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[ MONDO ASSOCIAZIONI ] 01 Dicembre, 2007 20:34

A CURA DI N. ARACE

 

L’approfondimento dedicato alla rete delle associazioni irpine, questa settimana, presenta il Centro di Solidarietà per tossicodipendenti “La Casa sulla Roccia”. L’impegno ventennale dell’Associazione di volontariato si realizza nel sostegno offerto a quanti sono affetti da tossicodipendenza. L’aiuto viene offerto a chiunque lo chieda, in maniera solidale e gratuita.

   Costituitasi nel 1985 dall’iniziativa di un gruppo di volontari, l’Associazione “La Casa sulla Roccia” opera al fine di aiutare i giovani tossicodipendenti e le loro famiglie, ispirandosi al cammino terapeutico-educativo “Progetto Uomo”, realizzato alcuni anni prima dal Ce.I.S. di Roma di Don Mario Picchi. L’anno successivo l’Associazione apre la sede dell’Accoglienza nel quartiere di San Tommaso, grazie alla donazione di un piccolo prefabbricato della Caritas diocesana. Si accolgono, così, i primi tossicodipendenti e alle loro famiglie viene chiesto di seguire un percorso parallelo a quello iniziato dai propri figli. Tossicodipendenti, famiglie e volontari danno vita, così, ad un’avventura importante, che trae forza dall’unione e dalla condivisione di un progetto di vita che abbia valore per il singolo disagiato, per chi gli sta intorno e per l’intera comunità. “La Casa sulla Roccia”, infatti, realizza sin da subito una serie di iniziative rivolte a sensibilizzare e a coinvolgere la collettività di fatto impreparata, e per certi aspetti indifferente, a quanto si stava verificando tra i giovani. Il programma terapeutico-educativo Progetto Uomo è composto essenzialmente da tre fasi: l’Accoglienza, la Comunità Terapeutica e il Reinserimento Sociale. In questo percorso, il giovane in difficoltà affronta un itinerario di crescita personale, secondo un processo graduale. L’obiettivo è quello di aiutare il giovane a raggiungere un equilibrio fra sentimento e ragione, all’interno di un ambiente educativo le cui regole sono il senso di responsabilità, il rispetto di sé e degli altri, la partecipazione e la solidarietà, valore primo del programma terapeutico. La modalità dell’intervento muove dall’attenzione accordata alla persona portatrice del disagio, che viene sostenuta ed aiutata a superare ciò che nella sua vita è stato motivo di sofferenza e di rottura. L’Accoglienza è la prima delle tre fasi del programma e dura in media dai 4 ai 6 mesi. La finalità è quella di operare il distacco dalla sostanza e la motivazione al cambiamento. Tra le norme da rispettare: l’astensione da alcol e sostanze stupefacenti. In questo primo step, l’individuo riconosce di avere un problema e di avere bisogno di aiuto, mentre alla famiglia viene chiesto di partecipare a gruppi di auto-aiuto. Per ogni utente viene disegnato un percorso terapeutico personalizzato, che può essere svolto sia in regime residenziale che semiresidenziale.

 

La Comunità terapeutica scandisce la seconda fase, che è finalizzata al cambiamento degli schemi comportamentali del disagiato e alla rielaborazione della sua storia personale. Inoltre ogni utente svolge delle attività strutturate giornalmente in specifici settori di lavori, contribuendo in tal modo alla vita della Comunità. La terza e ultima fase è quella del Reinserimento e si realizza nel graduale distacco dell’utente dal contesto comunitario e nel suo reinserimento nel tessuto sociale. Tra gli altri servizi offerti dall’Associazione “La Casa sulla Roccia”: il Centro Crisi, che offre un ambiente protetto a persone tossicodipendenti e alcoliste che intendano disintossicarsi mediante terapia a scalare con farmaco sostitutivo; il Centro Studi, che opera al fine di fare informazione sulla proposta dell’Associazione, conduce attività di studio e ricerca sul disagio e le dipendenze, progetta programmi di prevenzione, cura il giornalino “Voci e pensieri”, offre la consultazione di una ricca biblioteca sull’argomento e dispone di una vasta cineteca sulle problematiche giovanili; il Sevizio Detenuti, che si realizza nel rapporto epistolare con i detenuti della Casa Circondariale di Bellizzi affetti dal disagio delle dipendenze e che chiedono di intraprendere il percorso terapeutico e nella formulazione dell’istanza per accogliere persone tossicodipendenti detenute in alternativa al carcere; il Settore Legale, a sostegno degli utenti inseriti nel programma, il Percorso Terapeutico-Educativo per Minori, supportati nel conseguimento di un’identità personale. È possibile sostenere l’Associazione “La Casa sulla Roccia” attraverso attività di volontariato e donazioni. Per informazioni sul servizio di volontariato presso il centro telefonare allo 0825 72419 - 0825 72420 o rivolgersi alla Segreteria di Presidenza sita in Rione San Tommaso 85; per donazioni: c/c postale n° 11213832, apponendo la causale “per libera donazione all’Associazione di Volontariato – ONLUS La Casa sulla Roccia”.

