Ads by Google   Login

Nereo Villa

24 agosto 2005 - Elaborazioni elettroniche per Light Lab

Generale — Inviato da nv @ 10:51

CORRIERE ALTO ADIGE

Point of Light, è il finissage della mostra "Light Lab. Cortocircuiti quotidiani", in corso al Museion fino al 28 agosto, che si terrà venerdì 26 agosto alle ore 20.30 in via Semesi,1. La serata sarà arricchita da un concerto di Heinrich Unterhofer e del suo Ensembie Senza, con la partecipazione del cantante Nereo Villa. Il programma della serata è il seguente: si comincia con una visita alla mostra Light Lab, guidata dalla curatrice Letizia Ragaglia. In seguito si terrà il concerto all'aperto nel cortile interno del Museion, sul palco mobile realizzato dall'artista Riccardo Previdi. Il compositore Heinrich Unterhofer presenterà nuova musica ed elaborazioni elettroniche con interpretazioni di canti a tematica spirituale, quale ad esempio della tradizione ebraica. Durante il concerto ci sarà una proiezione del video "Videopera", sempre di Heinrich Unterhofer, il quale offre un'interpretazione del musicista e compositore della mostra. In caso di maltempo il concerto si terrà negli spazi del Museion (Nadia Marconi).


24 agosto 2005 - Concerto

Generale — Inviato da nv @ 10:49

VIVITRENTO

TRENTO. Per i mercoledì musicali ai Palazzo delle Albere, organizzati da "Verdi avvenimenti", concerto del compositore bolzanino Heinrich Unterhofer, intitolato "Point of Light" all'interno della mostra "Light Lab. Cortocircuiti quotidiani" allestita al Muselon di Bolzano. Tempo permettendo, con inizio alle ore 21, il concerto è previsto nel prato dietro il Palazzo di via San Severino, sul palco mobile e luminescente di Riccardo Previdi. Si tratta di un evento organizzato dal Museion di Bolzano e dalla Galleria Civica di Trento. In questa occasione verranno proiettati due filmati sempre dell'artista bolzanino che, così facendo, ha inteso dare alla musica, alla sua musica, una dimensione totale e totalizzante. L'Ensemble Senza di Heinrich Unterhofer terrà quindi altre due serate, - vere e proprie performance - a Merano alle 23 il giorno seguente presso KunstMeranoArte per chiudere la piccola, ma significativa tournée, venerdì 26 agosto al Muselon di Bolzano (inizio ore 20.30).
"Point of light" si è ispirato alla mostra del Museion, piena di significati e colori. Tratti questi che connotano anche le composizioni più recenti di Heinrich Unterhofer. Di questo suo ultimo brano, scritto proprio per l'occasione, il docente di composizione presso il conservatorio bolzanino dice che sull'ossatura tradizionale si "infiltrano linee jazz, melodie rock con venature alla Elvis e testi sacri come il salmo 134 in ebraico per ciò che riguarda "il sermone della montagna". Il tutto su musiche ripetitive e sound design elettronici da brivido". Insomma, l'eclettismo di Unterhofer sembra adattarsi perfettamente al progetto inter e multidisciplinare affidato a Nereo Villa (voce, flauto dolce), Paul Dibiasi (sax, flauto dolce), Helmuth Giovanett (percussioni) e lo stesso Heinrich Unterhofer (sound design e tastiere). (g.for.)


23 agosto 2005 - Unterhofer mescola musica e luce

Generale — Inviato da nv @ 10:46

ALTO ADIGE


23 agosto 2005 - Point of Light

Generale — Inviato da nv @ 10:43

Tageszeitung


17 agosto 2005 - Un premio per chi sa calcolare il PIL

Generale — Inviato da nv @ 10:40

La notizia della crescita del Pil (il cosiddetto prodotto interno lordo del cui calcolo nessuno sa niente) paventata da una parte politica, potrebbe benissimo essere smentita dalla parte politica avversa come occultismo di Stato.
Ma se l’occulto divenisse palese, il giochetto sarebbe scoperto. Penso al Cicap, comitato per lo smascheramento del paranormale fasullo. A chi è in grado di dimostrare la “scientificità” del calcolo del Pil, il Cicap non dovrebbe forse offrire gli stessi soldi che promette a chi riesce a dimostrare scientificamente un fatto paranormale? Il calcolo del Pil è infatti una bufala alla Vanna Marchi. Si fa “ad occhio”, in quanto è un’impresa impossibile. Dal 1971 gli economisti si sono infatti “convertiti” al Pil, ma prima di quella data, sapevano ed affermavano in coro che tale calcolo era una vera e propria assurdità scientifica. Cos’è successo dunque nel 1971? È successo che il “pagabile a vista al portatore”, che era scritto sulle nostre vecchie lire, è stato derealizzato, in quanto furono abolite la convertibilità e le riserve auree. E sostituendole col Pil, a mo’ di “garanzia” per la “serietà” delle emissioni di cartamoneta, si continuò (e si continua) ad emettere denaro, come se tale fatto notorio non fosse noto. Oggi il Pil è di fatto il “pil-astro” che sorregge la pretesa dei signori tipografi (così si dovrebbero chiamare gli attuali banchieri delle “Banche Bassotti” emittenti) di emettere debito anziché credito, i quali pretendono non solo “prestare” banconote - indebitando così gli Stati del valore nominale di esse anziché di quello meramente tipografico - ma perfino gli interessi! Così avviene che sul pilastro di questa frode (legalizzata, in quanto la “banca d’Italia” - in realtà “banda d’Italia” S.p.A. con scopo di lucro - si è da decenni autonominata Istituto di Diritto), i cittadini sono tenuti all’oscuro, mentre i politicanti di destra, di sinistra e di centro, fanno mostra di credere al Pil, come se il calcolarlo fosse davvero possibile. Hanno interesse a far credere alla serietà di quel pilastro, perché, in base ad esso, possono percepire stipendi dieci volte superiori a quelli del popolo, sempre più ignaro, e sempre più muto seguace di correnti politiche apparentemente litiganti ma in realtà tutte d’accordo nel fregare il cittadino. Ecco perché se un’eminenza grigia, creatrice di moneta dal nulla (o se chi per essa) dice che il Pil è aumentato dello 0,7, il governo in carica gongola, mentre l’opposizione si rode. Questo è vero. Ma si rode solo perché il messaggio dell’eminenza grigia è il seguente: “Non vincerete alle prossime elezioni, in quanto chi governa ora, rientra nei nostri piani di “ordine mondiale”, e non vogliamo opposizioni ad esso!” Ora infatti, dopo l’Iraq, è la volta dell’Iran… Ed ecco perché Ezra Pound affermava che i politici tutti “sono i camerieri dei banchieri”. Bisognerebbe chiedersi chi è che ha dato per primo la notizia di quello 0,7, e individuandolo, si potrebbe star certi di trovarsi di fronte ad uno 007 con licenza di uccidere. Questo è il mio parere, che ovviamente non cambierebbe se in luogo dello 0,7 si fosse parlato di uno 0,7 con segno negativo. Credo che se un solo studioso del calcolo del Pil fosse in grado di dimostrarne la scientificità, tale calcolo sarebbe utile, così come è utile il teorema di Pitagora, e l’economia mondiale non sarebbe in crisi com’è. In altre parole, se la fede del politico nel Pil fosse in buona fede, diventerebbe operante, in quanto l’autorità politica sarebbe autrice (da auctor) di qualcosa di valido, vale a dire di opere di giustizia, e la sua parola diverrebbe credibile. Ma poiché il calcolo del Pil è assolutamente ascientifico, nessun politico ha in realtà voglia di impegnarsi, e dunque ci si ostina solo a creare norme economiche, perdendo così il senso della giustizia, che è norma di luce. Pertanto, lo Stato di diritto si muta in diritto di Stato, che distrugge gli agrumi per farne aumentare il prezzo, distruggendo l’economia, e generando, in quanto terrorismo di Stato, risposte terroristiche.


