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Nereo Villa

3 gennaio 2003 - Castellarquato, ritorno al passato musicale per Nereo Villa

Generale — Inviato da nv @ 10:22

Lo studioso di numerologia biblica, ritrova attraverso Internet gli ex amici e rinasce il gruppo dei "Primordiani".
Il poliedrico personaggio appassionato musicista di Castellarquato Nereo Villa dopo essersi dedicato ai sui studi di numerologia biblica, ritorna oggi alle note ed alle melodie musicali, che lo hanno visto assente dal 1986 anno in cui partecipò ad una trasmissione radiofonica nazionale come ricercatore astro-musicale, presentando ed eseguendo un brano ricavato dalle posizioni delle stelle.
Nel passato ha firmato brani con Shel Shapiro, Bill Conti, Sergio Bardotti (Festival di Venezia 1972, Neil Sedaka, Lara Saint Paul (Festival di Sanremo 1973) sia come compositore che come autore della parte letteraria ed arrangiatore. Lo abbiamo trovato nella sua ridente abitazione del centro storico impegnato fra i suoi amplificatori e tastiere intento a perfezionare le recenti sue composizioni. Ci ha illustrato che in queste ultimi anni i suoi interessi matematici, astronomici e linguistici, da lui chiamati "concezione quantitativa della parola", sono sfociati in vari scritti, stampati dalla SeaR Edizioni di Reggio Emilia: "Numerologia Biblica. Considerazioni sulla matematica sacra", "Il sacro simbolo dell'arcobaleno. Numerologia biblica sulla reincarnazione" e dalle Edizioni "Ricerca '90" di Napoli: "Verso una astrologia del futuro" (ottobre 1999), "L'assegnazione dei suoni ai corpi celesti" (aprile 2000), "Un futuro di cosapevolezza dall'antica visione del cielo" (gennaio 2001), "Numerologia della pace" (aprile 2001). L'ultimo, uscito in questi giorni, si intitola "Astrologia, numerologia e Triarticolazione sociale". Ci spiega che è un lavoro in cui la speranza di una "società per l'uomo" viene sostanziata da proposte sociali concrete con tanto di formule matematiche per una neofiscalità conforme all'idea cristiana di un "sabato per l'uomo". In ogni scritto - sottolinea - il tentativo "è sempre quello di mostrare, attraverso il linguaggio universale dei numeri, che una pace mondiale è possibile, e che non può esservi pace tra i popoli di questo mondo senza la pace fra le religioni universali". Oggi, dopo essersi occupato di ricerca sociale e di psichiatria come educatore, è stato "richiamato" al "dovere musicale" dai suoi colleghi grazie ad un suo scritto pubblicato su Internet. A rintracciarlo è stato il professor Carlo Bussetti di Chieti, oggi teologo e scrittore, ma ieri bassista del gruppo "Primordiani" di cui Nereo Villa faceva parte negli anni '70. E' stato poi incoraggiato - come ci dice - anche da musicisti fidentini fra cui Giancarlo Pioli e il professor Vezzani, primario fra l'altro della sezione iperbarica dell'Ospedale di Fidenza, famoso ricercatore, nonché ex collega saxofonista e autore di vari testi. Villa ora si sta riavvicinando alla sua innata passione musicale. Sta nascendo, come proposta dei suoi amici, un'intesa basata ancora sulla medesima fraternità, illustra Villa, "di figli dei fiori e delle stelle, caratteristica unitiva del gruppo". Tramite corrispondenza elettronica e postale, informa che hanno già registrato qualcosa che chiameranno "Progetto Andromeda". La loro intenzione non è quella di avere fretta di "produrre" - come ha affermato il bassista teologo: "abbiamo aspettato 20 anni, ed ora che ci siamo ritrovati, dobbiamo prima di tutto riascoltarci, scegliere le nostre cose migliori, e soprattutto continuare a vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo". Villa tiene a sottolineare che "dagli alfabeti della primordiale tradizione solare al Progetto Andromeda dei "Primordiani", il primo passo è già tracciato e che, in fondo, avere una meta è già raggiungere una meta".


