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Oldelephants

Sez. Marche

I cori

salvo60ct | 26 Aprile, 2006 09:36

Gireremo lo stivale!
GIREREMO LO STIVALE PER CANTARE CATANIA OLE'
CATANIA OLE' CATANIA OLE'
SEMPRE INSIEME A TE OH OH!

Catania siamo noi! OVUNQUE INSIEME A TE CANTEREMO PER SEMPRE CATANIA SIAMO NOI ROSSAZZURRI ALE' ALE'

 (Continua)

Inno storico

salvo60ct | 26 Aprile, 2006 09:26

Il campo e' già gremito,la folla e' già esultante,
adesso -LO SQUADRONE- scenderà
in maglia rosso-azzurra
per stemma l'elefante:

 (Continua)

Due giorni di vacanze per i rossazzurri

salvo60ct | 26 Aprile, 2006 09:17

I rossazzurri hanno svolto l'ultima seduta di allenamento prima della sosta pasquale. Assenti Anastasi più Biso che si allena a parte ( il mediano è però sulla via del pieno recupero). Presenti tutti gli altri i quali ci hanno dato dentro.I rossazzurri prima del rompete le righe hanno effettuato una partitella. Ci si ritroverà lunedì pomeriggio, quando si riprenderà a lavorare in vista della trasferta "insidiosa" di Cremona. (Continua)

Il punto sulla B

salvo60ct | 25 Aprile, 2006 09:49

Punto primo (e partiamo dal basso). L'Avellino vince a Pescara e sorpassa la Ternana. Ora si punta al Vicenza, altra squadra in crisi. (Continua)

AMICHEVOLE CATANIA - CERVIA : PREVENDITA BIGLIETTI

salvo60ct | 23 Aprile, 2006 19:37

La società Calcio Catania,comunica che oggi è iniziata la prevendita dei biglietti validi per la gara amichevole con il Cervia, in programma domani martedì 11 aprile ’06 alle ore 21, presso tutti i punti di prevendita.
Domani pomeriggio dalle ore 17.00 fino a inizio gara saranno aperti anche i botteghini di Piazza Spedini.

 (Continua)

Dirette Tv del Catania

salvo60ct | 23 Aprile, 2006 18:56

Incontri del Calcio Catania,trasmesse in TV. (Continua)