8 agosto 2005 - Cristianesimo reale a confronto con tasse e sistema bancario

Generale — Inviato da nv @ 10:36

L'economia riprende nella misura in cui il cittadino sovrano - rifiutandosi di pagare le tasse in modo legittimo, i.e.: in base al suo diritto-dovere cristiano, chiamato epikéia, principio interpretativo (diritto canonico) che non tiene conto di una legge, e che entra in vigore quando il suo adempimento risulti immorale - comincia a pretendere che il morale principio della tassazione, consistente nella giustizia distributiva della ricchezza (in linguaggio biblico “tzedakà”) sia applicato alla moneta in sé (ricchezza nazionale tutta), e non più solo al salario, cioè al reddito proveniente dal sudore della fronte del cittadino.
Ciò è immorale perché, in tal modo, il principio costituzionale della progressività (= meno tasse ai poveri), non è rispettato, ma trasformato in progressività al contrario: dove il povero paga di più. La vigente fiscalità (reddituale) genera povertà in quanto le aziende, per non essere costrette a chiudere, devono scaricare le tasse sul prezzo delle merci. Di conseguenza avviene che nel prezzo di un caffé le tasse sono già inconsciamente pagate. E così è per tutto, vale a dire per ogni altro servizio in cui, accanto al prezzo dei costi, vi sia per es., la dicitura “più iva”, o di ogni altra imposta del valore aggiunto. Tale “aggiunta” pesa soprattutto sul povero, che oltre alle sue tasse, deve sostenere anche quelle contenute in tutti i prezzi, maggiorati a causa di questo occulto anatocismo di Stato (anatocismo significa “tassa sulla tassa”). Ciò è iniquo perché rende povero il povero, e rende ricco solo chi lo governa. Il povero infatti non può scaricare, e scarica solo il suo portafoglio. Da tale anti-logica proviene anche l’iniquo paradosso per cui: più cresce il progresso tecnico, e meno il cittadino può goderne. Oltretutto, se il lavoro lo fanno sempre di più le macchine, il cittadino perde paradossalmente il suo diritto al lavoro, e non lavorando, diventa sempre più povero. Invece, gli istituti multinazionali e le banche centrali, arricchiscono con i soldi prelevati al cittadino attraverso il signoraggio dei mezzi di produzione e di creatività, esteso fino alla creazione tipografica della cartamoneta. E fino a prova contraria, poiché il signoraggio costringe i governi a imporre tasse per pagare interessi sul “debito pubblico”, creato con emissione fraudolenta di denaro “prestato” allo Stato, e che lo Stato dovrebbe stampare o emettere da sé, pagare le tasse è immorale perché costringe il cittadino a pagare in realtà il “pizzo” ai “signori” creatori di moneta, vale a dire ad avallare un sistema delinquenziale tanto organizzato quanto massmediaticamente occultato. Il signoraggio è infatti un anacronistico pedaggio sull’uso dei soldi, iniquo in quanto dal 1971 (fine degli accordi di Bretton Woods) le “signorie” che li emettono non offrono più la garanzia “pagabile a vista al portatore”, essendo state abolite la convertibilità e le riserve auree. La cartamoneta attualmente emessa infatti prende valore non quando è ancora nelle mani del tipografo (o di chi la emette) ma solo quando è nelle mani di chi la riceve, e che la accetta come “prestito” presumendo, “ingenuamente”, che abbia già valore. Dunque delle due, l’una: se il soggetto di tale ingenuità è lo Stato - e lo Stato non sa - si tratta di uno Stato incosciente e quindi irresponsabile; se invece lo Stato sa, si tratta di iniquità cosciente, e quindi di delinquenza organizzata al massimo livello di “scientificità” giuridica. Prestiti o pedaggi infatti hanno senso solo in riferimento a proprietà. Ecco perché, di fronte a tale immoralità e iniquità, il cittadino sovrano deve valersi del diritto di epikeia, fino a quando il principio della tassazione non sia correttamente applicato. Allora l’economia riprende. In sintesi: l’economia riprende paradossalmente quando non si paga più la paradossale “iva” sul sacrificio (l’“iva” è solo l’esempio di una tassa, ma il discorso è riferito a tutte le altre) ma solo sulla moneta all’atto dell’emissione. Ciò è possibile secondo le “antiche” indicazioni dell’agente tributario Matteo, che si rifà, nel suo vangelo, al profeta Osea (Osea, cap. 6, vers. 6) sul concetto di sacrificio, e che sono le “moderne” indicazioni di Steiner, Gesell, Pound, Douglas, e di altri studiosi di economia, a cui mi associo, sul denaro datato. Attuandole, i prezzi - grazie alla competitività, che è l’essenza dello scambio delle convenienze, propria al mercato ed all’economia - non possono che diminuire progressivamente. Infatti non è il commerciante il colpevole dell'aumento dei prezzi, ma l'anti-logica applicata all'economia. La giusta logica (logos) dipende però solo dal coraggio della consapevolezza del cittadino, non dalle leggi, perché di leggi ce ne sono anche troppe. Questo è il mio parere. Abbasso il signorsì. Abbasso il signoraggio bancario. Non chiamate nessuno Signore. Uno solo è il vostro Signore. Questo è solo un aspetto della reale rivoluzione cristiana, la cui conoscenza si sta espandendo a macchia d’olio. Per verificarlo, basta digitare, in qualsiasi motore di ricerca internet, la parola “signoraggio”. I nipoti dei nostri nipoti troveranno forse loro il coraggio necessario per attuare il cristianesimo reale, che a tutt’oggi di fatto non esiste. Perché il “fate questo in memoria”, oggi riguarda l’ostia, e non la distribuzione reale della ricchezza, che tali parole dovrebbero simboleggiare in senso messianico reale.


