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[ Il Mondopazzo di Pupazzo ] 26 Settembre, 2007 16:14
Consejo Civico de Organizaciones Populares e Indigenas de Honduras

copinhonduras@yahoo.es (504) 783-0817
www.laneta.apc.org/copinh

Municipio Lenca de San Francisco Opalaca:

Decide un NO rotundo a la represa sobre el Río Gualcarque.



El pasado septiembre 22, en el municipio Lenca de San Francisco Opalaca, ubicado en la riqueza de la cordillera de Puca Opalca, mas de quinientos personas, entre líderes comunitarios y la población en general, se dio una hermosa
lección de verdadero poder ciudadano, en la cual los habitantes de este municipio optaron en un cabildo abierto:
por un NO ROTUNDO a las pretensiones de las compañías TERRA-ENERSA y Río Power, de construir una represa sobre el río Gualcarque, la que de darse afectaría no solo a la población de San Francisco de Opalaca, pues los grupos financieros contemplan un complejo de represas que afectaría también a la población de las comunidades colindantes de Intibucá y La Esperaza..
 (Continua)
[ GIOVANI FLASH ] 26 Settembre, 2007 12:30
Valentina Corvigno, 28 anni, Architetto, di Capriglia.

Guardo la televisione cercando di tirare fuori quello che può servirmi come bagaglio personale. La tv è un contenitore, sta a noi selezionare solo le informazioni che possono tornarci utili. Per questo ritengo che tutti i programmi siano funzionali, se inquadrati in questa prospettiva, l’importante è operare una cernita e non prendere ogni cosa che ci viene detta come oro colato”.

       

                                                                                           

Barbara Vesce, 25 anni, Laureata in Lingue, Cantante, di Montefalcione.

Non sono soddisfatta dell’ambiente in cui vivo, perché vuoto di stimoli esterni. Piuttosto devi crearli tu, ecco perché sono sempre alla ricerca e quando posso viaggio. Questo mi consente di confrontarmi con altri mondi e altre culture”.

  

Valentina Battista, 29 anni, Responsabile Marketing presso un’Agenzia di Comunicazione, di Monteforte Irpino.

“Ho la fortuna di realizzarmi attraverso un lavoro che mi piace e che è il naturale sbocco dei miei studi universitari. Qui al Sud il lavoro te lo devi inventare, come è stato per me ed i miei colleghi, insieme abbiamo creato un’agenzia di comunicazione”. 

  Daniele Brancaccio, 29 anni, Key Account, di Avellino.

“È divergente il modo in cui un ventenne e uno della mia generazione percepiscono l’amore, il primo lo vive nel suo aspetto più impulsivo, un trentenne intende e ricerca un amore di tipo razionale. Amare è, comunque, rapportarsi con l’altro, è capire ed essere capiti”.

[ MONDOGIOVANI ] 26 Settembre, 2007 12:19

Annalisa Bilotto, 23 anni, Studentessa in Scienze Politiche, di Mercogliano. Aspirazione: essere serena. 

“La mia insoddisfazione verso l’attuale sistema politico nasce dalla divergenza tra i miei studi universitari, che sono orientati alla soluzione, appunto, dei problemi politici e invece la pratica, che si riduce all’impossibilità di intervenire effettivamente, in quanto il sistema è chiuso e i giovani non vi hanno accesso, se non dispongono di raccomandazioni”. I tempi attuali sono, inoltre, segnati da un’estrema superficialità nell’approccio alla famiglia. Annalisa sostiene che la vera questione sia lo scarso rispetto dei sentimenti: “La maggior parte delle persone tende a privilegiare in un rapporto di coppia l’abitudine e le apparenze piuttosto che principi come l’onestà e la sincerità. Questo incide sulla svalutazione della famiglia”. Quando parliamo di lavoro la giovane ventitreenne ci dice di non saperne molto perché sta ancora cercando la sua strada professionale. Il fatto che abbia compiuto una scelta universitaria sbagliata le conferma che il sistema scolastico non è esente da responsabilità, nel senso che “la scuola dovrebbe ascoltare e supportare lo studente nella scoperta delle sue attitudini e nella scelta conseguente del percorso da intraprendere”. E sempre il sistema scolastico contribuisce allo scarso interesse dei giovani verso  la cultura, percepita come qualcosa di faticoso perché imposta, perché ingabbiata nel do ut des sbagliato: studiare per il voto, in luogo di studiare per se stessi. Anche la televisione partecipa al disinteresse verso ciò che è cultura proponendo programmi vuoti di contenuti e relegando l’offerta di qualità nella tarda serata e in notturna. “L’effetto è che siamo indottrinati a questa superficialità sin da piccoli, quando è più facile che un genitori piazzi un bimbo davanti alla Tv o alla PlayStation, piuttosto che fargli capire l’importanza di leggere un libro”. Nel tempo libero Annalisa ascolta musica, legge per lo più narrativa contemporanea, asseconda la sua passione per il cinema. Le sue preferenze non si riducono ad un genere o a pochi altri, al contrario la studentessa ci dice che la sua apertura e la flessibilità sono frutto di una precisa scelta: “Sono convinta che ogni canzone o libro o film abbia un messaggio e che per questo vale la pena ascoltare quanto l’artista ha da dire. A noi poi la scelta di concordare o discordare”.

“Quando un fenomeno come la droga ha alle spalle un sistema è comprensibile che lo si viva con estrema leggerezza, come in effetti accade, nonostante le campagne di sensibilizzazione. In questo caso credo che l’errore sia quello di far leva sugli effetti nocivi delle droghe, mentre invece bisognerebbe spostare l’attenzione sul metodo di reazione ai problemi e far capire ad un giovane che non ne ha bisogno e che esistono altri modi per risolvere delle situazioni difficili. Ma tra le diverse motivazioni che spingono un ragazzo a fare uso di stupefacenti c’è anche l’ambizione a conseguire uno status, farsi accettare dal gruppo, adeguarsi ad una moda. Chiaramente queste ragioni mascherano un disagio, un’insicurezza”. Quando le chiediamo quale sia il suo rapporto con la religione, Annalisa distingue la fede dalla Chiesa. “Credere in un Ente creatore, cui ricondurre le cose che accadono è un discorso. Dall’altra parte registro invece un’istituzione troppo invischiata nella politica, in Italia il potere di condizionamento che la Chiesa esercita sull’approvazione di leggi fondamentali per la collettività, come quella sulla procreazione assistita, è davvero eccessivo”. Altro discorso è quello sui gruppi religiosi giovanili, “molto vivificante è stata l’esperienza che ho avuto la possibilità di fare a Napoli, dove provvedevamo ad allestire una mensa per i barboni. Non siamo stati solo noi ad aiutare loro, ma loro ci hanno insegnato davvero tanto. Trovo che iniziative come questa, che ti consentono davvero di tradurre in pratica i principi del vangelo, siano più utili di una sterile riunione”. 

A CURA DI NADIA ARACE PUBBLICATO SU BUONGIORNO IRPNIA

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