Settembre 2001 - La mistificazione dell'inflazione è funzionale al dirigismo diseconomico

Generale — Inviato da nv @ 10:07

La tendenza all'abbassamento dei prezzi dei prodotti cinesi è una giusta dinamica economica che occorre comprendere al di là di ogni partitocrazia e di ogni pregiudizio. Ed è anche la prova certa dell'attuale fraintendimento del concetto di inflazione.
L'inflazione reale deriva dall'aumento dei costi di produzione causato dagli oneri fiscali derivanti dal signoraggio. Se non si vogliono adottare i "modelli" di filosofia teoretica del filosofismo ciarliero (i fuochi fatui di cui parlava Goethe nella sua fiaba "Il serpente verde") non si può dire altro che questo oggi a proposito della questione sociale.
Per non rischiare di perdere clienti l'mprenditore, in regime di concorrenza, volendo svilupparsi, non aumenta i prezzi; li aumenta solo quando i suoi costi lo costringono a farlo.
Nella vita economica esistono due direzioni, quella materiale e quella immateriale. Quella materiale è "lavoro collegato alla natura" spiega Rudolf Steiner nell'ultima conferenza del ciclo "I capisaldi dell'economia". L'altra è risparmio di lavoro. I prezzi dei prodotti si armonizzano fra queste due direzioni opposte: per il lavoro collegato alla natura il lavoro fa sudare. Per il cosiddetto immateriale, il lavoro fa pensare e creare. Il prezzo qui nasce dal fatto che "ogni prestazione vale in proporzione al lavoro che fa risparmiare". L'economia è infatti intelligente quando tiene conto dell'intelligenza.
Perciò parlai (articolo di Kairòs) di quelle direzioni.
Il principio antropocratico dell'imprenditore, del creativo, dell'artista, ecc., è percepibile coscientemente in ogni essere umano. Tale conoscenza permette di capire che la deflazione non dipende dalla scarsità della moneta in circolazione, essendo questo il mero fatto che sta solo in superficie. Ciò che sottostà a questa superficie sono gli oneri fiscali derivanti dal signoraggio e generatori di tale scarsità. Se si dimentica questo passaggio, il discorso rischia di fraintendersi là dove l'astratto domina il concreto in termini di legge, ma la carta qui non può servire. Non è tanto importante che si metta "moneta in circolazione" in astratto. Si tratta di metterla realmente nelle tasche dei consumatori come Reddito di Cittadinanza.
La moneta per fornire il Reddito di Cittadinanza è socializzazione monetaria reale, perché essendo emessa Tutta nelle tasche dei cittadini, permette ai cittadini di essere consumatori, e perciò di far vivere le aziende.
Questo è pertanto l'unico modo logico e contemporaneamente etico di emettere moneta, che non ha bisogno di alcun Nobel della finanza, né di alcuna politica, keinesiana e non, per attuarsi. I cittadini ci sono, e così pure ci sono le necessità sociali. È perciò concretamente percepibile la misura esatta delle emissioni necessarie senza alcun bisogno di definizioni cervelloticamente astratte da questo o quel "pensatore politico", né tantomeno dallo "Stato".
Il vero Cittadino onorevole, infatti, non dovrebbe forse essere quello capace di porre massima attenzione a non creare le premesse per il passaggio dalla tirannia del signoraggio a quella solita della burocrazia?
La "scienza" economica attuale traveste il signor Aggio da persona per bene! È il travestimento del potere. Poiché però il signoraggio è potere illegittimo, così come lo è ogni altra sua espressione formale (potere astratto della burocrazia e della "carta" sul cittadino) ogni potere legittimo non può che derivare dall'unico potere primario legittimo, cioè quello dell'essere umano sulla propria corporeità e sulle conseguenti facoltà. Un essere umano sano accetta il Potere nella misura in cui il potere aumenti le sue potenzialità e le sue libertà individuali, non se le sminuisce. Da questo punto di vista il Potere è autorevolmente valido se è intelligentemente conveniente. Per es, "io trovo conveniente l'esistenza di un corpo armato a difesa dei miei diritti, piuttosto che girare armato io stesso".