24 luglio 2005 - PATTI LATERANENSI

Generale — Inviato da nv @ 10:27

Sostenendo che le vigenti norme del 1984 sui Patti Lateranensi limitano l'intervento della Chiesa nella legislazione italiana, la maggior parte degli attuali politici dimostra di non avere per nulla letto almeno il comma 2 dell'art. 7 della Costituzione, oppure di avere completamente rimosso la propria facoltà di giudizio critico. Tale comma infatti recita: “Le modificazioni dei Patti, accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale”! Il giudizio critico dovrebbe far chiedere: cosa significano queste parole? Significano che la cosiddetta revisione del 1984 è semplicemente essa stessa la modificazione dei Patti, oppure che ne è l'abolizione, la cancellazione, l'annullamento? Detto con altre parole: se è vero - come è vero - che la revisione del 1984 era partita dalla convinzione, maturata dagli anni '50 agli anni '80, che l'art. 7 era contraddittorio (in quanto affermava che lo Stato italiano era cattolico e contemporaneamente laico, vale a dire che era e non era laico, e/o che era e non era cattolico, assunto logico della serie "un po' di qui e un po’ di là”, alla Panariello!), perché non si volle cambiare tale art. 7? Qual’è la logica che ha fatto credere assennato il liberarsi di una contraddizione concordando "dalle due parti" che la sua modifica non esigesse alcun "procedimento di revisione costituzionale”? Se una legge è contraddittoria, dovrebbe essere considerato contraddittorio anche tutto quanto si fa in relazione ad essa. E se, oltretutto, essa è illegale, dato che la logica sta alla base del diritto, dovrebbe essere considerata anticostituzionale. Infatti il senso della revisione dei Patti Lateranensi attuata nel 1984 non stabilisce affatto che il cattolicesimo non sia la religione di Stato. Dunque si tratta di una revisione fasulla, dato che l'art. 7 della Costituzione dice che i rapporti fra Stato e Chiesa “sono regolati dai Patti Lateranensi”. Dunque, per la Costituzione italiana, tali patti sono vivi e vegeti, mentre per la revisione del 1984 dovrebbero essere vivi solo in apparenza, e dunque realmente morti e sepolti.. Fra il testo della Costituzione e quello della revisione esiste perciò una contraddizione maggiore di quella precedente che si voleva risolvere, in quanto tale revisione non eliminò la contraddizione dell’art. 7, ma la sostituì con un’altra ancora più grave, vale a dire col citato illogico comma 2 in cui da ambo le parti si dice: “Siamo tutti d’accordo: le modifiche non richiedono procedimento di revisione. Ma una modifica che non chiede revisione, è una modifica? È una revisione? O non è forse questa un'espressione sintomatica, percepibile da tutti (basta leggere la Costituzione) dello stile gattopardiano per cui tutto deve cambiare affinché nulla cambi?
È pertanto naturale, secondo me, che la Chiesa talloni lo Stato italiano al rispetto degli accordi. Fino a quando non si modifica la Costituzione nell'art. 7, comma 2, la Chiesa ha tutto il diritto - nel senso strettamente giuridico della parola - di esigere che lo Stato italiano abbia un carattere teocratico (e non laico, come molti politici fanno mostra di credere). Così come stanno le cose, l'Italia continua ad essere, proprio in forza della sua Costituzione, uno Stato cattolico, e la laicità dello Stato un'illusione. Pur non essendo un credente nella filosofia teoretica, credo che abbia ragione Emanuele Severino quando dice che “dalle prossime elezioni dipenderà in buona parte se gli italiani vogliano o no mantenere il diritto della Chiesa a intervenire nella legislazione italiana” (da Emanuele Severino, "Nascere"), e che se si vuole evitare tale invadenza occorre cambiare l'art. 7 della Costituzione. Chi saranno i politici che opteranno per lo Stato laico reale, coloro che si basano sulle norme dei 1984, o coloro che si basano sulla buona novella? In questo secondo caso, c'è da chiedersi se costoro l'hanno letta. Il Vangelo infatti principia con la tradizione che fa capo ad un esattore fiscale, Matteo, che testimonia la propria conversione nel seguire chi ha il coraggio di rovesciare i banchi (banche) e di frustare i cambiavalute ed i venditori di "colombe", cioè di pensieri pensati per la frode e per “Società per Azioni” cruente, monopolizzate da manipolatori di capitali; ieri come oggi: la cosiddetta Banca d'Italia è infatti una S.p.A. privata, a scopo di lucro, e nessuno lo sa! Anzi, tutti lo sanno, e nessuno lo dice... Nereo Villa - Castell'Arquato.