Catania : La storia

salvo60ct | 23 Aprile, 2006 18:56

Sebbene Catania giaccia ai piedi dell'Etna e nel corso dei secoli sia stata più volte lambita da colate laviche, le vestigia della città antica continuano ad emergere dal sottosuolo, dimostrando falsa l'opinione che il vulcano l'avesse in gran parte cancellata. I numerosi resti, del passato greco e romano di Catania anzi, se analizzati sulla base di modelli interpretativi non obsoleti, consentirebbero di offrire per questo periodo un quadro ampio ed articolato delle vicende storiche, urbanistiche ed artistiche della città.
Secondo quanto scrive Tucidide Catania venne fondata nel 729 a.C. da coloni greci provenienti da Calcide nell'Eubea : dopo aver dato vita a Naxos nel 734 a.C. costoro, spingendosi verso sud, con la forza delle armi scacciarono dalle loro sedi i Siculi e crearono le città di Leontini e di Catania appunto. In piena consonanza con la notizia dello storico ateniese sono principalmente i risultati di un recentissimo scavo (condotto dalla locale Sovrintendenza ai beni culturali) all'interno del Castello Ursino: qui, in un'area che nell'antichità era più vicina al mare di quanto non lo sia attualmente, sono stati rinvenuti strutture e materiali greci che risalgono al periodo tra la fine dell'VIII e gli inizi del VII secolo, attribuibili cioè alla fase originaria della colonia di Catania.
Anche sulla sommità della collina dell'acropoli - oggi occupata dalla piazza Dante e dal grandioso monastero benedettino di San Nicolò l'Arena - in una serie di campagne di scavo iniziatesi nel 1978, sono stati scoperti strutture e materiali greci di VII secolo, che messi in relazione con quelli di Castello Ursino, suggeriscono l'idea che l'insediamento di Catania, al pari di quello di altre colonie siciliane, avesse occupato fin dagli inizi un ampio spazio senza procedere però alla sua capillare urbanizzazione. E' da ricordare ancora che sempre nel corso delle stesse indagini sulla collina dell'acropoli sono state rinvenute significative tracce di frequentazione del sito nel periodo preistorico, relative in specie al neolitico ed all'età del rame. Nel 476 a.C. la conquista da parte del tiranno siracusano Gerone sconvolse la vita della città: egli ne espulse gli abitanti calcidesi, la ripopolò con un cospicuo numero di Dori di origine siracusana e peloponnesiaca, la rinominò Aitna (Etna); nel 461 a.C., comunque, dopo la caduta della tirannide siracusana, i Calcidesi ritornarono nella loro città ridandole l'antico nome. Nella seconda metà del v secolo, nel corso della grande spedizione ateniese in Sicilia (415-13 a.C.), gli abitanti di Catania si schierarono dalla parte della città attica cercando di contrastare tra l'altro le mire della vicina Siracusa sul proprio territorio. Una decina d'anni dopo la sconfitta ateniese, nel 403 a.C., Catania venne conquistata dal tiranno siracusano Dionigi il Grande: egli ne vendette in parte come schiavi gli abitanti, e introdusse nella cittadinanza gruppi di suoi mercenari campani. Dopo questi avvenimenti, nel IV secolo e nei primi decenni del III, Catania restò inserita nell'orbita della potenza siracusana. Indicativo in tal senso è anche il fatto che tra le statuette della stipe di piazza S. Francesco per il V e il IV secolo il tipo più diffuso sia quello di Kore con la fiaccola, introdotto con ogni verosimiglianza da Gerone, sacerdote appunto di Demetra e Kore, al momento della prima conquista siracusana di Catania.La conquista romana del 263 a.C., agli inizi della prima guerra punica, aprì per Catania un periodo di circa sette secoli durante il quale essa accrebbe notevolmente la sua importanza e il suo prestigio, fino al punto che nel IV secolo d.C. il poeta gallico Ausonio associandola a Siracusa la collocò tra i primi centri dell'impero romano. Catania rimase città decumana, cioè soggetta al versamento di una quota di un decimo dei prodotti del suo territorio, per quasi due secoli dopo la sistemazione della provincia di Sicilia da parte del proconsole M.Valerio Levino intorno al 210 a.C..
Un deciso miglioramento nella sua condizione si registrò quando, un quindicennio dopo aver sconfitto nell'isola Sesto Pompeo, nel 21 a.C. Augusto la innalzò al rango di colonia romana, forse per suggerimento del suo principale collaboratore M. Vipsanio Agrippa, grande proprietario terriero nella zona. La decisione imperiale comportò un incremento nel numero degli abitanti di Catania determinato dall'immissione nel corpo cittadino di nuclei di veterani, e comportò ancora un notevole ampliamento del territorio della città grazie all'acquisizione della fertile piana a sud del Simeto, precedentemente controllata da Leontini. Tutto ciò, sommato ai vari privilegi connessi con lo status coloniale, favorì la crescita economica di Catania durante l'epoca imperiale.Non è possibile al momento definire esattamente i tempi e i modi dell'introduzione e dell'affermazione del Cristianesimo a Catania, anche se si può pensare che qui non pochi fossero i fedeli della nuova religione alla metà del III secolo d.C. quando, durante la persecuzione dell'imperatore Decio, la tradizione data il martirio di Agata, la patrona della città. Notizie più sicure sulla Catania cristiana si hanno invece a partire dal IV secolo d.C. grazie ad un consistente nucleo di iscrizioni ed agli scavi condotti in aree sacre o cemeteriali.