In futuro occorrerà smascherare tutte le astrazioni che pretendono di stare sopra gli Esseri Umani.
Sulla mistificazione del concetto di inflazione ho accennato nel 2001 nella rivista "Kairòs"(1). Oggi tale mistificazione è evidentemente diventata un luogo comune, dato che si continua a leggere, anche tra coloro che combattono il signoraggio, che l'inflazione è dovuta al fatto che in circolazione ci sono più soldi di quelli necessari all'acquisto delle merci e dei servizi offerti, e che la deflazione è la situazione opposta, ovvero insufficiente moneta in circolazione.
La base "razionale" per la giustificazione del dirigismo economico è appunto questo insufficienza di giudizio critico nella valutazione dei fatti economici reali (pregiudizio di base).
Una soluzione tecnica in economia dev'essere intelligente se non vuole essere un'astrazione meramente ipotetica capace solo di tradursi in carta.
Oggi si trattano idee assurde come l'"aumento delle aliquote" senza neanche sapere che cosa si sta producendo. Ciò che aumenta sono solo incartamenti di incartamenti... di miseria, fatta tacere da immagini televisive.
La paura che la Fiscalità Monetaria generi denaro inflattivo è fondata del tutto su pensiero illogico (cioè anti logica di Platone), usato per la giustificazione del Dirigismo Economico, sopra accennata.
L’inflazione è creata da costi concreti, non dalla circolazione monetaria unilateralmente astratta, come se esistesse solo lavoro materiale o solo lavoro immateriale. Ecco perché affermavo in quell'articolo che nessun imprenditore vuole aumentare i prezzi: "Infatti aumentandoli rischia di perdere i clienti. Molti imprenditori, anzi, hanno fallito proprio per non aver voluto aumentare i prezzi in base a quel rischio. L’imprenditore non lavora per il mercato, bensì per una sfida con se stesso. Chi non ne tiene conto, cade in uno dei più grossi errori della "scienza" economica: credere che l’aumento dei prezzi sia generato dall’aumento della circolazione monetaria. Si pensa cioè che una massa monetaria improvvisamente raddoppiata faccia automaticamente aumentare i prezzi. Questa è una non verità, un mistico preconcetto, funzionale, questa sì, come formula sintetica, a manovre stataliste del tipo "aumento del tasso di sconto", "diminuzione del tasso di sconto", "allargamento dei fidi", "riduzione dei fidi", ecc., funzionale" - appunto - "a manovre sulla vita economica(2)".
Queste tecniche non hanno niente di economico in se stesse, ma generano solo diseconomie e false culture, percepibili come tecniche stataliste per tenere in pugno il settore economico, ammantate di scienza.
Il fattore che fa aumentare i prezzi non è dunque la disponibilità di denaro di coloro che comprano, bensì la scarsità di prodotti generata da motivi burocratici. Dov'è quell'imprenditore che produca quella data cosa se i costi burocratici delle materie prime e della produzione lo obbligano ad aumentare i prezzi del prodotto dieci, venti o cento volte?
"La tendenza dell’economia è quella di abbassare i prezzi. I prezzi crescono casomai proprio a causa di Maastricht e dei suoi marchingegni per "sforare" ogni anno, e per emettere ogni anno, a vuoto, centinaia di migliaia di miliardi di percentuale del PIL, da calcolare nei conti europei pur senza averli incassati come tasse. E ciò è ben poca cosa in confronto al fatto che in tal modo si è poi costretti ad aumentare le tasse. Le tasse vanno ovviamente a finire sui prodotti e regolarmente finiscono per essere pagati dai più poveri. E ciò non è bene"(3).