 (Continua)

18 novembre 2004 - Scadenze epocali

Generale — Inviato da nv @ 10:20

LA BANCA D'ITALIA POTREBBE CHIUDERE.
Il signoraggio è una truffa colossale nata e cresciuta grazie ad una giungla di ignoranza sistematica, censura accademica, disinformazione professionale, vuoti legislativi e cervelli sottovuoto. Dal 1694 fino alla pseudo costituzione europea passando per il Trattato di Maastricht tutto sembra regolato, in ordine, e la truffa continua.
Ma il meccanismo di emissione della moneta - delegato alla Banca Centrale Europea - e di riscossione del signoraggio (in termini tecnici “servizio di tesoreria dello Stato”) si sta inceppando. Il che può mettere nei guai in particolare la Banca d’Italia e il suo attuale governatore.
La Banca d’Italia è infatti una società privata, una spa, che ha per soci solo società private, banche ed assicurazioni, a parte l’Inps, l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.
Tre banche da sole “controllano” la Banca d’Italia: Gruppo Intesa 27,2 %, Gruppo San Paolo 17,23, Gruppo Capitalia 11,15. Il resto è preda del Gruppo Unicredito 10,97, Assicurazioni Generali 6,33, Inps 5,0, Banca carige 3,96, Bnl 2,83, Montepaschi di Siena 2,5, Cassa di risparmio di Firenze 1,85, Ras 1,33, La Fondiaria 2,0, Premafin 2,0. Il restante 5 e rotti per cento è poi nelle mani di anonimi.
In ogni caso, nei giorni scorsi ha iniziato a girare con insistenza la voce che la Banca d’Italia avrebbe le ore contate. Infatti il potere di emettere moneta e riscuotere il signoraggio, in mano alla Banca d'Italia dal 1894, è affidato alla SpA di via Nazionale solo fino al 31 dicembre 2010.
La legge 104 del 28 marzo 1991 lo conferma. Il conferimento della gestione del servizio, cioè il potere di battere moneta e riscuotere il reddito da signoraggio, è rinnovato ogni 5 anni, e ora siamo vicinissimi alla scadenza del rinnovo per il quinquennio 2010-2015. Intanto ci vorrebbe un'azione legale contro Bankitalia SpA per ottenere il risarcimento dei proventi da signoraggio. Nereo Villa. Piacenza.


27 luglio 2004 - Solidarietà a Pazienza che invoca la scarcerazione

Generale — Inviato da nv @ 18:22

Dal carcere di Livorno, il 2 luglio 2004, Francesco Pazienza ha scritto una lettera indirizzata al ministro Roberto Castelli, al direttore generale D.A.P. Giovanni Tinebra e, per conoscenza, alla direttrice della C.C. di Livorno Anna Carmineo comunicando la seguente sua decisione: "[…] il sottoscritto alle ore 22 del giorno 12 luglio 2004 inizierà uno sciopero totale della fame di protesta che sarà interrotto solamente nel momento in cui il Ministero della Giustizia della Repubblica Italiana comunicherà alla Magistratura di Sorveglianza di Livorno, e sulla base di quei dettami previsti da una giurisprudenza costante ed univoca della Suprema Corte, in cosa consista la attuale ed immanente pericolosità del detenuto Francesco Pazienza".
Vorrei pertanto informare i lettori della "Libertà" dei seguenti fatti. Il dipartimento di Stato USA, il 15 giugno 2004, ha desecretato centinaia di pagine di documenti sul caso Pazienza a seguito di un FOIA effettuato dal dr. Marco Saba, membro dell'Osservatorio sulla Criminalità Organizzata di Ginevra. Dal mandato di estradizione (che all'epoca venne segretato da Mino Martinazzoli) si evince che alcuni magistrati milanesi volevano processare il Pazienza per il fallimento del Banco Ambrosiano e della società Prato Verde di Flavio Carboni. In pratica, il Banco Ambrosiano non sarebbe fallito per i più di 50 miliardi di "prestiti" mai rimborsati dal Partito Socialista e dal Partito Comunista Italiano: sarebbe fallito invece per un prestito di 6 miliardi alla immobiliare Prato Verde. Il Pazienza fece da mediatore, per questo prestito. Quindi fu il responsabile delle due bancarotte fraudolente, secondo i magistrati della Procura che poi fece il famoso processo delle Mani Pulite. Francesco Pazienza, che si consegnò volontariamente alle autorità italiane per l'estradizione, avendo chiesto la sospensione all'ultimo minuto di un appello che aveva fatto contestando l'estradizione, ha ormai scontato circa 16 anni di detenzione. In tutti questi anni, non è ancora stato desegretato il rapporto contabile finale sul Banco Ambrosiano (estero) che all'epoca venne segretato da Margareth Thatcher. A Milano si decise in fretta e furia che si poteva fare a meno di consultare la contabilità della Banca decretandone senz'altro il fallimento, che avvenne di domenica. Il lunedì successivo, il giorno dopo, riaprì gli sportelli con un altro nome: Nuovo Banco Ambrosiano. In capo ad un anno, la Banca fu in grado di ripianare da sola tutte le "perdite", cosa ben strana per una società fallita. Il presidente Gianni Bazoli, quello che conserva gelosamente la valigetta di documenti di Roberto Calvi, è ora presidente di Gruppo INTESA, la società in cui l'Ambrosiano confluì. Dopo sedici anni di misteri, non ha ancora un nome l'assassino di Roberto Calvi. Né risulta siano stati rimborsati i "prestiti" politici del Banco Ambrosiano. Ma Francesco Pazienza, dopo aver subito varie vessazioni anche in carcere (talché la Procura di Parma ha aperto un procedimento contro il direttore del carcere), viene oggi sottoposto a EIV: elevato indice di vigilanza. Si teme, cioè, che possa "evadere". Sarebbe interessante sapere perché dovrebbe mai evadere una persona che, in tutti i carceri dove è passato, ha sempre ricevuto rapporti che lo definiscono "detenuto modello". Un po' meno modelli, a mio avviso, i magistrati che insistono a volerlo tenere dentro senza un vero perché. Attualmente del caso Pazienza si sta occupando Il Comitato Vittime dell'Ingiustizia, una ONG patrocinata dalle Nazioni Unite.


