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[ MONDO ASSOCIAZIONI ] 13 Dicembre, 2007 09:03

L’approfondimento dedicato alla filiera delle associazioni irpine, questa settimana, presenta l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, fondata nel 1920 ed oggi presente sull’intero territorio nazionale.

  L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è una Onlus che si occupa della tutela degli interessi morali e materiali dei non vedenti e degli ipovedenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni ed ha per scopo l'integrazione dei non vedenti nella società. Fondata da Aurelio Nicolodi nel 1920, l’associazione intesse una fitta rete di sezioni provinciali su tutto il territorio nazionale, così nel 1950 viene istituita la sede di Avellino. Per il raggiungimento dei suoi fini, l'Unione si impegna a sopperire alla mancanza di adeguati servizi sociali dello Stato e degli altri enti pubblici adottando specifici strumenti operativi. Il nucleo primario dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, strutturata secondo un principio democratico, è costituito dalle Sezioni provinciali, presenti sull'intero territorio nazionale. Esse, a loro volta, si raggruppano nei Consigli regionali che, nella loro totalità, danno vita al Consiglio nazionale. Quindi vi è la Direzione nazionale, composta da dieci Consiglieri nazionali eletti tra i venti nominati dal congresso e presieduta dal Presidente Nazionale.L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti offre molteplici servizi tesi ad una reale ed attiva partecipazione dei non vedenti alla vita sociale del Paese. Il Centro Nazionale di Consulenza e Documentazione Giuridica “Gianni Fucà” costituisce un punto di riferimento per tutte le questioni di carattere legale; il Centro Nazionale del Libro Parlato, anche grazie alle sue sedi periferiche, capaci di soddisfare le richieste dell'intero territorio nazionale, garantisce la diffusione di qualsiasi tipo di testo o rivista su audiocassetta; il Centro Nazionale Tiflotecnico, invece, si occupa della progettazione e della distribuzione di hardware e software che siano di aiuto ai non vedenti e agli ipovedenti tanto nel lavoro quanto nello studio e nel tempo libero; “Le Torri” - Centro Studi e Riabilitazione “Giuseppe Fucà” rappresenta invece un polo di aggregazione ed incontro in cui esperienza e dialogo partecipano al miglioramento della qualità di vita dei non vedenti; la Stampa associativa, comprendente pubblicazioni in caratteri standard, in formato Braille, su cassetta ed in formato elettronico, oltre a costituire un filo diretto tra l'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ed i suoi soci, rappresenta una delle maggiori forme di comunicazione e dialogo tra l'Unione stessa e la realtà politica e culturale del nostro Paese. In ultimo, promovendo la cultura della partecipazione, è stato creato un osservatorio che vigili sulla reale accessibilità dei siti web anche per i minorati della vista.L'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, riconoscendo come obiettivo di primaria importanza la ricerca di strategie comuni, sia in ambito nazionale che internazionale, fa parte dell'European Blind Union (EBU), della World Blind Union (WBU) e della Federazione tra le Associazioni Nazionali Disabili. L’Associazione si sostiene attraverso i contributi erogati dalla Regione di appartenenza, attraverso le donazioni e il tesseramento dei soci, la cui quota viene stabilita in base al possesso o meno di un reddito. Il numero attuale degli iscritti presso la sezione provinciale di Avellino è di circa 350 unità. Nell’ultimo biennio è stata, inoltre, innalzata la soglia di visibilità minima richiesta agli ipovedenti per poter avere accesso ai servizi offerti dall’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, così oggi possono iscriversi all’Unione, oltre ai non vedenti, gli ipovedenti con un residuo visivo fino a 3/10.Questi sono i recapiti della sede nazionale: via Borgognona, 38 - 00187 Roma; tel. 06 699881; fax 06 6786815; numero verde 800 682682; sito internet www.uiciechi.it. La sede provinciale invece è ad Avellino in via Pescatori, 68; tel. e fax 0825 782178 / 0825 21105.

 (Continua)
[ MONDO ASSOCIAZIONI ] 07 Dicembre, 2007 18:10

L’approfondimento dedicato alla rete delle associazioni irpine, questa settimana, presenta la Croce Rossa e il servizio di 118 prestato in collaborazione con l’ASL di Avellino. Gli operatori sono tutti volontari che svolgono attività di pronto soccorso. 

