[ MONDOGIOVANI
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23 Settembre, 2007 01:19
ANTONIO DA BUONGIORNO IRPINIA DEL 12 settembre 2007

Antonio Iandolo, 30 anni, Musicista, di Avellino. Aspirazione: “vivere in un mondo della sostanza e non della forma e dove tutti sappiano usare correttamente il congiuntivo!”
“Le iniziative migliori” commenta Antonio a proposito della politica “sono quelle che partono dal basso, dai piccoli gruppi, dalle tante associazioni che si impegnano per offrire il loro contributo alla vita del paese. E questa realtà acquista ulteriore valore soprattutto in un contesto nazionale, come anche nel locale, in cui è difficile fare politica al di fuori delle logiche e delle gerarchie di partito”. Il Sud è ancora terra di clientelismo e di disoccupazione, perciò afferma il musicista avellinese “cresciamo con l’idea distorta che chi ci dà il lavoro ci fa un piacere. L’instabilità e la precarietà che viviamo ci hanno, tuttavia, consentito di sviluppare un sentimento di solidarietà che lega e sostiene quanti condividono la stessa condizione”. Antonio riconduce all’individualismo che ispira i nostri tempi e l’ultima generazione la causa del ripiegamento del valore della famiglia, che per lui, però, ancora esiste e si qualifica come punto di riferimento e supporto emotivo di ogni individuo. Altra tendenza della società contemporanea è la scissione tra la cultura e lo studio, quest’ultimo coincide con lo sterile nozionismo che si fa negli ambienti accademici e che produce semplicemente “persone che sanno” dove invece fare cultura genererebbe “persone stimolate alla conoscenza”. Alcune delle responsabilità vanno, a suo dire, ricondotte alla televisione, che “ci ha addormentato tutti, massificandoci attraverso l’imposizione di modelli da emulare, e soffocando gli slanci della creatività. Personalmente ne faccio a meno, preferisco informarmi e intrattenermi con internet, che a differenza della tv mi offre la possibilità di scegliere”. Consapevole di essere impopolare, in merito all’amore Antonio si definisce ancora “sfortunatamente romantico” e insiste sulla necessità del sacrificio e del compromesso quale unica via per relazionarsi davvero con l’altro. Il suo rapporto con l’ambiente naturale è di impegno attivo, tante le iniziative alle quali il musicista ha partecipato: “Fortunatamente negli ultimi tempi riscontro una crescita della coscienza ambientalista e una maggiore partecipazione popolare, frutto forse degli scempi evidenti e manifesti perpetrati dall’edilizia e dall’inquinamento”. L’ambiente sociale offre, continua Antonio, molteplici attività, numerose sono le mostre e i concerti proposti, ma “noto un atteggiamento critico a prescindere da parte delle nuove generazioni. Così credo che chi ha questo genere di approccio dovrebbe rimboccarsi le maniche e proporre la sua alternativa. Certamente ad Avellino lo stato delle strutture non è soddisfacente, la pista di pattinaggio presso via Morelli e Silvati è fatiscente e gli spogliatoi sono attualmente occupati da un’associazione. Inoltre in città manca una struttura comunale accessibile a tutti dove poter fare musica. Farebbe da luogo di aggregazione e offrirebbe una valida alternativa alla strada. Mi piace ricordare l’iniziativa di un privato avellinese che ha messo a disposizione di chi voglia una sala prove, a titolo gratuito”. Un fenomeno che nell’ultimo decennio è cresciuto, soprattutto presso le nuove leve e nonostante le campagne informative, è quello della droga e “la facilità con cui i ragazzi vi accedono è preoccupante. Il problema è che farne uso durante l’adolescenza, quando non hai ancora una personalità formata e una coscienza critica, può seriamente compromettere quello che sarai, perché l’uso di queste sostanze incide sulla tua percezione della realtà, distorcendola e filtrandola”. Antonio è agnostico e, ci tiene a precisare, non ateo, perché se non ha avuto dimostrazione dell’esistenza di Dio, non è riuscito a verificare nemmeno il contrario. È affascinato dalle religioni orientale, per l’impostazione meno trascendente, e dall’indagine degli aspetti meno conosciuti e più oscuri del cristianesimo. “Mi interessa molto l’informazione alternativa sulla nostra religione. Basta pensare che tra i dodici vangeli scritti dagli apostoli, la Chiesa ha selezionato solo quei quattro che rispondevano a dei parametri precisi. Esistono ancora otto vangeli che non conosciamo e che potrebbero scoprire pieghe ignote della figura di Gesù. Anche per questo non credo nella Chiesa come istituzione, come organo di controllo e di potere, sebbene riconosca che all’interno della stessa operino tante valide persone”.