10 febbraio 2004 - I casi Sofri e Pazienza

Generale — Inviato da nv @ 18:19

Nella trasmissione "L'infedele" di sabato 7/2/2004 si è parlato del "Caso Sofri" e della sua auspicata liberazione. Nel corso della trasmissione è stato fatto un ritratto di Adriano Sofri che si potrebbe riassumere dicendo che egli si meriterebbe la grazia in quanto si è assoggettato alle leggi dello Stato accettando senza ribellarsi la sua condanna. Mi pare quindi che si possa parlare in questo "Caso" di grazia per obbedienza, e forse è per questo motivo che sia da destra che da sinistra vi è mobilitazione per la liberazione di Sofri. Una sorta dunque di statalismo che mostra la sua benevolenza ma solo perché ha di fronte un disobbediente che si è trasformato in obbediente. A proposito di questi concetti (ubbidienza e disubbidienza) vorrei ricordare un libro, coraggiosamente stampato dalla Longanesi, intitolato, appunto, "Il disubbidiente", scritto da Francesco Pazienza, anch'egli in prigione e che, a maggior ragione di Sofri, si dovrebbe graziare. Pazienza, infatti, continua a rimanere in carcere per motivi sconosciuti, in quanto per i reati per cui fu condannato è stato via via assolto nei ricorsi. Perché dunque non si mobilita nessuno per la liberazione di Pazienza? Forse è questo titolo che egli da' al libro ed attribuisce a se stesso, che impedisce ai rappresentanti di Stato di fare qualcosa per qualcuno che non si piega dichiarandosi, appunto, disubbidiente? Lo Stato esercita dunque autorità punitiva nonostante l'innocenza dei suoi cittadini nella misura della loro non succubanza?


4 novembre 2003 - Una serata di poesia, musica e solidarietà

Generale — Inviato da nv @ 10:34

Una serata diversa, fuori dal comune, è stata quella che si è tenuta all'ex-macello, tutta dedicata alla poesia, alla musica, alla solidarietà.
Sul palcoscenico si è presentato Giovanni Miserotti, apprezzato poeta di Castione Marchesi, che ha recitato le sue composizioni, il cui tema principale è l'amore, quello per le persone, per la propria terra, per la vita, per il proprio lavoro.
I brani declamati, tutti inediti, rappresentano la prefazione di una raccolta di cui faranno parte, che verrà pubblicata entro la fine della prossima estate. La raccolta avrà lo stesso titolo della serata: «L'artigiano di parole». Seconda voce narrante è stata quella, dolcissima, chiara e ben scandita di Ornella Nonnis, che si è alternata nella recitazione con l'autore, creando una suggestiva atmosfera e suscitando profonda emozione nei tantissimi presenti.
Al grande successo della serata ha contribuito anche Nereo Villa, che ha accompagnato con musiche interamen te composte da lui stesso, la recita dei due narratori. Uno spazio è stato dedicato solo ai brani scritti ed eseguiti dallo stesso musicista piacentino, particolarmente apprezzato dal folto pubblico presente.
La serata è stata presentata con simpatia e bravura da un altro castionese, Germano Meletti. Alla serata hanno presenziato anche il vice sindaco Francesco Ghisoni, l'assessore alla cultura Maria Pia Bariggi e l'assessore all'ambiente Amedeo Tosi. Tanto è stato il successo della serata, che al termine è stata fatta una richiesta di replicarla in altra sede.
Le offerte raccolte all'ingresso sono state devolute ad Avis, Aido e Admo.


