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Nereo Villa

28 Aug, 2006

23 luglio 2006 - I popoli proprietari della propria moneta, dei risparmi che creano

Generale — Inviato da nv @ 15:34

Il "Washington Consensus", cioè l’insieme dei dogmi economicisti che da 40 anni viene imposto alla cieca alla vita economica degli Stati mondiali, è massimamente in crisi, dato che è messo in discussione perfino dal fondo monetario internazionale (FMI) stesso.
Per il "risanamento" dei Paesi indebitati (praticamente tutti), il FMI faceva, con denaro creato dal nulla, cioè senza alcuna garanzia aurea, abolita nel '71 con la fine degli accordi di Bretton Woods, "prestiti" che condizionava a misure draconiane: il Paese debitore avrebbe dovuto abolire i dazi ed aprirsi alle importazioni estere, secondo l'antico adagio di Smith: “Anziché produrre merci, acquistatele dai paesi che le producono al minor prezzo”; avrebbe dovuto poi svalutare la sua moneta per rendere più competitive le sue esportazioni, e usare i guadagni non per costruire infrastrutture necessarie alla sua società (strade, scuole, centrali elettriche, sistema sanitario, ecc.), ma per saldare il "debito" alle banche creditrici. Secondo il "Washington Consensus", questa ricetta avrebbe attirato investimenti esteri e prodotto crescita nei Paesi debitori.
Di fatto, è avvenuto esattamente il contrario, cioè fallimento totale: dal Messico alla Russia, e dalla Russia all’Asia Orientale, fino alla bancarotta dell’Argentina, questo stile smithiano, che sostituisce il vuoto di idee, continua pertanto, fino a prova contraria, a rivelare la sua deficienza, cioè la rovina globale: un alluvione di merci, destinate a Paesi il cui potere d’acquisto continua a scendere, per cui le merci finiscono per restare invendute.
Poi, quando l’Argentina violò il tabù fantozziano, affermando il diritto sovrano di non voler più pagare i creditori (in realtà sono truffatori, dato che non hanno il valore della cartamoneta che prestano) e il "Washington Consensus" previde per l'Argentina rovina e fuga di capitali, anche qui è avvenuto il contrario: dopo qualche anno di difficoltà, ora l'Argentina cresce del 7% annuo, e le banche fanno a gara per offrirle nuovi "prestiti".
E in Italia? Oggi in Italia siamo economicamente governati da tre deboli di pensiero, Padoa-Schioppa, Monti, e Draghi, i quali come sacerdoti delle dottrine del "Washington Consensus", che continuano ad imporre alla gente, non sapendo fare altro, ed evidentemente non avendo alcun'altra idea, benedicono parole come "liberalizzazione", "privatizzazione", "flessibilità", "moderazione salariale", ecc., per risolvere la "competitività" con la Cina. E mentre perfino il FMI si è accorto che il "Washington Consensus" è finito, loro no: costoro continuano imperterriti, perché quella è la sola idea che hanno in testa.
Avendo la testa quadrata come un computer, continueranno ad applicare quella medesima idea finché qualcuno non cambierà loro il software. Il nuovo software dovrebbe consistere nel dichiarare i popoli proprietari della propria moneta, cioè proprietari dei risparmi che creano, creando benessere col sudore della propria fronte.
Ma per l'installazione di questo nuovo software occorre il coraggio della memoria, oppure quello della verifica di essa: nel 1885 infatti Marx svelò nel Capitale (Libro 1, capitolo 24, paragrafo 6, Editori Riuniti, Roma 1974, pp. 817-818) i tratti truffaldini del meccanismo su cui stavano crescendo le banche centrali. Dunque, fino a quando non si corregge l'errore, anziché rimuovere dalle coscienze sia la memoria che il coraggio, non si può che continuare con le idee di Smith o di Keynes: quando lo Stato ha bisogno di soldi, si rivolge alla banca centrale europea (BCE). Alla BCE stampare una banconota da 50 euro costerà 5 o 6 centesimi di euro.
Ammettendo che sia così, il cittadino allora si chiede: quanto paga lo Stato alla BCE per quella singola banconota?
La logica vorrebbe che pagasse 5 o 6 cent, più un margine di guadagno. Ma non è così. Per una banconota da 50 euro, che dovrebbe costare 5 o 6 cent, più quel margine di guadagno, lo Stato paga alla BCE 50 euro più gli interessi!
Questo trucchetto si chiama signoraggio, ed è causa di molti mali tra cui il debito pubblico e la forte tassazione degli Stati sui cittadini. Tutti parlano di debito pubblico: giornalisti, politici, presentatori, uomini di spettacolo… Ma nessuno dice come si forma.
Se fossero i cittadini ad essere proprietari della moneta, non pagherebbero di certo il “debito” alla BCE (che oltretutto è una banca privata con scopo di lucro, ed i cui soci azionari sono le varie banche nazionali, le quali a loro volta hanno come soci azionari banche minori e grossi gruppi assicurativi).
Urge trasformare il signoraggio in reddito di cittadinanza per impedire le guerre! Certo la salute dello Stato si chiama guerra, e Smith credeva cosa buona e giusta finanziare guerre attraverso le tasse. Però sarebbe davvero ora di finirla con queste fesserie.


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