punto critico che la studentessa irpina individua nel sistema famiglia, l’assenza di un sostegno e di una guida effettiva nella fase più complicata della vita di un individuo. La solitudine, l’abbandono spesso vengono aggirati ricorrendo all’alcol o agli stupefacenti: “La droga è una scelta di vita, che non condivido. È un’alternativa alla condizione di fragilità che è presente in ognuno di noi”. Spesso a complicare le cose è l’impossibilità di realizzare le proprie aspirazioni, anche lavorative, così, citando Ligabue, Angela dice: “Io vorrei un mondo all’altezza dei sogni che ho. Purtroppo, però, lo scontro con la realtà mutila i nostri sogni. Inoltre la condizione del lavoro rende difficile il confronto con i nostri genitori che alla nostra età già erano impiegati. Questo sviluppa in noi un latente senso di inferiorità”. La giovane avellinese riscontra una generale disaffezione verso la politica, segno del sostanziale scollamento tra i cittadini e chi amministra la cosa pubblica. Tuttavia Angela ritiene che ciascuno debba esprimere il proprio contributo, a cominciare del rispetto della raccolta differenziata: “Si tratta di piccole scelte individuali che però siamo chiamati ad operare. Il problema dei rifiuti è sicuramente qualcosa che va oltre la responsabilità dei singoli cittadini, ma è comunque importante che ciascuno si impegni, secondo le proprie possibilità”. Al tema delle strutture Angela cita Neruda e il suo invito a non lamentarsi della pioggia incessante: “Non credo sia vero affermare che Avellino manchi di strutture adeguate, e mi riferisco in particolare a quelle destinate all’intrattenimento. Ritrovo, invece, in noi giovani un approccio sbagliato verso le stesse, nel senso che non siamo ricettivi agli stimoli, troppo preoccupati ad assomigliare alla Barbie o al calciatore del momento”. Nel tempo libero Angela si dedica alla lettura e alla scrittura e ci dice che è importante fare buon uso dello spazio che ciascuno ha a disposizione per sé per “capire qual è il nostro talento, nel senso cristiano e non cristiano del termine, e svilupparlo”. Non crede affatto nell’amore eterno, perché l’amore subisce delle evoluzioni, conosce fasi diverse. Angela ci parla invece dell’amore platonico e di quello concreto, più faticoso da alimentare, perché “la normalità è stare da soli, la vera sfida è stare in coppia”. “Tutto è cultura” afferma la giovane irpina “parlare, leggere una poesia, ascoltare una canzone, finanche vedere nostra madre che cucina un piatto tipico è cultura”. L’approccio che Angela intrattiene con la fede e con Dio è complesso. Se la giovane avverte la presenza di Dio in ciò che le è intorno, nell’albero che ha davanti, nel cane, nel vicino di casa che non sempre sa cosa mettere a tavola, nelle sante e nei santi più rumorosi e rivoluzionari come San Francesco o Santa Teresa D’Avila, la sua fede è, però, sempre in fieri, conosce curve ascendenti e discendenti e non è mai statica.

A CURA DI NADIA ARACE PUBBLICATO SU BUONGIORNO IRPNIA del 12 settembre 2007

Nb. le interviste brevi di questo numero sono nella categoria giovani flash!

Image Hosted by ImageShack.us

Vivi mondoscopio mandaci i tuoi articoli e le tue proposte noi le pubblicheremo sul blog! scrivici a mondoscopio@gmail.com - WWW.MONDOSCOPIO.135.IT memorizza e diffondi!

Chat login:
Nickname
Password

DwChatta

Image Hosted by ImageShack.us

www.mondoscopio.135.it memorizza e diffondi!

img381/5535/emailplanetes006cc5.gif 
mondoscopio@gmail.com
Google