3 gennaio 2003 - Castellarquato, ritorno al passato musicale per Nereo Villa

Generale — Inviato da nv @ 10:22

Lo studioso di numerologia biblica, ritrova attraverso Internet gli ex amici e rinasce il gruppo dei "Primordiani".
Il poliedrico personaggio appassionato musicista di Castellarquato Nereo Villa dopo essersi dedicato ai sui studi di numerologia biblica, ritorna oggi alle note ed alle melodie musicali, che lo hanno visto assente dal 1986 anno in cui partecipò ad una trasmissione radiofonica nazionale come ricercatore astro-musicale, presentando ed eseguendo un brano ricavato dalle posizioni delle stelle.
Nel passato ha firmato brani con Shel Shapiro, Bill Conti, Sergio Bardotti (Festival di Venezia 1972, Neil Sedaka, Lara Saint Paul (Festival di Sanremo 1973) sia come compositore che come autore della parte letteraria ed arrangiatore. Lo abbiamo trovato nella sua ridente abitazione del centro storico impegnato fra i suoi amplificatori e tastiere intento a perfezionare le recenti sue composizioni. Ci ha illustrato che in queste ultimi anni i suoi interessi matematici, astronomici e linguistici, da lui chiamati "concezione quantitativa della parola", sono sfociati in vari scritti, stampati dalla SeaR Edizioni di Reggio Emilia: "Numerologia Biblica. Considerazioni sulla matematica sacra", "Il sacro simbolo dell'arcobaleno. Numerologia biblica sulla reincarnazione" e dalle Edizioni "Ricerca '90" di Napoli: "Verso una astrologia del futuro" (ottobre 1999), "L'assegnazione dei suoni ai corpi celesti" (aprile 2000), "Un futuro di cosapevolezza dall'antica visione del cielo" (gennaio 2001), "Numerologia della pace" (aprile 2001). L'ultimo, uscito in questi giorni, si intitola "Astrologia, numerologia e Triarticolazione sociale". Ci spiega che è un lavoro in cui la speranza di una "società per l'uomo" viene sostanziata da proposte sociali concrete con tanto di formule matematiche per una neofiscalità conforme all'idea cristiana di un "sabato per l'uomo". In ogni scritto - sottolinea - il tentativo "è sempre quello di mostrare, attraverso il linguaggio universale dei numeri, che una pace mondiale è possibile, e che non può esservi pace tra i popoli di questo mondo senza la pace fra le religioni universali". Oggi, dopo essersi occupato di ricerca sociale e di psichiatria come educatore, è stato "richiamato" al "dovere musicale" dai suoi colleghi grazie ad un suo scritto pubblicato su Internet. A rintracciarlo è stato il professor Carlo Bussetti di Chieti, oggi teologo e scrittore, ma ieri bassista del gruppo "Primordiani" di cui Nereo Villa faceva parte negli anni '70. E' stato poi incoraggiato - come ci dice - anche da musicisti fidentini fra cui Giancarlo Pioli e il professor Vezzani, primario fra l'altro della sezione iperbarica dell'Ospedale di Fidenza, famoso ricercatore, nonché ex collega saxofonista e autore di vari testi. Villa ora si sta riavvicinando alla sua innata passione musicale. Sta nascendo, come proposta dei suoi amici, un'intesa basata ancora sulla medesima fraternità, illustra Villa, "di figli dei fiori e delle stelle, caratteristica unitiva del gruppo". Tramite corrispondenza elettronica e postale, informa che hanno già registrato qualcosa che chiameranno "Progetto Andromeda". La loro intenzione non è quella di avere fretta di "produrre" - come ha affermato il bassista teologo: "abbiamo aspettato 20 anni, ed ora che ci siamo ritrovati, dobbiamo prima di tutto riascoltarci, scegliere le nostre cose migliori, e soprattutto continuare a vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo". Villa tiene a sottolineare che "dagli alfabeti della primordiale tradizione solare al Progetto Andromeda dei "Primordiani", il primo passo è già tracciato e che, in fondo, avere una meta è già raggiungere una meta".


Settembre 2001 - La mistificazione dell'inflazione è funzionale al dirigismo diseconomico