A CURA DI NADIA ARACE PUBBLICATO SU BUONGIORNO IRPNIA del 12 settembre 2007
Nb. le interviste brevi di questo numero sono nella categoria giovani flash!
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23 Settembre, 2007 01:15
ANGELA DA BUONGIORNO IRPINIA DEL 12 settembre 2007
Angela Mattia, 29 anni, Studentessa in Lingue e letterature straniere, di Avellino. Aspirante insegnante.
Angela è una giovane interprete con la passione della scrittura. Ed accoglie con piacere questo spazio riservato ai giovani, perché, ci dice, “la società ci fa parlare poco. Il nostro tempo è pieno di contraddizioni, così ritroviamo spesso mille adulti intorno ad un neonato e nessuno accanto ad un adolescente”. Questo è il punto critico che la studentessa irpina individua nel sistema famiglia, l’assenza di un sostegno e di una guida effettiva nella fase più complicata della vita di un individuo. La solitudine, l’abbandono spesso vengono aggirati ricorrendo all’alcol o agli stupefacenti: “La droga è una scelta di vita, che non condivido. È un’alternativa alla condizione di fragilità che è presente in ognuno di noi”. Spesso a complicare le cose è l’impossibilità di realizzare le proprie aspirazioni, anche lavorative, così, citando Ligabue, Angela dice: “Io vorrei un mondo all’altezza dei sogni che ho. Purtroppo, però, lo scontro con la realtà mutila i nostri sogni. Inoltre la condizione del lavoro rende difficile il confronto con i nostri genitori che alla nostra età già erano impiegati. Questo sviluppa in noi un latente senso di inferiorità”. La giovane avellinese riscontra una generale disaffezione verso la politica, segno del sostanziale scollamento tra i cittadini e chi amministra la cosa pubblica. Tuttavia Angela ritiene che ciascuno debba esprimere il proprio contributo, a cominciare del rispetto della raccolta differenziata: “Si tratta di piccole scelte individuali che però siamo chiamati ad operare. Il problema dei rifiuti è sicuramente qualcosa che va oltre la responsabilità dei singoli cittadini, ma è comunque importante che ciascuno si impegni, secondo le proprie possibilità”. Al tema delle strutture Angela cita Neruda e il suo invito a non lamentarsi della pioggia incessante: “Non credo sia vero affermare che Avellino manchi di strutture adeguate, e mi riferisco in particolare a quelle destinate all’intrattenimento. Ritrovo, invece, in noi giovani un approccio sbagliato verso le stesse, nel senso che non siamo ricettivi agli stimoli, troppo preoccupati ad assomigliare alla Barbie o al calciatore del momento”. Nel tempo libero Angela si dedica alla lettura e alla scrittura e ci dice che è importante fare buon uso dello spazio che ciascuno ha a disposizione per sé per “capire qual è il nostro talento, nel senso cristiano e non cristiano del termine, e svilupparlo”. Non crede affatto nell’amore eterno, perché l’amore subisce delle evoluzioni, conosce fasi diverse. Angela ci parla invece dell’amore platonico e di quello concreto, più faticoso da alimentare, perché “la normalità è stare da soli, la vera sfida è stare in coppia”. “Tutto è cultura” afferma la giovane irpina “parlare, leggere una poesia, ascoltare una canzone, finanche vedere nostra madre che cucina un piatto tipico è cultura”. L’approccio che Angela intrattiene con la fede e con Dio è complesso. Se la giovane avverte la presenza di Dio in ciò che le è intorno, nell’albero che ha davanti, nel cane, nel vicino di casa che non sempre sa cosa mettere a tavola, nelle sante e nei santi più rumorosi e rivoluzionari come San Francesco o Santa Teresa D’Avila, la sua fede è, però, sempre in fieri, conosce curve ascendenti e discendenti e non è mai statica.
A CURA DI NADIA ARACE PUBBLICATO SU BUONGIORNO IRPNIA del 12 settembre 2007
Nb. le interviste brevi di questo numero sono nella categoria giovani flash!
