11 agosto 2006 - Tanti aiuti alle famiglie cambiando il sistema bancario

È nato Colimo (Comitato di Liberazione Monetaria). Si tratta di una libera organizzazione autonoma, non politica, non partitica, ma laica, a diffusione nazionale ed internazionale, nata per approfondire tematiche relative alla tutela dei diritti delle persone e delle libertà fondamentali dei cittadini, con particolare riferimento alla promozione tra gli associati della conoscenza e dell´insegnamento dei diritti civili, politici ed amministrativi, dei quali devono godere Tutte le persone.
Si adopererà inoltre per promuovere la conoscenza delle leggi civili, penali, amministrative e dei regolamenti di ogni paese inerenti gli scopi del comitato, al fine di consentire a tutti gli associati una consapevolezza matura rispetto ai diritti sopra citati. L'antefatto che ha promosso il costituirsi di Colimo è il debito pubblico italiano, un'invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della banca centrale italiana ed europea.
Colimo svela i meccanismi ed i segreti di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, ed indica come porre fine legalmente a questo saccheggio. Le proposte di Colimo sono per ora le seguenti: nazionalizzazione della banca d'Italia; istituzione di una commissione permanente di controllo in banca d'Italia da parte dello Stato; recupero dei proventi illeciti dal signoraggio primario; recupero dei proventi illeciti del sistema bancario in totale evasione fiscale e falso in bilancio (signoraggio secondario).
Fra le finalità: elevare le pensioni minime a millecinquecento euro al mese a tutti gli aventi diritto; assegno vitalizio a tutte le casalinghe italiane di mille euro al mese; assegno di sostegno per i primi due figli di cinquecento euro al mese cadauno, fino alla loro maggiore età o termine del ciclo universitario, purché in corso; esenzione fiscale fino a cinquantamila euro all'anno di reddito; tassazione unica per redditi oltre i cinquantamila euro all'anno, sia di persone fisiche che giuridiche, pari al 10%; abolizione graduale di ogni altra tassa o balzello (compresa IVA, tassa su alcolici, benzina, ecc.). Colimo è in contatto con diverse associazioni che si occupano del sociale, dei meno abbienti, e delle persone con difficoltà motorie e di handicap, per verificare se esistano le condizioni di fattibilità per comuni progetti, tesi ad offrire agli associati risposte certe e soluzioni concrete.
Per gli imprenditori si sta lavorando ad una convenzione con le associazioni di categoria delle piccole e medie imprese, che permetterà di finanziare direttamente, tramite dedicati istituti di credito, unitamente ad un consorzio di garanzia, attività su progetto senza necessariamente il bisogno di garanzie reali. Sarà inoltre operativo a breve un servizio di consulenza bancaria, assicurativa, creditizia, legale, fiscale e commerciale, teso a garantire agli associati risposte chiare e certe alle loro richieste, nella massima professionalità ed alle giuste condizioni. Sono in programma diverse trasmissioni mensili/settimanali in varie emittenti nazionali/regionali che tratteranno in modo approfondito le argomentazioni di Colimo e, già tra settembre ed ottobre, convegni sulle tematiche del Signoraggio (primario e secondario) e della moneta complementare in tutto il territorio nazionale, grazie ad iniziative locali di associati. Il lucro da signoraggio è il profitto realizzato dalle banche centrali di emissione stampando cartamoneta e vendendola allo Stato al costo del suo valore nominale più l´interesse, in cambio dei titoli del debito pubblico.
Attraverso l´emissione di questi titoli, nasce e cresce il debito pubblico. Tali banche, di proprietà privata come la banca d´Italia e la Federal Reserve Bank Corporation, o pubblica, come la Bank of England, occultano nei loro bilanci tale lucro o profitto da signoraggio, dato che risulta, per tabulas dai bilanci di dette banche, che nel conto dei profitti e delle perdite, esse non segnano il profitto annuo da vendita della cartamoneta in cambio di titoli del debito pubblico, e che nella situazione patrimoniale, segnano il cespite costituito dalla massa dei titoli del debito pubblico così accumulati, ma lo neutralizzano mettendo al passivo il valore delle banconote in circolazione, come se queste costituissero un debito della banca centrale di emissione, mentre non lo costituiscono affatto.
Se dette banche non adottassero tale occultamento del lucro, sarebbero infatti costrette a restituire (tecnicamente "rimettere") tutto o quasi tutto questo attivo allo Stato. Ovviamente, i proprietari o gestori privati delle banche centrali di emissione preferiscono tenerlo per sé e spartirselo. I principi contabili, tanto illogici quanto irreali e di comodo, sono accettati e imposti da chi ha interesse a farlo (la BCE, in base al trattato di Maastricht, gode di uno status di sovranazionalità, ed è esente da qualsiasi controllo di istituzioni europee e nazionali, quindi fa ciò che vuole).
Le banche emittenti dovrebbero invece iscrivere nel conto dei profitti e delle perdite, al passivo il costo di produzione delle banconote, e all´attivo i ricavi in titoli del debito pubblico realizzati cedendo queste banconote; e dovrebbero devolvere la differenza allo Stato, trattenendo solo quanto spetta loro per legge come profitto industriale.
Per maggiori dettagli su come le banche emittenti nascondono il profitto da signoraggio, vedi Marco Della Luna e Antonio Miclavez, “¤uroschiavi”, Arianna Macroedizioni II edizione 2006, pag. 80 ss., dove si evidenzia il fatto che la banca centrale di emissione da un lato si fa pagare dallo Stato il denaro emesso, mentre dall´altro, contraddittoriamente, lo segna al passivo. Come fa tale denaro ad essere un passivo, cioè un debito, se precedentemente la banca si è fatta pagare? Qui casca l´asino e si manifesta pienamente la frode del signoraggio monetario, una frode ai danni dell´intera nazione.