Generale — Inviato da nv @ 10:07

La tendenza all'abbassamento dei prezzi dei prodotti cinesi è una giusta dinamica economica che occorre comprendere al di là di ogni partitocrazia e di ogni pregiudizio. Ed è anche la prova certa dell'attuale fraintendimento del concetto di inflazione.
L'inflazione reale deriva dall'aumento dei costi di produzione causato dagli oneri fiscali derivanti dal signoraggio. Se non si vogliono adottare i "modelli" di filosofia teoretica del filosofismo ciarliero (i fuochi fatui di cui parlava Goethe nella sua fiaba "Il serpente verde") non si può dire altro che questo oggi a proposito della questione sociale.
Per non rischiare di perdere clienti l'mprenditore, in regime di concorrenza, volendo svilupparsi, non aumenta i prezzi; li aumenta solo quando i suoi costi lo costringono a farlo.
Nella vita economica esistono due direzioni, quella materiale e quella immateriale. Quella materiale è "lavoro collegato alla natura" spiega Rudolf Steiner nell'ultima conferenza del ciclo "I capisaldi dell'economia". L'altra è risparmio di lavoro. I prezzi dei prodotti si armonizzano fra queste due direzioni opposte: per il lavoro collegato alla natura il lavoro fa sudare. Per il cosiddetto immateriale, il lavoro fa pensare e creare. Il prezzo qui nasce dal fatto che "ogni prestazione vale in proporzione al lavoro che fa risparmiare". L'economia è infatti intelligente quando tiene conto dell'intelligenza.
Perciò parlai (articolo di Kairòs) di quelle direzioni.
Il principio antropocratico dell'imprenditore, del creativo, dell'artista, ecc., è percepibile coscientemente in ogni essere umano. Tale conoscenza permette di capire che la deflazione non dipende dalla scarsità della moneta in circolazione, essendo questo il mero fatto che sta solo in superficie. Ciò che sottostà a questa superficie sono gli oneri fiscali derivanti dal signoraggio e generatori di tale scarsità. Se si dimentica questo passaggio, il discorso rischia di fraintendersi là dove l'astratto domina il concreto in termini di legge, ma la carta qui non può servire. Non è tanto importante che si metta "moneta in circolazione" in astratto. Si tratta di metterla realmente nelle tasche dei consumatori come Reddito di Cittadinanza.
La moneta per fornire il Reddito di Cittadinanza è socializzazione monetaria reale, perché essendo emessa Tutta nelle tasche dei cittadini, permette ai cittadini di essere consumatori, e perciò di far vivere le aziende.
Questo è pertanto l'unico modo logico e contemporaneamente etico di emettere moneta, che non ha bisogno di alcun Nobel della finanza, né di alcuna politica, keinesiana e non, per attuarsi. I cittadini ci sono, e così pure ci sono le necessità sociali. È perciò concretamente percepibile la misura esatta delle emissioni necessarie senza alcun bisogno di definizioni cervelloticamente astratte da questo o quel "pensatore politico", né tantomeno dallo "Stato".
Il vero Cittadino onorevole, infatti, non dovrebbe forse essere quello capace di porre massima attenzione a non creare le premesse per il passaggio dalla tirannia del signoraggio a quella solita della burocrazia?
La "scienza" economica attuale traveste il signor Aggio da persona per bene! È il travestimento del potere. Poiché però il signoraggio è potere illegittimo, così come lo è ogni altra sua espressione formale (potere astratto della burocrazia e della "carta" sul cittadino) ogni potere legittimo non può che derivare dall'unico potere primario legittimo, cioè quello dell'essere umano sulla propria corporeità e sulle conseguenti facoltà. Un essere umano sano accetta il Potere nella misura in cui il potere aumenti le sue potenzialità e le sue libertà individuali, non se le sminuisce. Da questo punto di vista il Potere è autorevolmente valido se è intelligentemente conveniente. Per es, "io trovo conveniente l'esistenza di un corpo armato a difesa dei miei diritti, piuttosto che girare armato io stesso".
In futuro occorrerà smascherare tutte le astrazioni che pretendono di stare sopra gli Esseri Umani.
Sulla mistificazione del concetto di inflazione ho accennato nel 2001 nella rivista "Kairòs"(1). Oggi tale mistificazione è evidentemente diventata un luogo comune, dato che si continua a leggere, anche tra coloro che combattono il signoraggio, che l'inflazione è dovuta al fatto che in circolazione ci sono più soldi di quelli necessari all'acquisto delle merci e dei servizi offerti, e che la deflazione è la situazione opposta, ovvero insufficiente moneta in circolazione.
La base "razionale" per la giustificazione del dirigismo economico è appunto questo insufficienza di giudizio critico nella valutazione dei fatti economici reali (pregiudizio di base).
Una soluzione tecnica in economia dev'essere intelligente se non vuole essere un'astrazione meramente ipotetica capace solo di tradursi in carta.
Oggi si trattano idee assurde come l'"aumento delle aliquote" senza neanche sapere che cosa si sta producendo. Ciò che aumenta sono solo incartamenti di incartamenti... di miseria, fatta tacere da immagini televisive.
La paura che la Fiscalità Monetaria generi denaro inflattivo è fondata del tutto su pensiero illogico (cioè anti logica di Platone), usato per la giustificazione del Dirigismo Economico, sopra accennata.
L’inflazione è creata da costi concreti, non dalla circolazione monetaria unilateralmente astratta, come se esistesse solo lavoro materiale o solo lavoro immateriale. Ecco perché affermavo in quell'articolo che nessun imprenditore vuole aumentare i prezzi: "Infatti aumentandoli rischia di perdere i clienti. Molti imprenditori, anzi, hanno fallito proprio per non aver voluto aumentare i prezzi in base a quel rischio. L’imprenditore non lavora per il mercato, bensì per una sfida con se stesso. Chi non ne tiene conto, cade in uno dei più grossi errori della "scienza" economica: credere che l’aumento dei prezzi sia generato dall’aumento della circolazione monetaria. Si pensa cioè che una massa monetaria improvvisamente raddoppiata faccia automaticamente aumentare i prezzi. Questa è una non verità, un mistico preconcetto, funzionale, questa sì, come formula sintetica, a manovre stataliste del tipo "aumento del tasso di sconto", "diminuzione del tasso di sconto", "allargamento dei fidi", "riduzione dei fidi", ecc., funzionale" - appunto - "a manovre sulla vita economica(2)".
Queste tecniche non hanno niente di economico in se stesse, ma generano solo diseconomie e false culture, percepibili come tecniche stataliste per tenere in pugno il settore economico, ammantate di scienza.
Il fattore che fa aumentare i prezzi non è dunque la disponibilità di denaro di coloro che comprano, bensì la scarsità di prodotti generata da motivi burocratici. Dov'è quell'imprenditore che produca quella data cosa se i costi burocratici delle materie prime e della produzione lo obbligano ad aumentare i prezzi del prodotto dieci, venti o cento volte?
"La tendenza dell’economia è quella di abbassare i prezzi. I prezzi crescono casomai proprio a causa di Maastricht e dei suoi marchingegni per "sforare" ogni anno, e per emettere ogni anno, a vuoto, centinaia di migliaia di miliardi di percentuale del PIL, da calcolare nei conti europei pur senza averli incassati come tasse. E ciò è ben poca cosa in confronto al fatto che in tal modo si è poi costretti ad aumentare le tasse. Le tasse vanno ovviamente a finire sui prodotti e regolarmente finiscono per essere pagati dai più poveri. E ciò non è bene"(3).

NOTE
(1) N. Villa in "Kairòs", n° 29, settembre - ottobre, 2001 pag. 19.
(2) Ibid.
(3) Ibid.