NOTE
(1) N. Villa in "Kairòs", n° 29, settembre - ottobre, 2001 pag. 19.
(2) Ibid.
(3) Ibid.


17 aprile 2001 - Musica e astrologia per ritrovare il benessere

Generale — Inviato da nv @ 10:07

Nuove ricerche portate avanti dallo studioso arquatese Nereo Villa
CASTELLARQUATO - (c.p.) Prosegue l'attività dello studioso arquatese Nereo Villa, musicista ed esperto di cabala e numerologia nonché operatore socioassistenziale. Sono usciti recentemente sulla rivista italiana di astrologia "Ricerca ‘90" un articolo e un breve saggio intitolati rispettivamente "Verso un'astrologia del futuro" e "L'assegnazione dei suoni ai corpi celesti". Nel primo Villa parte dalla critica che i detrattori dell'astrologia muovono all'incongruenza attuale tra segni astrologici e costellazioni reali e approfondisce l'argomento. Nel secondo affronta il tema del rapporto fra astrologia e musica, "tema che ha da sempre affascinato l'uomo - specifica - tant'è che fu affrontato persino da studiosi come Galileo, Keplero, Cartesio, per citare solo alcuni dei personaggi più eminenti".
Villa propone degli spunti personali di indagine, facendo così affiorare, oltre che una rivalutazione del concetto di "terapia", anche risposte a quello che definisce "un importante quesito linguistico posto a suo tempo da Schönberg, lo scopritore della musica dodecafonica, nel suo famoso ‘Trattato di Armonia’". "Ricerca '90" (http://www.netgroup.it/astral/), è diretta da Ciro Discepolo e ospita articoli di studiosi di astrologia di fama, italiani e stranieri, che abbiano come presupposto appunto - la ricerca. E dunque in questo ambito hanno trovato ottima collocazione gli studi di Nereo Villa, che ha fatto della ricerca la sua principale attività per vari anni. A questo proposito ricordiamo la collaborazione con il sociologo-ricercatore dell'Università di Milano e maestro di yoga Gianni Lodi - anch'egli residente a Castellarquato - per il quale ha composto musiche rilassanti raccolte in un cd che accompagna il libro "Se vuoi vincere, lascia perdere!" (Edizioni Franco Angeli/Le comete). Spiega Villa: "Il cd insegna, con parole e musica, l'arte del rilassamento, indispensabile per fronteggiare uno stile di vita come il nostro, sempre più convulso e faticoso, ritrovando il benessere". E forse non è un caso che certi studi fervano ancora nella bellezza e nella tranquillità dell'antico borgo medievale di Castellarquato. "Probabilmente - conclude il musicista - anche in un antico passato qui lavorarono artisti e sapienti al servizio dei signori del tempo, alla corte dei quali spesso praticavano contemporaneamente le diverse discipline dell’astrologia, della medicina, dell'alchimia, della musica".