La Croce Rossa opera da più di un secolo come associazione umanitaria coprendo l’intero pianeta. Il Movimento è un’organizzazione internazionale non governativa e apolitica che in principio era volta al soccorso dei feriti in guerra. Oggi la Croce Rossa realizza azioni differenti che spaziano dal campo del soccorso e della salute alla solidarietà e al disagio. Fedele all’impostazione del suo fondatore, Henry Dunant, siamo nel lontano 1863, lo spirito e l’etica della Croce Rossa si esprimono nell’impegno a “placare tutte le sofferenze umane senza distinzione di nazionalità, di razza, di religione, di condizione sociale o di appartenenza politica”. Così, il movimento aiuta e sostiene le persone portatrici di handicap, assiste i sofferenti e gli indigenti ispirandosi a sette principi fondamentali comuni a tutti i Paesi ove la Croce Rossa è presente. L’Umanità, perché l’associazione s’impegna a tutelare la vita, la salute e il rispetto della persona umana; la Neutralità, dal momento che la Croce Rossa pone la sua struttura al servizio della collettività senza appoggiare o favorire gli interessi di alcuno Stato in particolare; l’Imparzialità, cioè l’assenza di discriminazione tra i sofferenti che vengono soccorsi dando la precedenza agli interventi più urgenti, l’Indipendenza dalle ingerenze politiche, il Volontariato che ne costituisce il nerbo, l’Unità intesa come unicità del movimento all’interno di uno Stato e la sua Universalità rappresentano le linee guida dell’associazione.

Non è solo il soccorso l’unica attività della Croce Rossa. Il movimento giudica un suo obiettivo primario anche la prevenzione della sofferenza ed è per questo che tutti gli operatori si preoccupano di diffondere l’educazione alla salute e la conoscenza dei principi fondamentali del Diritto Internazionale Umanitario, garante della pace tra gli uomini. La formazione di una coscienza che si fonda sul diritto “umanitario”, cioè rispettoso dell’uomo e della sua dignità, è la condizione necessaria affinché possano essere superate prevaricazione e sopruso.  

Sul piano internazionale, la Croce Rossa rappresenta una forza di 120 milioni di persone accomunate dalla stessa vocazione. Ad oggi il movimento è presente e sta operando attivamente in Iraq, in Pakistan, in Albania con la Missione Arcobaleno. Inoltre opera su scala nazionale nel campo socio-assistenziale e si occupa di progetti relativi al disagio della tossicodipendenza.

Tra i servizi offerti dall’associazione: le “Ricerche di persone” finalizzate al ristabilimento dei contatti familiari interrotti per cause estranee alla volontà di chi ha dovuto lasciare la propria casa, il proprio paese ed i propri affetti; i “Messaggi di Croce Rossa”, nati per consentire ai prigionieri di guerra di comunicare con i familiari in patria. L’Ufficio Ricerche si occupa, inoltre, di ricongiungimenti familiari, titoli di viaggio, documentazione di prigionia e opera in caso guerre, conflitti interni, disastri naturali o artificiali e migrazioni forzate. La Croce Rossa è aperta ad ogni forma di collaborazione, dal Servizio Civile al Volontariato, e offre opportunità di lavoro bandendo progetti sia nazionali che internazionali che è possibile consultare collegandosi al sito www.cri.it. Il movimento dispone, inoltre, di una ricca biblioteca che è possibile consultare on line e che include: Convenzioni, Statuto e Regolamenti dell’associazione, Delibere del Consiglio Direttivo Nazionale, Normative suddivise per area, Elenchi C.R.I., Manualistica e Documenti di formazione, Attività svolte e Relazioni, Documenti di riferimento internazionale. La Croce Rossa ha allestito anche due musei internazionali, a Ginevra e a Castiglione delle Stiviere, vicino Solferino, nei luoghi in cui è nata l’idea della Croce Rossa. Presso la struttura museale italiana, accanto alla mostra permanente sull’attività della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa in USA e in Afghanistan dopo l’11 settembre e alla mostra di sensibilizzazione a sostegno della campagna per la messa al bando delle mine antiuomo, è possibile trovare materiale informativo sulla storia del movimento e sulle campagne e i progetti in atto.Il movimento si sostiene attraverso il contributo pubblico e attraverso donazioni. È possibile effettuare versamenti on line, su c/c bancario n° 218020 o postale n° 300004 intestati a “Croce Rossa Italiana, Via Toscana 12 – 00187 Roma”, indicando nella causale del versamento per quale Paese, Emergenza o Progetto si intende versare il contributo; destinarle il 5x1000 dell’IRPEF o semplicemente fare una telefonata al numero 412 di Telecom Italia (i clienti di rete fissa potranno devolvere alla Croce Rossa la somma di 2 euro).

 (Continua)
[ MONDO ASSOCIAZIONI ] 01 Dicembre, 2007 20:34

A CURA DI N. ARACE

 

L’approfondimento dedicato alla rete delle associazioni irpine, questa settimana, presenta il Centro di Solidarietà per tossicodipendenti “La Casa sulla Roccia”. L’impegno ventennale dell’Associazione di volontariato si realizza nel sostegno offerto a quanti sono affetti da tossicodipendenza. L’aiuto viene offerto a chiunque lo chieda, in maniera solidale e gratuita.