 (Continua)
[ MONDO ASSOCIAZIONI ] 01 Dicembre, 2007 08:07

  Associazioni irpine da Buongiorno Irpinia 2 nov. 2007 a cura di N. Arace,

Il tessuto delle associazioni, sia laiche che religiose, in Irpina è quanto mai fitto e variegato. È con la “Fionda di Davide” che si apre l’approfondimento settimanale dedicato al mondo dell’associazionismo. L’indagine ci porterà a scoprire realtà molto diverse tra loro, spesso ignote alla città, benché radicate da tempo sul territorio.

L’associazione di promozione sociale la “Fionda di Davide” nasce ufficialmente nel 2001 con l’obiettivo di diffondere i prodotti del commercio equo e solidale, di educare al consumo critico, di promuovere una coscienza della pace e della mondialità. Il progetto concepito nel 1997 in collaborazione con la Caritas diocesana e il Commercio equo e solidale di Salerno, viene accolto due anni dopo tra le attività dell’associazione Don Tonino Bello, fino poi a diventare un’esperienza autonoma appunto nel 2001. L’attenzione verso le “povertà lontane”, in pratica quelle del Sud del mondo, si concretizza attraverso un commercio che sia equo e solidale: i prodotti distribuiti dalla “Fionda di Davide”, infatti, sono prodotti dal prezzo “equo”, perché al produttore del Sud del mondo è garantita una retribuzione adeguata, che gli consente condizioni di vita più dignitose, e “solidale”, in quanto una parte del prezzo pagato dal consumatore è impiegato per opere di utilità sociale. Inoltre, attraverso il rapporto diretto col produttore, è possibile evitare intermediazioni speculative e grazie al prefinanziamento, cioè al pagamento al produttore di una parte del prezzo del prodotto in anticipo, è possibile garantirgli una maggiore tranquillità economica. Con l’espressione “commercio equo e solidale”,fair trade” in inglese, si intende quella forma di attività commerciale nella quale l'obiettivo primario non è la massimizzazione del profitto, bensì la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali. È, quindi, una forma di commercio internazionale nella quale si cerca di garantire ai produttori ed ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo un trattamento economico e sociale equo e rispettoso, e si contrappone alle pratiche di commercio basate sullo sfruttamento spesso applicate dalle aziende multinazionali. Al meccanismo del commercio equo e solidale partecipano, quindi, i produttori del Sud del mondo e gli stessi consumatori, cui sono destinati i tanti prodotti che affollano gli scaffali di queste  botteghe. Il commercio equo e solidale interviene creando canali commerciali alternativi a quelli dominanti. Tra le regole osservate dai paesi produttori: il divieto del lavoro minorile, l’impiego di materie prime rinnovabili, il reinvestimento del ricavato delle vendite in spese per la formazione e la scuola, il sostegno alla propria comunità e la creazione, laddove possibile, di un mercato interno dei beni prodotti. Agli acquirenti, il sistema del commercio equo e solidale garantisce un prodotto di qualità, selezionato con cura e controllato con continuità. I prodotti alimentari, infatti, provengono da agricoltura biologica e da produzioni ecocompatibili. La “Fionda di Davide” si fa quindi promotrice di un mercato leale e corretto, che permette un lavoro nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, senza avallare forma alcuna di sfruttamento minorile e operando nella piena tutela della donna. Inoltre l’associazione di via Episcopio opera attraverso progetti di educazione ad un’economia solidale e sostenibile presso scuole, associazioni e istituzioni e partecipa ad eventi con banchetti e materiale informativo. La gestione della bottega del commercio equo e solidale, che distribuisce prodotti alimentari e di artigianato e ospita una biblioteca dedicata ai temi del consumo critico, è affidata all’impegno di volontari che prestano il loro servizio dopo aver frequentato un corso di formazione. Tra i prodotti che potrete trovare nella bottega di via Episcopio il caffè, il , lo zucchero di canna, il cacao e i prodotti dell'artigianato, dalle coloratissime croci del Salvador alle bucce d’arancia modellate dalle donne di Bogotà. E ancora giochi di società, strumenti di musica etnica, lampade, scacchiere, bauli e ceste. Tra gli altri prodotti agricoli disponibili al pubblico il miele, la quinoa, l'orzo, frutta secca (anacardi, uvetta, mango), infusi (karkadè, camomilla, menta), spezie (pepe, cannella, chiodi di garofano, noce moscata), banane e ancora cioccolata e cioccolatini, torrone, caramelle, biscotti. La “Fionda di Davide” è ad Avellino in via Episcopio n° 1. È aperta tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 20,30, e resta chiusa il lunedì mattina. L’associazione dispone di un sito internet, www.lafionda.org, dove è possibile reperire informazioni, partecipare a forum e dibattiti sui temi dell’equità sociale, della pace e dell’ambiente.

 (Continua)

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