27 novembre 2000 - La mucca pazza è storia vecchia

Generale — Inviato da nv @ 09:48

Egregio direttore,
le scrivo alcune mie riflessioni sull’inquietante vicenda della "mucca pazza". Già nel 1923, in una conferenza tenuta a Dornach, Rudolf Steiner mise in guardia sulle conseguenze di un regime alimentare a base di carne per i bovini. Cito testualmente dalla rivista "Kairòs, giornale per la fraternità nell’economia", n. 3, 1997: "…Immaginate ora che a questo bue venga in mente di dirsi: che scocciatura pascolare e dover brucare questa erba. Potrei procurarmi il cibo prendendolo da un altro animale: mi mangio direttamente questo! Bene: il bue inizierebbe dunque a mangiare carne. Ma esso è anche in grado di produrre carne! Porta in sé le forzo per farlo. Che cosa accade se invece di brucare erba mangia direttamente carne? Così facendo il bue lascia inattive tutte quelle forze che in lui possono produrre carne! Immaginate per un momento di avere una fabbrica con cui dovreste produrre qualcosa e non producete nulla, mettendola comunque in piena attività; che spreco di energie! Andrebbe certamente perduta un'enorme quantità di forza. La forza che però va perduta nel corpo animale non si può semplicemente perdere. Il bue viene, alla fine, del tutto riempito di questa forza, che compie in lui qualcosa di diverso dal produrre carne dalle sostanze vegetali. Questa forza rimane in lui, c'è di fatto, e compie qualcos'altro. E ciò che essa compie genera in lui ogni sorta di putridume. Invece di venir prodotta carne si generano sostanze nocive. Se il bue iniziasse quindi improvvisamente a comportarsi come un carnivoro, si riempirebbe di ogni sorta di sostanze nocive. Si riempirebbe cioè di acido urico o dei suoi sali. Ora, questi sali dell'acido urico hanno pure una loro particolare caratteristica, che è quella di ingenerare una debolezza proprio a carico del sistema nervoso e del cervello. Se il bue si cibasse direttamente di carne, in lui verrebbe a prodursi un'enorme quantità di sali urici; questi andrebbero al cervello e il bue impazzirebbe. Se noi potessimo fare un esperimento: alimentare di punto in bianco una mandria di buoi con dei colombi, quel che otterremmo sarebbe una mandria di buoi completamente pazzi. Questo è quello che accadrebbe. Nonostante i colombi siano così miti, i buoi impazzirebbero…"
In quel periodo, Steiner parlò anche della triarticolazione dell’organismo sociale, che considerava la strutturazione della società umana in modo da permettere lo sviluppo armonico di tutti gli uomini con tutte le loro facoltà. A me pare che questa sua visione sociale, che attraverso conferenze diffondeva già nel primo dopoguerra, sia oggi più attuale che mai, nella mancanza di prospettive in cui ci troviamo.
Come non si è tenuto conto della pericolosità dell’alimentazione bovina a base di carne, in base a mancanza di lungimiranza, mi pare che lo stesso atteggiamento si possa ravvisare nella gestione del potere politico generale: i governi sono tutti fantocci, siano essi di destra o di sinistra, nella misura in cui il dio trino è sostituito dal dio quattrino o dal potere delle banche, rispetto alle quali i politici non mi sembrano altro che dei camerieri. Se infatti facciamo la necessaria analisi logica, ci accorgiamo che la mancanza del rispetto delle leggi spirituali dell’armonia del cosmo, oltre che portare a catastrofi ecologiche sensibilmente percepibili, genera delle vere catastrofi sociali: disoccupazione, povertà, miseria, inflazione, ecc. Tutti sanno che occorrerebbe cambiare strada e prendere una nuova direzione, abbandonare la vecchia via burocratico-partitocratica e basarsi sulla centralità dell’essere umano (via antropocratica), ma pochi sanno come fare e molti considerano ciò un’utopia. Un uomo che lavora, se in armonia con se stesso, svolge il lavoro per cui ha talento e non perché vi è costretto. Il lavoro non dovrebbe essere considerato merce, bensì ciò che è: attività spirituale. Un mondo del genere non è un’utopia e oggi vi sono i presupposti perché si realizzino le trasformazioni pratiche in tale direzione. Invito dunque a visitare il sito antropocratico www.bellia.com per avere dati concreti e concrete "istruzioni per l’uso".