   Costituitasi nel 1985 dall’iniziativa di un gruppo di volontari, l’Associazione “La Casa sulla Roccia” opera al fine di aiutare i giovani tossicodipendenti e le loro famiglie, ispirandosi al cammino terapeutico-educativo “Progetto Uomo”, realizzato alcuni anni prima dal Ce.I.S. di Roma di Don Mario Picchi. L’anno successivo l’Associazione apre la sede dell’Accoglienza nel quartiere di San Tommaso, grazie alla donazione di un piccolo prefabbricato della Caritas diocesana. Si accolgono, così, i primi tossicodipendenti e alle loro famiglie viene chiesto di seguire un percorso parallelo a quello iniziato dai propri figli. Tossicodipendenti, famiglie e volontari danno vita, così, ad un’avventura importante, che trae forza dall’unione e dalla condivisione di un progetto di vita che abbia valore per il singolo disagiato, per chi gli sta intorno e per l’intera comunità. “La Casa sulla Roccia”, infatti, realizza sin da subito una serie di iniziative rivolte a sensibilizzare e a coinvolgere la collettività di fatto impreparata, e per certi aspetti indifferente, a quanto si stava verificando tra i giovani. Il programma terapeutico-educativo Progetto Uomo è composto essenzialmente da tre fasi: l’Accoglienza, la Comunità Terapeutica e il Reinserimento Sociale. In questo percorso, il giovane in difficoltà affronta un itinerario di crescita personale, secondo un processo graduale. L’obiettivo è quello di aiutare il giovane a raggiungere un equilibrio fra sentimento e ragione, all’interno di un ambiente educativo le cui regole sono il senso di responsabilità, il rispetto di sé e degli altri, la partecipazione e la solidarietà, valore primo del programma terapeutico. La modalità dell’intervento muove dall’attenzione accordata alla persona portatrice del disagio, che viene sostenuta ed aiutata a superare ciò che nella sua vita è stato motivo di sofferenza e di rottura. L’Accoglienza è la prima delle tre fasi del programma e dura in media dai 4 ai 6 mesi. La finalità è quella di operare il distacco dalla sostanza e la motivazione al cambiamento. Tra le norme da rispettare: l’astensione da alcol e sostanze stupefacenti. In questo primo step, l’individuo riconosce di avere un problema e di avere bisogno di aiuto, mentre alla famiglia viene chiesto di partecipare a gruppi di auto-aiuto. Per ogni utente viene disegnato un percorso terapeutico personalizzato, che può essere svolto sia in regime residenziale che semiresidenziale.

 

La Comunità terapeutica scandisce la seconda fase, che è finalizzata al cambiamento degli schemi comportamentali del disagiato e alla rielaborazione della sua storia personale. Inoltre ogni utente svolge delle attività strutturate giornalmente in specifici settori di lavori, contribuendo in tal modo alla vita della Comunità. La terza e ultima fase è quella del Reinserimento e si realizza nel graduale distacco dell’utente dal contesto comunitario e nel suo reinserimento nel tessuto sociale. Tra gli altri servizi offerti dall’Associazione “La Casa sulla Roccia”: il Centro Crisi, che offre un ambiente protetto a persone tossicodipendenti e alcoliste che intendano disintossicarsi mediante terapia a scalare con farmaco sostitutivo; il Centro Studi, che opera al fine di fare informazione sulla proposta dell’Associazione, conduce attività di studio e ricerca sul disagio e le dipendenze, progetta programmi di prevenzione, cura il giornalino “Voci e pensieri”, offre la consultazione di una ricca biblioteca sull’argomento e dispone di una vasta cineteca sulle problematiche giovanili; il Sevizio Detenuti, che si realizza nel rapporto epistolare con i detenuti della Casa Circondariale di Bellizzi affetti dal disagio delle dipendenze e che chiedono di intraprendere il percorso terapeutico e nella formulazione dell’istanza per accogliere persone tossicodipendenti detenute in alternativa al carcere; il Settore Legale, a sostegno degli utenti inseriti nel programma, il Percorso Terapeutico-Educativo per Minori, supportati nel conseguimento di un’identità personale. È possibile sostenere l’Associazione “La Casa sulla Roccia” attraverso attività di volontariato e donazioni. Per informazioni sul servizio di volontariato presso il centro telefonare allo 0825 72419 - 0825 72420 o rivolgersi alla Segreteria di Presidenza sita in Rione San Tommaso 85; per donazioni: c/c postale n° 11213832, apponendo la causale “per libera donazione all’Associazione di Volontariato – ONLUS La Casa sulla Roccia”.