17 aprile 2001 - Musica e astrologia per ritrovare il benessere

Generale — Inviato da nv @ 10:07

Nuove ricerche portate avanti dallo studioso arquatese Nereo Villa
CASTELLARQUATO - (c.p.) Prosegue l'attività dello studioso arquatese Nereo Villa, musicista ed esperto di cabala e numerologia nonché operatore socioassistenziale. Sono usciti recentemente sulla rivista italiana di astrologia "Ricerca ‘90" un articolo e un breve saggio intitolati rispettivamente "Verso un'astrologia del futuro" e "L'assegnazione dei suoni ai corpi celesti". Nel primo Villa parte dalla critica che i detrattori dell'astrologia muovono all'incongruenza attuale tra segni astrologici e costellazioni reali e approfondisce l'argomento. Nel secondo affronta il tema del rapporto fra astrologia e musica, "tema che ha da sempre affascinato l'uomo - specifica - tant'è che fu affrontato persino da studiosi come Galileo, Keplero, Cartesio, per citare solo alcuni dei personaggi più eminenti".
Villa propone degli spunti personali di indagine, facendo così affiorare, oltre che una rivalutazione del concetto di "terapia", anche risposte a quello che definisce "un importante quesito linguistico posto a suo tempo da Schönberg, lo scopritore della musica dodecafonica, nel suo famoso ‘Trattato di Armonia’". "Ricerca '90" (http://www.netgroup.it/astral/), è diretta da Ciro Discepolo e ospita articoli di studiosi di astrologia di fama, italiani e stranieri, che abbiano come presupposto appunto - la ricerca. E dunque in questo ambito hanno trovato ottima collocazione gli studi di Nereo Villa, che ha fatto della ricerca la sua principale attività per vari anni. A questo proposito ricordiamo la collaborazione con il sociologo-ricercatore dell'Università di Milano e maestro di yoga Gianni Lodi - anch'egli residente a Castellarquato - per il quale ha composto musiche rilassanti raccolte in un cd che accompagna il libro "Se vuoi vincere, lascia perdere!" (Edizioni Franco Angeli/Le comete). Spiega Villa: "Il cd insegna, con parole e musica, l'arte del rilassamento, indispensabile per fronteggiare uno stile di vita come il nostro, sempre più convulso e faticoso, ritrovando il benessere". E forse non è un caso che certi studi fervano ancora nella bellezza e nella tranquillità dell'antico borgo medievale di Castellarquato. "Probabilmente - conclude il musicista - anche in un antico passato qui lavorarono artisti e sapienti al servizio dei signori del tempo, alla corte dei quali spesso praticavano contemporaneamente le diverse discipline dell’astrologia, della medicina, dell'alchimia, della musica".


27 novembre 2000 - La mucca pazza è storia vecchia

Generale — Inviato da nv @ 09:48

Egregio direttore,
le scrivo alcune mie riflessioni sull’inquietante vicenda della "mucca pazza". Già nel 1923, in una conferenza tenuta a Dornach, Rudolf Steiner mise in guardia sulle conseguenze di un regime alimentare a base di carne per i bovini. Cito testualmente dalla rivista "Kairòs, giornale per la fraternità nell’economia", n. 3, 1997: "…Immaginate ora che a questo bue venga in mente di dirsi: che scocciatura pascolare e dover brucare questa erba. Potrei procurarmi il cibo prendendolo da un altro animale: mi mangio direttamente questo! Bene: il bue inizierebbe dunque a mangiare carne. Ma esso è anche in grado di produrre carne! Porta in sé le forzo per farlo. Che cosa accade se invece di brucare erba mangia direttamente carne? Così facendo il bue lascia inattive tutte quelle forze che in lui possono produrre carne! Immaginate per un momento di avere una fabbrica con cui dovreste produrre qualcosa e non producete nulla, mettendola comunque in piena attività; che spreco di energie! Andrebbe certamente perduta un'enorme quantità di forza. La forza che però va perduta nel corpo animale non si può semplicemente perdere. Il bue viene, alla fine, del tutto riempito di questa forza, che compie in lui qualcosa di diverso dal produrre carne dalle sostanze vegetali. Questa forza rimane in lui, c'è di fatto, e compie qualcos'altro. E ciò che essa compie genera in lui ogni sorta di putridume. Invece di venir prodotta carne si generano sostanze nocive. Se il bue iniziasse quindi improvvisamente a comportarsi come un carnivoro, si riempirebbe di ogni sorta di sostanze nocive. Si riempirebbe cioè di acido urico o dei suoi sali. Ora, questi sali dell'acido urico hanno pure una loro particolare caratteristica, che è quella di ingenerare una debolezza proprio a carico del sistema nervoso e del cervello. Se il bue si cibasse direttamente di carne, in lui verrebbe a prodursi un'enorme quantità di sali urici; questi andrebbero al cervello e il bue impazzirebbe. Se noi potessimo fare un esperimento: alimentare di punto in bianco una mandria di buoi con dei colombi, quel che otterremmo sarebbe una mandria di buoi completamente pazzi. Questo è quello che accadrebbe. Nonostante i colombi siano così miti, i buoi impazzirebbero…"
In quel periodo, Steiner parlò anche della triarticolazione dell’organismo sociale, che considerava la strutturazione della società umana in modo da permettere lo sviluppo armonico di tutti gli uomini con tutte le loro facoltà. A me pare che questa sua visione sociale, che attraverso conferenze diffondeva già nel primo dopoguerra, sia oggi più attuale che mai, nella mancanza di prospettive in cui ci troviamo.
Come non si è tenuto conto della pericolosità dell’alimentazione bovina a base di carne, in base a mancanza di lungimiranza, mi pare che lo stesso atteggiamento si possa ravvisare nella gestione del potere politico generale: i governi sono tutti fantocci, siano essi di destra o di sinistra, nella misura in cui il dio trino è sostituito dal dio quattrino o dal potere delle banche, rispetto alle quali i politici non mi sembrano altro che dei camerieri. Se infatti facciamo la necessaria analisi logica, ci accorgiamo che la mancanza del rispetto delle leggi spirituali dell’armonia del cosmo, oltre che portare a catastrofi ecologiche sensibilmente percepibili, genera delle vere catastrofi sociali: disoccupazione, povertà, miseria, inflazione, ecc. Tutti sanno che occorrerebbe cambiare strada e prendere una nuova direzione, abbandonare la vecchia via burocratico-partitocratica e basarsi sulla centralità dell’essere umano (via antropocratica), ma pochi sanno come fare e molti considerano ciò un’utopia. Un uomo che lavora, se in armonia con se stesso, svolge il lavoro per cui ha talento e non perché vi è costretto. Il lavoro non dovrebbe essere considerato merce, bensì ciò che è: attività spirituale. Un mondo del genere non è un’utopia e oggi vi sono i presupposti perché si realizzino le trasformazioni pratiche in tale direzione. Invito dunque a visitare il sito antropocratico www.bellia.com per avere dati concreti e concrete "istruzioni per l’uso".


Powered by LifeType