22 agosto 2000 - Ho scoperto l'antropocrazia

Generale — Inviato da nv @ 09:48

Navigando in Internet, ho scoperto una parola nuova, "antropocrazia” (etimologicamente: “governo dell’uomo”), che mi pare rappresenti un futuro di speranza per tutti. Il termine si riferisce alla descrizione sintetica di un progetto sociale ideato dal matematico Nicolo’ Giuseppe Bellia, autore di diversi libri (alcuni dei quali sviluppano le idee sulla “Triarticolazione dell’organismo sociale” di Rudolf Steiner).
Dal suo sito (www.bellia.com) sono prelevabili gratuitamente tre lunghi files di tale progetto: “Antropocrazia”, “La via d’uscita”, e “La neosocietà”, nei quali è prospettato dettagliatamente, un nuovo ordinamento in cui l’istituzione della “fiscalità monetaria” (tassazione della moneta circolante) sostituisca l’attuale “fiscalità reddituale”. Quest’ultima infatti, attraverso l’ineluttabile scarico aziendale sui prezzi dei prodotti, degli oneri fiscali e previdenziali, fa pagare, in pratica, le tasse, le imposte e gli altri oneri sociali solo ai poveri!
Se si medita su questo fatto elementare si perviene all’ovvia conclusione che tutte le imposizioni vengono sopportate dai poveri, e questo spiega, tra l’altro, il fatto che, in parallelo allo sviluppo tecnico e al conseguente continuo aumento della produttività globale, cresca di pari passo la povertà dei cittadini in quanto ultimi consumatori. Nel progetto antropocratico è prospettata altresì, oltre all’estinzione immediata del debito pubblico, anche l’istituzione di un “reddito di cittadinanza”, cioè un reddito fisso per tutti, a partire dalla nascita.
Che i tempi siano maturi per tali consapevolezze, è dimostrato dal fatto che anche in altri siti si parli di soluzioni simili, come ad es., in quello relativo alle proposte della “Tobin tax”, (www.attac.org) o quello del Prof. Auriti, il cui sito (http://www.maza.it/simec/) offre un interessante approfondimento del problema monetario. Il Prof. Auriti, docente di teoria del diritto, ha collaborato lungamente col Bellia trovandosi in perfetto accordo col suo progetto. Reputato maestro nel campo dell’economia, anche dal popolare comico Beppe Grillo che ormai da vari anni si occupa di portare a conoscenza del pubblico ingiustizie e sopraffazioni ai nostri danni, denuncia e dimostra che il cosiddetto Stato di Diritto non esiste.
Queste notizie indicano che qualcosa di buono sta succedendo, che qualche persona onesta c’è ancora, e che ci stiamo avvicinando a una nuova era, nonostante il fatto che pochissimi fra i nostri politici abbiano accennato a risoluzioni come queste per i gravi problemi economici del nostro paese.


8 febbraio 1999 - Nereo Villa ha pubblicato il suo secondo libro. Un filo conduttore: l'arcobaleno

Generale — Inviato da nv @ 09:10

Il poliedrico musicista di Castellarquato che si occupa di cabala e di numerologia.
CASTELLARQUATO - Nereo Villa, arquatese purosangue, figura poliedrica, di professione operatore socio-assistenziale al centro residenziale Ca' Torricelle di Piacenza (dove svolge anche attività musicale a scopo terapeutico), è l'autore di un volume dal titolo "Il sacro simbolo dell'arcobaleno: numerologia biblica sulla reincarnazione".
Il libro del musicista, studioso di cabala e numerologia, è pubblicato dalla Sear di Reggio Emilia diretta da Livia Campanella. In questo lavoro si ritrovano ampliati e approfonditi i temi trattati nel precedente "Numerologia biblica: considerazioni sulla matematica sacra", e inoltre nuove riflessioni su questioni riguardanti la vita dell'uomo.
Il volume è arricchito da illustrazioni che riproducono opere di pittura e scultura, inerenti ai principali temi trattati, di artisti piacentini e parmensi: Claudio Barabaschi, Federico Belicchi, Rodolfo Bersani, Bruno Missieri, Luciano Molinari, Jerry Mosè, Aurelia Pallastrelli e Franco Toscani. Fra questi lavori c'è anche un disegno raffigurante l'arcobaleno (simbolo che rappresenta il filo conduttore del libro, realizzato dalla bambina arquatese Benedetta Bonelli, che vuole essere di buon auspicio perché in futuro le nuove generazioni possano usare le antiche conoscenze come strumento di pace per l'umanità intera.
Non manca una parte del libro dedicata alla poesia. Oltre a una composizione dell'autore, infatti, vi è contenuta una lirica di Nella Beltrametti, scrittrice piacentina, autrice di diversi libri e vincitrice - nel 1990, con la raccolta "Oltre il dolore" da cui è tratta la lirica sopra menzionata - del premio Massimiliano Kolbe per la poesia. "L'antico carattere sacrale della poesia, il carme e il karma appartengono ad un'unica idea - spiega Villa - e ciò è osservabile nel significato della stessa parola poesia, identico a quello della radice sanscrita "kri" di "karma" e presente anche nel verbo latino creare" c.p