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18 Settembre, 2007 10:00
Sara da Buongiorno Irpnia del 31 Agosto 2007
Sara Corvigno, 24 anni, Laureata in Medicina e Chirurgia, di Capriglia Irpina. Aspira a raggiungere la serenità.
“Preferirei che si prendesse più seriamente la politica, perché ne facciamo tutti parte, in un modo o in un altro. Ognuno è chiamato ad offrire il proprio contributo, soprattutto in un contesto, come quello locale, ridotto ad un circolo chiuso schiacciato da pochi nomi forti. Il nostro compito dovrebbe allora essere quello di rompere questo muro, perché se vogliamo che le cose cambino davvero, dobbiamo cambiarle dall’interno”. Questo è il motivo per cui Sara, giovane e promettente medico ci dice che farà tutto il possibile per lavorare nella sua terra, malgrado le difficoltà in cui oggi annaspa il mercato del lavoro. La realizzazione personale è l’obiettivo che persegue, le basta fare quello che le piace, piuttosto che cedere all’allettante sirena del denaro. Per questo dichiara di preferire “la gloria ai soldi”. Particolarmente legata alle sue radici, la giovane ventiquattrenne individua nella famiglia il suo unico punto fermo. Altra ragione, questa, che la motiva a restare nella città d’origine. Ha sempre dedicato tutta se stessa allo studio, che considera la chiave di volta per comprendere la realtà che ci circonda. “Il bagaglio nozionistico che acquisiamo sin dagli anni della scuola è fondamentale in questo senso, anche se può sembrare fine a stesso. La cultura è la condizione necessaria per prodigarsi per sé e per gli altri”. Purtroppo, ci dice, non dispone di molto tempo libero, così nel poco che ha Sara cerca di coltivare le passioni e gli interessi che aveva già da piccola, quindi legge, segue lo sport e lo pratica e ascolta molta musica. Il rapporto con l’altro, invece, è un po’ complicato, nel senso che la ventiquattrenne difficilmente si apre e mostra il suo universo interiore: “Di solito” dichiara Sara “aspetto che sia l’altro a capirmi e a lanciare un ponte verso di me”. Vive in campagna, per questo intrattiene un buon rapporto con la natura, anche se, studiando fuori sede, è abituata a vivere nel caos cittadino. Non percepisce, tuttavia un’adeguata valorizzazione dell’ambiente e delle risorse del territorio, nonostante riconosca una discreta volontà politica in tal senso. “L’ambiente sociale sta vivendo” continua Sara “un interessante momento di crescita. Sotto la spinta dell’impegno giovanile stanno aumentando manifestazioni culturali e iniziative di aggregazione. Tra l’altro, alcuni luoghi poco sfruttati sono stati recuperati, come la stessa villa comunale di Avellino, sede da qualche anno della festa di Liberazione. Certo, se penso allo stato di abbandono dell’Eliseo credo che si possa e si debba fare di più”. Per quanto, invece, concerne la condizione dei trasporti, Sara ritiene che non siano ben collegate la città e la provincia, pure tanto vasta, e chiede che si intervenga affinché sia possibile migliorare e coordinare la rete pubblica. “Per quanto riguarda il mio settore, noto con piacere l’imporsi di nuove realtà mediche, come il Centro Oncologico di Mercogliano e la Città Ospedaliera di Avellino, nella doppia veste di istituti di ricerca e cliniche. Mi auguro solo che queste strutture siano effettivamente accessibili a tutti”.
Il rapporto tra la giovane irpina e il tubo catodico è di segno positivo, anche se poi afferma: “Purtroppo guardo ancora parecchia televisione, ma quando torno a casa, dopo una giornata intera trascorsa all’università, riesco a rilassarmi solo con la tv accesa, mi tiene compagnia. Guardo di tutto, anche i reality, e non credo che questo faccia di me una persona spregevole. Al contrario, diffido dell’integrità morale di chi giudica questo tipo di format in maniera eccessivamente negativa”. La tossicodipendenza è sicuramente una questione attuale, ma Sara ci ricorda che la percezione di cosa sia considerabile droga e cosa invece non lo sia è un fatto squisitamente relativo: “In effetti mi chiedo perché l’alcol, che pure altera la lucidità e le capacità cognitive, non sia considerato uno stupefacente, mentre invece è venduto ovunque e a tutti”.