Nei decenni centrali del V secolo d.C., le incursioni dei Vandali interessarono la città arrecandole certamente notevoli danni: i grandi monumenti romani, d'altronde, non vennero tenuti in gran conto neppure durante il dominio gotico in Sicilia se Teodorico, signore dell'isola tra il 491 e il 526 d.C., concesse agli abitanti di Catania di servirsi degli squadrati blocchi di pietra lavica dell'anfiteatro per le loro costruzioni. Presa da Belisario nel 535 d.C. nel corso della guerra greco-gotica, la città fece parte dell'impero bizantino per tre secoli: a questo periodo, di cui siamo principalmente informati attraverso le fonti scritte, risalgono alcuni edifici di culto localizzati sia nella città sia nel circondario.
Dopo che gli Arabi misero piede in Sicilia nell’827 d.C., conquistarono rapidamente anche Catania, ma in città non sono sopravvissute tracce significative del loro passaggio. Alla metà del XII secolo, comunque, quando Catania era da poco meno di un secolo normanna, il geografo Al-Idrisi non poté fare a meno di ricordarne le non poche moschee ancora attive.Nel 1071, guidati dal Gran Conte Ruggero, i Normanni occuparono Catania, non senza patteggiare, sembra, con l'emiro di Siracusa, Ibn al-Werd. Era l'inizio di una nuova vita. Ma, partito Ruggero, i Catanesi richiamarono l'emiro, e i Normanni dovettero riconquistare la città nel 1081. I nuovi signori dubitavano della fedeltà di queste popolazioni, che per lingua e cultura oscillavano tra la greco-bizantina e la saracena; per non parlare della consistente comunità ebraica esistente a Catania. Né maggiore fiducia ispirava la gerarchia della Chiesa, nella misura in cui questa poteva essere sopravvissuta alla dominazione araba.
Come per altre parti della Sicilia, Ruggero preferì dunque creare una struttura civile ed ecclesiastica integralmente nuova, affidando ai monaci benedettini la direzione dell'evangelizzazione religiosa e della riorganizzazione civile. Catania perse così la sua libertà e venne infeudata al fidato Ansgerio, già abate di S. Eufemia. Questi venne anche nominato abate dell'Abazia benedettina di S. Agata, e vescovo di una diocesi molto larga (da Mascali a Enna e Piazza Armerina). Questa configurazione del potere, con la riunione delle tre cariche - tutte sostenute da pingui rendite - sarà a lungo un elemento determinante nella storia della città. Contemporaneamente, dopo il 1078, si iniziò a costruire la Cattedrale, nello stile di una Chiesa-fortezza, dotata di muraglioni possenti e di torri, vicina alla costa in modo da controllare il porto.
Città feudale, Catania lo rimarrà per quasi centocinquanta anni: il tempo di sviluppare un ceto urbano - mercantile e produttivo - relativamente autonomo. Di questo processo non sappiamo molto; nondovette essere facile, anche perché la città fu distrutta dal terribile terremoto del l169 che infuriò su gran parte della Sicilia orientale; per questa occasione si fa la cifra, esagerata, di diecimila morti, tra i quali lo stesso vescovo Giovanni Aiello, perito con gran moltitudine di persone tra le rovine della Cattedrale ove si officiava la festa della patrona.
Catania doveva aver raggiunto comunque un buon grado di vitalità, perché appena trent'anni dopo il terremoto, in pieno fervore di ricostruzione, la troviamo parteggiare per gli ultimi eredi degli Altavilla e ribelle contro Enrico VI, il figlio del Barbarossa.
La punizione ad opera del furor theutonicus imperiale fu terribile e le cronache parlano di "distruzione" della città; la Cattedrale venne data alle fiamme, con la probabile perdita dell'archivio capitolare e di parte del tesoro.
Anche contro Federico II Catania insorse nel 1232, subendo un secondo devastante saccheggio. A guardia di essa, Federico fece iniziare la costruzione del Castello Ursino, potente pedina in un sistema di fortificazioni che da Messina a Enna a Siracusa serviva a tenere la Sicilia orientale.
Sotto Federico II, però, la città si liberò dalla giurisdizione feudale del vescovo-abate, divenendo città regia (demaniale); e nel 1240, insieme con Castrogiovanni e Piazza Armerina, altri centri importanti della diocesi vescovile, viene riconosciuta come Comune e invitata ad eleggere rappresentanti al Parlamento.
Della Catania tardo medievale e rinascimentale il visitatore, come l'abitante, può solo farsi l'ombra di un'idea. Il doppio evento naturale che distrusse la città alla fine del XVII secolo (l'eruzione del 1669 e il terremoto nel 1693) ne ha lasciato ben poche tracce, leggibili per gli studiosi, ma sparse in modo tale che il turista deve accontentarsi di indovinarle mentre percorre altri itinerari. A questi danni, gli storici aggiungono la perdita dell'Archivio comunale, distrutto nel dicembre 1944 nell'incendio del palazzo degli Elefanti durante i moti separatisti.
Eppure è in questi quattro secoli che si registra una crescita e un’espansione della città tale da giustificare, dopo il terremoto, la decisione di ricostruirla sullo stesso luogo. Si calcola che Catania contasse circa 20.000 abitanti nel 1580 e che nel 1693 si fosse mantenuta sulla stessa cifra nonostante diverse carestie e pestilenze.


 (Continua)

Il Tecnico Di Carlo prenota un viaggio a Lourdes

salvo60ct | 23 Aprile, 2006 17:31

Il tecnico Di Carlo sembra demoralizzato dopo la sconfitta contro il Bologna: (Continua)

Tesseramento

salvo60ct | 23 Aprile, 2006 15:09

E' iniziato il tesseramento all'Inter Club Novara Neroazzurra per la stagione 2004/2005. Il costo dell'iscrizione è di 15¤. L'iscrizione vale per tutto il campionato e da diritto ai seguenti vantaggi:

- Possibilità di acquistare i biglietti presso il nostro club delle partite del Catania.

Triestina: aumento di capitale, salva la societa`

salvo60ct | 23 Aprile, 2006 13:48

Si e` risolta lunedi` con una buona notizia la crisi societaria della Triestina: sottoscritto l`aumento di capitale.  (Continua)
 
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