1 febbraio 1998 - Nereo Villa appassionato di numerologia, astrologia, musica e scultura

Generale — Inviato da nv @ 09:04

Lo studioso del linguaggio dei numeri. Presto in libreria la sua seconda opera: il simbolo dell'arcobaleno.
Chi è appassionato di '"navigazione" su Internet e di Cabala potrà trovare sul network ebraico "Ghesher" una associazione culturale che si chiama "Menorah" che promuove attraverso la sua libreria "on line" testi riguardanti questo argomento. In questa "libreria" si trova anche l'opera di un arquatese. Si tratta del libro "Numerologia biblica - Considerazioni sulla matematica sacra" dovuto a Nereo Villa, poliedrica figura dì musicista e di artista di Castellarquato. Di questa sua prima opera il nostro giornale ha già riferito nel giugno del 1995.
L'editrice Sear di Reggio Emilia pubblicherà fra breve un altro suo lavoro dal titolo "Il sacro simbolo dell'Arcobaleno - Numerologia biblica sulla Reincarnazione", che verrà illustrato con opere firmate da artisti piacentini: Claudio Barabaschi, Federico Belicchi, Rodolfo Bersani, Benedetta Bonelli, Bruno Missieri, Luciano Molinari, Jerry Mosè, Aurelia Pallastrelli e Franco Toscani.
Nereo Villa stesso, 50 anni, si occupa di musica (è un abile fisarmonicista), di astrologia e di riflessologia ed è recentemente approdato alla scultura, che finalizza alla divulgazione della scienza numerologica.
"Questa antica scienza - sostiene l'autore del volume - oggi più che mai dovrebbe essere riscoperta, perché offre la possibilità di capire che vi è relazione fra i numeri e i misteri sacri al centro della creazione. I numeri infatti sono concetti, non oggetti materiali. Sono abbastanza semplici da essere compresi anche da un bambino piccolo, eppure, allo stesso tempo, così complessi da aver tenuto occupati i filosofi per millenni. Attraverso anni di studi e ricerche - spiega il Villa - ho ora sintetizzato diverso materiale in due libri, anche se ne occorrerebbero molti di più per approfondire le descrizioni dei siguificati simbolici dei soli primi nove numeri, o le relazioni che uniscono l'astrologia all'alfabeto ebraico, e tutto quello che ne deriva per esempio dal punto di vista cosmologico del cristianesimo e delle regioni orientali". In particolare, il secondo libro di Nereo Villa - come egli conferma - unisce spiegazioni matematiche semplici al nucleo che accomuna problematiche di tradizioni spirituali differenti, e cioè quello legato alla fede della vita oltre la morte. Attraverso il linguaggio numerico, la fede nei numeri e la fede nei dogmi si ritrovano e si danno così la mano dopo secoli di antagonismo e di guerra tra scienza e fede. Vi è in fondo un'unica verità - conclude il Villa - e questa potrebbe essere la sintesi del contenuto di questo secondo libro, "in cui l'antichissima arte della numerologia sembra farsi davvero strumento essenziale di pace fra tutti i popoli della Terra, attraverso la necessaria - o imprescindibile, a detta del teologo Hans Küng - pace fra le religioni d'Occidente e d'Oriente". Un'arte e una verità che, su Internet, diventa anche multimediale.


