http://www.edizionisocrates.com/Paesi_parole/Immagini/Foto/ewan_mcgregor.jpg
Paesi, parole
Giovane Adamo

Titolo: Giovane Adamo
Autore:
Alexander Trocchi
Traduzione:
Silvana Vitale
Collana:
Paesi, parole
Pagine: 160
Formato: cm 13,5 x 24
Legatura: Brossura
Prezzo: 12,00€
Pubblicazione: Aprile 2003
ISBN: 88-7202-017-4

L'autore

Alexander TrocchiAlexander Trocchi, figura di spicco del panorama letterario scozzese tra gli anni Cinquanta e Sessanta, nacque a Glasgow nel 1925. Scrittore provocatorio ed estremo, mal sopportava il bigottismo della società scozzese e per questo motivo nel 1952 decise di trasferirsi a Parigi.
Qui collaborò con la rivista innovativa Merlin, nota per la pubblicazione di autori "scomodi" come De Sade, Nabokov e Apollinaire, e con l'Olympia Press, per la quale scrisse racconti pornografici. Il suo capolavoro, Young Adam (1954), è studiato nelle università e considerato un classico della letteratura del Novecento.

Il suo secondo e ultimo romanzo, in gran parte autobiografico e ambientato a New York, Il libro di Caino, fu pubblicato nel 1963 in Gran Bretagna. In seguito Trocchi lavorò per ben 24 anni, praticamente fino alla morte, attorno all'idea di un terzo romanzo senza mai riuscire a darle forma.
Morì nel 1984 con il fisico completamente distrutto dall'abuso di eroina, in totale povertà, pagando a caro prezzo le conseguenze della sua autoemarginazione.

Il libro

Una chiatta, che attraversa i grigi e brumosi canali della Glasgow degli anni Cinquanta, fa da sfondo alle vicende di Joe, Ella e il marito di lei, Leslie. Quella di Joe, il protagonista, è una vita monotona e insoddisfacente, finché un giorno, a increspare le acque del suo passato, riemerge il corpo di una giovane donna morta annegata.
Dotato di una personalità singolare, Joe si pone al di sopra delle convenzioni morali comuni, ritenute ipocrite e limitative, costruendosi una propria morale che gli permette di assolvere ogni suo peccato, ogni sua mancanza, mantenendo uno stato di totale innocenza (giovane Adamo).

Giovane e riflessivo protagonista, figura antitetica all'eroe tradizionale, Joe è tormentato da dilemmi esistenziali e caratterizzato da un senso di estraneità che lo avvicina notevolmente al protagonista de Lo straniero di Camus.
Giallo introspettivo e filosofico, Giovane Adamo è un romanzo che si contraddistingue anche per una forte componente erotica, dosata sapientemente da Trocchi in un gioco oscillante tra sensualità e intellettualità.

Incipit

Ci sono momenti in cui ciò che deve essere detto ti guarda dal passato – ti guarda come qualcuno da una finestra e tu per strada, che cammini. Le ore passate, le azioni passate assumono un inquietante senso di distacco. Ora, fra queste e tu che ti volgi a guardarle, non c'è continuità.

Stamattina, dopo essermi alzato, per prima cosa mi sono guardato allo specchio. È uno specchio di acciaio cromato e lo porto sempre con me. È infrangibile. La barba mi era cresciuta impercettibilmente durante la notte e ora, corta e ispida, mi copriva le guance e il mento. Avevo gli occhi meno arrossati rispetto alle due settimane precedenti. Dovevo aver dormito bene. Ho osservato la mia immagine per alcuni istanti senza scorgere nulla di strano. Lo stesso naso, la stessa bocca e la piccola cicatrice che dall'alto s'incuneava nel sopracciglio sinistro non era più evidente di quanto non fosse il giorno prima. Niente fuori posto, eppure tutto lo era, perché fra me e lo specchio esisteva la stessa distanza, la stessa discontinuità che avevo sempre avvertito fra le azioni commesse ieri e la mia attuale consapevolezza delle stesse.
Ma il problema non si pone.

Io non mi chiedo se sono l'‘io' che guardava o l'immagine che veniva vista, l'uomo che ha agito o l'uomo che ha pensato all'azione. Poiché ora so che è la struttura stessa della lingua ad essere ingannevole. Il problema nasce non appena comincio a usare la parola ‘io'. Non c'è contraddizione nelle cose, soltanto nelle parole che inventiamo per riferirci alle cose. È la parola ‘io' a essere arbitraria, a racchiudere in sé la propria inadeguatezza e la propria contraddizione.Nessun problema. Da qualche parte, oltre gli oscuri confini dell'universo, la risata di una iena. A quel punto ho distolto lo sguardo dall'immagine riflessa. Tra allora e adesso ho fumato nove sigarette.