L’analisi del suo rapporto con la fede è cristallina e razionale, Sara non crede nell’istituzione Chiesa, in cui ritrova molta ipocrisia, e nei momenti di personale sconforto preferisce affidarsi a realtà più tangibili, piuttosto che a Dio. Non per questo, però, giudica con scetticismo chi trova nella fede il suo sostegno, perché ritiene che la natura umana sia “alla continua ricerca di qualcosa cui aggrapparsi”.
A cura di Nadia Arace da Buongiorno Irpinia 31 Agosto 2007
[ MONDOGIOVANI
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18 Settembre, 2007 09:55
Maria da Buongiorno Irpinia del 31 Agosto 2007
Maria Novella Cataldo, 29 anni, Specializzanda Sicsi, di Avellino. Aspirazione: essere felice.
Maria Novella è da tempo impegnata nel mondo dell’arte, il teatro è per lei un bisogno vitale, ma anche un mezzo attraverso cui fare cultura e divulgarla. Nel suo tempo libero, quindi, collabora con il Cocis (Coordinamento di compagnie irpine dello spettacolo), che ha sede presso il Teatro 99 posti di Mercogliano, oltre a leggere tanto. La cultura è davvero una “crociata” da sostenere nonostante un sistema universitario troppo vasto e poco specializzato e una copiosità di alternative che le tolgono spazio e valore: “Rispetto allo studio, la televisione, per esempio, stimola molto di più le nuove generazioni, per cui un ragazzo si sente autorizzato ad emulare un tronista, piuttosto che a prendere un libro tra le mani”. Marinella, come la chiamano gli amici, trova davvero vergognoso il palinsesto della tv via cavo nella fascia pomeridiana, per questo preferisce l’offerta notturna e vedere, quando può, programmi d’inchiesta. Non si interessa molto dei fatti della politica, che le sembra vuota e avvizzita entro la cerchia ristretta degli interessi personali: “La mia generazione, purtroppo, non ha incontrato la vera politica, quella dei grandi ideali, quella rivolta al benessere reale dei cittadini. Questo ha fatto sì che crescessimo disillusi. La cartina al tornasole delle inefficienze di un sistema sordo ai bisogni del paese lo si registra” continua la giovane irpina “in merito all’inesistenza di una politica per la famiglia. Nella fattispecie non si lavora affatto affinché un giovane sia messo in condizione di costruirne una sua. Il lavoro manca, così come sono insufficienti gli asili e irrilevante è il sostegno economico statale a vantaggio del nucleo familiare”. L’occupazione è un tasto dolente soprattutto per chi, come Marinella, aspira a lavorare in teatro: “Lo spettacolo dal vivo, in particolare, non gode di buona salute, le retribuzioni sono infime e da molti, istituzioni comprese, è ancora percepito come un semplice hobby. Per questo motivo mi sono concentrata su altro e spero di riuscire ad inserirmi nel mondo della scuola”.
Marinella ritiene che il rapporto con l’altro debba fondarsi sul rispetto degli spazi e delle passioni di chi ti sta accanto, perché se c’è una parte che soccombe, la relazione è destinata a sgretolarsi: “La libertà di esprimere se stessi è garanzia di un rapporto autentico, reale, altrimenti non sarebbe che finzione, perché costruito su ciò che non si è”. Il suo rapporto con la fede è abbastanza complicato, nel senso che Maria Novella ci dice che la sua “ricerca di un rapporto con Dio” si scontra costantemente con il disappunto che nutre verso la Chiesa, “che oggi più che mai è un’istituzione anacronistica, soprattutto per la sua visione medievale della donna. La sottomissione all’uomo è qualcosa che infrange il principio di uguaglianza e per lo stesso motivo non concordo con l’emarginazione dell’omosessualità, tutti i fedeli sono uguali di fronte a Dio”.
[ MONDOGIOVANI
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16 Settembre, 2007 19:04
AVVISO
NELLA CATEGORIA GIOVANI FLASH TROVERETE TUTTE LE INTERVISTE BREVI RILASCIATE AL QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE BUONGIORNO IRPINIA E PUBBLICATE DA QUEST'ULTIMO NELLA PAGINE DEDICATE AI GIOVANI NEL PERIODO CHE VA DA LUGLIO AD AGOSTO 2007.
SI RINGRAZIA LA GIORNALISTA NADIA ARACE PER IL PREZIOSO LAVORO SVOLTO.
LA REDAZIONE DI MONDOSCOPIO