28 maggio 1997 - Biondini, Villa e gli "Shout!" per i Lions Club

Generale — Inviato da nv @ 09:33

Un ottimo concerto benefico al Pezzani.
Un caloroso successo ha riscosso domenica sera al Teatro Pezzani il concerto benefico organizzato dai Lions Club Parma Ducale e Langhirano Tre Valli. Tre sono stati i protagonisti dello spettacolo: il chitarrista Jouan Carlos "Flaco" Biondini con il suo Quartetto,, il complesso parmigiano "Shout! per una sera" e il fisarmonicista jazz Nereo Villa. Nella foto: sopra gli "Shout!" impegnati in un brano dei Beatles; sotto, Biondini con la sua inseparabile chitarra.


5 giugno 1995 - Un'originale ricerca realizzata dall'arquatese Nereo Villa

Generale — Inviato da nv @ 09:33

Dalle note musicali allo studio dei numeri della Sacre scritture.
L'idea è nata da un'attenta analisi dell'alfabeto ebraico - Interpretazione di somme, moltiplicazioni e simmetrie rivolta non solo agli specialisti.
(cp) Il musicista di Castellarquato Nereo Villa si è recentemente dedicato ad uno studio decisamente singolare, lontano dalle note e dalle melodie musicali. In particolare si è interessato di "numerologia biblica", realizzando uno studio sfociato in un libro, stampato dalla Sear edizioni di Reggio Emilia.
SI tratta di un testo - come ha spiegato lo stesso eclettico arrangiatore, compositore ed autore di vari brani - che ha preso spunto da uno studio sull'alfabeto ebraico, basato su anni di ricerca, sui rapporti che questa lingua ha con i pianeti del nostro sistema solare e anche sull'osservazione della struttura del sistema musicale ("sette, ad esempio - ha detto Villa - sono le note e sette sono i pianeti principali").
"La ricerca - ha aggiunto il musicista arquatese - mostra come questa antica lingua porti in sé attraverso il suo alfabeto (costituito da lettere che hanno ognuna un preciso numero corrispondente), misteri e meraviglie, di cui oggi purtroppo si è perduto il profondo significato".
Con questo lavoro, Villa ha inteso "riscoprire un "nuovo" modo di intendere la parola biblica (concezione quantitativa della parola), fuori dai canoni di una fede e di una ideologia".
Nel volume "Numerologia biblica", "Il lettore - sottolinea l'autore - potrà pertanto trovare non una interpretazione di questo o di quel versetto biblico, bensì una reale "aritmetica" della parola sacra, capace di fornire le basi per una libera osservazione: la descrizione di semplici somme, moltiplicazioni, considerazioni, simmetrie e rapporti, vuole essere, in questo libro, alla portata di chiunque e non solo di specialisti, o di addetti ai lavori".
La preoccupazione principale dell'autore è infatti quella di mettere a disposizione di chiunque i risultati della sua ricerca. A questo primo libro Villa intende farne seguire un altro riguardante le "relazioni tra ebraico, reincanazione e resurrezione".
Anche in campo musicale la posizione di Nereo Villa non è sempre convenzionale. Nel 1986 ha partecipato alla trasmissione radiofonica "Carmi è malie" trasmessa dalla prima rete nazionale, in qualità di ricercatore musicale, presentando ed eseguendo con flauto dolce la sua musica "astrologica" ricavata dalle posizioni dei pianeti del giorno. E’ poi stato arrangiatore, assieme a Shel Shapiro (chitarrista dei Rockes) e a Bill Conti, di brani di sua composizione. Nel 1973 compose inoltre per Lara Saint Paul un brano per il Festival di Sanremo. Così ha fatto anche per Neil Sedaka, con "Nessuno mai più". Ha anche partecipato in qualità di cantautore alla settima edizione del Festival di Venezia con un brano composto assieme a Sergio Bardotti.
Ma per questo arquatese di talento c'è anche un impegno sociale. E' attualmente impegnato nel campo socio-assistenziale: come tirocinante sta frequentando un corso per "addetti all'assistenza di base" presso la casa di riposo "Vassalli Remondini" di Castell’Arquato.


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