 (Continua)
[ MONDO ASSOCIAZIONI ] 01 Dicembre, 2007 08:07

  Associazioni irpine da Buongiorno Irpinia 2 nov. 2007 a cura di N. Arace,

Il tessuto delle associazioni, sia laiche che religiose, in Irpina è quanto mai fitto e variegato. È con la “Fionda di Davide” che si apre l’approfondimento settimanale dedicato al mondo dell’associazionismo. L’indagine ci porterà a scoprire realtà molto diverse tra loro, spesso ignote alla città, benché radicate da tempo sul territorio.

L’associazione di promozione sociale la “Fionda di Davide” nasce ufficialmente nel 2001 con l’obiettivo di diffondere i prodotti del commercio equo e solidale, di educare al consumo critico, di promuovere una coscienza della pace e della mondialità. Il progetto concepito nel 1997 in collaborazione con la Caritas diocesana e il Commercio equo e solidale di Salerno, viene accolto due anni dopo tra le attività dell’associazione Don Tonino Bello, fino poi a diventare un’esperienza autonoma appunto nel 2001. L’attenzione verso le “povertà lontane”, in pratica quelle del Sud del mondo, si concretizza attraverso un commercio che sia equo e solidale: i prodotti distribuiti dalla “Fionda di Davide”, infatti, sono prodotti dal prezzo “equo”, perché al produttore del Sud del mondo è garantita una retribuzione adeguata, che gli consente condizioni di vita più dignitose, e “solidale”, in quanto una parte del prezzo pagato dal consumatore è impiegato per opere di utilità sociale. Inoltre, attraverso il rapporto diretto col produttore, è possibile evitare intermediazioni speculative e grazie al prefinanziamento, cioè al pagamento al produttore di una parte del prezzo del prodotto in anticipo, è possibile garantirgli una maggiore tranquillità economica. Con l’espressione “commercio equo e solidale”,fair trade” in inglese, si intende quella forma di attività commerciale nella quale l'obiettivo primario non è la massimizzazione del profitto, bensì la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali. È, quindi, una forma di commercio internazionale nella quale si cerca di garantire ai produttori ed ai lavoratori dei paesi in via di sviluppo un trattamento economico e sociale equo e rispettoso, e si contrappone alle pratiche di commercio basate sullo sfruttamento spesso applicate dalle aziende multinazionali. Al meccanismo del commercio equo e solidale partecipano, quindi, i produttori del Sud del mondo e gli stessi consumatori, cui sono destinati i tanti prodotti che affollano gli scaffali di queste  botteghe. Il commercio equo e solidale interviene creando canali commerciali alternativi a quelli dominanti. Tra le regole osservate dai paesi produttori: il divieto del lavoro minorile, l’impiego di materie prime rinnovabili, il reinvestimento del ricavato delle vendite in spese per la formazione e la scuola, il sostegno alla propria comunità e la creazione, laddove possibile, di un mercato interno dei beni prodotti. Agli acquirenti, il sistema del commercio equo e solidale garantisce un prodotto di qualità, selezionato con cura e controllato con continuità. I prodotti alimentari, infatti, provengono da agricoltura biologica e da produzioni ecocompatibili. La “Fionda di Davide” si fa quindi promotrice di un mercato leale e corretto, che permette un lavoro nel rispetto dell’uomo e dell’ambiente, senza avallare forma alcuna di sfruttamento minorile e operando nella piena tutela della donna. Inoltre l’associazione di via Episcopio opera attraverso progetti di educazione ad un’economia solidale e sostenibile presso scuole, associazioni e istituzioni e partecipa ad eventi con banchetti e materiale informativo. La gestione della bottega del commercio equo e solidale, che distribuisce prodotti alimentari e di artigianato e ospita una biblioteca dedicata ai temi del consumo critico, è affidata all’impegno di volontari che prestano il loro servizio dopo aver frequentato un corso di formazione. Tra i prodotti che potrete trovare nella bottega di via Episcopio il caffè, il , lo zucchero di canna, il cacao e i prodotti dell'artigianato, dalle coloratissime croci del Salvador alle bucce d’arancia modellate dalle donne di Bogotà. E ancora giochi di società, strumenti di musica etnica, lampade, scacchiere, bauli e ceste. Tra gli altri prodotti agricoli disponibili al pubblico il miele, la quinoa, l'orzo, frutta secca (anacardi, uvetta, mango), infusi (karkadè, camomilla, menta), spezie (pepe, cannella, chiodi di garofano, noce moscata), banane e ancora cioccolata e cioccolatini, torrone, caramelle, biscotti. La “Fionda di Davide” è ad Avellino in via Episcopio n° 1. È aperta tutti i giorni dalle 9,30 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 20,30, e resta chiusa il lunedì mattina. L’associazione dispone di un sito internet, www.lafionda.org, dove è possibile reperire informazioni, partecipare a forum e dibattiti sui temi dell’equità sociale, della pace e dell’ambiente.

 (Continua)

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