Stella Iasiello, 28 anni, Disoccupata, di Altavilla Irpina. Aspirazione nella vita: poetessa-scrittrice
Stella è da poco diventata Coordinatore del Forum dei Giovani di Altavilla. Ci dice di essersi candidata non per il piacere di farlo, ma per un profondo senso di dovere verso quei giovani che come lei non si riconoscono nella politica dei “grandi”. In merito la ventottenne afferma: “Tendo a considerare generalmente la politica una menzogna, al contrario della scrittura che è verità, persino nel suo dichiarato intento mentitorio, ma poi puntualmente per quella che io definisco “la mia coscienza civica” mi ritrovo a fare politica quasi senza accorgermene, prendendo a cuore battaglie che, per me, personalmente, hanno a che fare molto più con gli ideali e i valori, e un innato senso di giustizia”. Stella crede fermamente che non si è figli di chi ci partorisce, ma di chi ci cresce. L’educazione che ci viene impartita è un “imprintig” che difficilmente ci abbandona per tutto il resto della nostra vita, anche volendolo, “forse è per questo che ad un certo punto della mia vita ho cominciato a farmi educare da ciò che leggevo”. Le poche esperienze di lavoro non hanno lasciato un buon ricordo nella giovane di Altavilla, che ci confessa di essere stata vessata da azioni di mobbing presso un’azienda in cui lavorava solo perché cercava di far valere i suoi diritti, ovvero un’assunzione regolare, anche se a tempo determinato, e una busta paga regolare, anche se minima. “Non vedo futuro lavorativo per la mia generazione: se veniamo assunti è solo dopo interminabili mesi di stage o prove in cui lavoriamo “a nero” a tutti gli effetti con la speranza di essere assunti. Ho tantissimi amici che sono stati costretti a partire per il Nord Italia o addirittura per l’estero per trovare lavoro, probabilmente lo farò anch’io. Non è cambiato nulla tra me e i miei avi che sono partiti per l’America alla fine del secolo scorso?”
Il tempo libero occupa la maggior parte del suo “tempo vitale”: “Anche se ho bisogno di molto tempo in solitudine per leggere, riflettere, pensare, scrivere, dono molto del mio tempo agli altri: collaboro con la parrocchia e, come già detto, sono da poco Coordinatore del Forum di Altavilla”. Con grande dispiacere dei suoi Stella non si è laureata, anche se è ancora iscritta a Conservazione dei Beni Culturali: “L’impatto con l’Università è stato negativo per me, ma non credo che bisogna essere laureati per essere persone di cultura”. Definisce disastroso il suo rapporto con l’amore, tende ad innamorarsi di persone fisicamente molto lontane, “forse per una sublimazione del rapporto in cui si riesce ancora a darsi il meglio. Ho paura della svalutazione di un rapporto affettivo nella quotidianità, nella ripetizione di gesti solo logistici. Tendo ad innamorarmi anche di persone molto complicate e sofferenti. Tendenzialmente comunque amo gli uomini. Solo che non li capisco”.
La ventottenne non ama l’ambiente in cui vive. Dice che vorrebbe essere da un'altra parte, che vorrebbe andare via, “c’è però sempre in me il bisogno di migliorarlo, di renderlo a misura di “Stella”. Vivo dunque una lacerazione tra l’imminente partenza/abbandono dal mio ambiente e la voglia di renderlo davvero mio”. Le strutture sono carenti, “mancano organismi organizzati che ci aiutino a nascere, crescere, studiare, divertirsi, lavorare, ammalarci, vivere, morire meglio. Bisogna fare la fila per tutto, sbraitando allo sportello e possibilmente avanzando di straforo, con una raccomandazione o tentando di mettere fuori gioco gli altri… Ciò che ci è dovuto come cittadini, e esseri umani, spesso dobbiamo guadagnarlo in modo scorretto”. Stella non ama la televisione, ne guarda poca, trova che la maggior parte dei programmi siano stupidi e irritanti, per questo preferisce il computer per informarsi, “perché mi permette di scegliere cosa guardare, di interagire dunque, e non cerca di indottrinarmi”. Sulla questione droga ha una posizione abbastanza radicale: “Premettendo che non ho mai neanche fumato uno spinello, penso che ognuno debba fare ciò che vuole, ovviamente nel limite di non fare del male agli altri. Sono per la liberalizzazione delle droghe leggere, trovo paurosa l’ipocrisia dei politici che additano chi fuma una canna mentre vanno a pippare coca con le prostitute, e l’ipocrisia dello Stato che vende impunemente sigarette e alcol”. Stella è stata educata molto rigidamente, ha frequentato alcune scuole cattoliche, “ma tutte le dottrine sono saltate appena ho cominciato a studiare filosofia. Attualmente non sono più molto praticante. Se continuo a credere in Dio, e a partecipare ai riti, è forse perché il retaggio della mia educazione è più forte di tutto il resto. O forse perché mi è impossibile accettare l’esistenza mia e delle persone a cui voglio bene e degli altri e della terra come una casualità”.
A CURA DI NADIA ARACE PUBBLICATO DA BUONGIORNO IRPNIA








