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ANALISI INIZIALE DEL PROBLEMA ADDOTTI DI CORRADO MALANGA

UFO e misteri — Inviato da polveredistelle @ 11:01

ANALISI INIZIALE DEL PROBLEMA ADDOTTI
Gli addotti si presentano con la sindrome che ho già definito con
l’acronimo SDA ed il compito di chi si
occupa di loro è costituito da una serie di obiettivi da raggiungere:
· Stabilizzare psichicamente l’addotto.
· Fargli analizzare i suoi ricordi virtuali.
· Fargli ricordare ciò che apparentemente non è presente nel suo
cervello,
ma che fa invece parte di
un suo reale vissuto.
· Insegnargli a distinguere la Mappa dal Territorio.
· Fornirgli gli strumenti per capire perché l’abduction accade.
· Fornirgli gli strumenti per difendersi.
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Il compito è assolutamente ambizioso, ma la strada è praticabile per chi
conosce bene il funzionamento del
cervello-computer.
Le tecniche di PNL che ho elaborato sono strutturalmente semplici e sono
state perfezionate nel corso delle
indagini svolte in un arco di circa diciassette anni.
I risultati sono eclatanti e molto incoraggianti e varrebbe la pena che,
anche a livello psicologico, fossero
presi in considerazione dagli addetti al settore, che oggi appaiono
decisamente sprovveduti riguardo alle
tecniche qui descritte.
Le procedure da me utilizzate possono essere totalmente esenti da
pratiche
di natura ipnotica “in senso
lato”. Dico “in senso lato”, perché bisogna tener conto del fatto che,
almeno nella maggior parte dei casi,
pure quando andiamo al cinema siamo sotto ipnosi, anche se in modo non
profondo.
Quando instauriamo un rapporto con qualcuno che si è rivolto a noi per
capire se è addotto oppure no,
dobbiamo subito stabilire le regole del rapporto.
Chi conduce sedute di PNL è, e dev’essere, quello che comanda, in un
rapporto in cui le parti sono chiare:
chi comanda è l’operatore!
Il comando viene, però, sancito attraverso il cosiddetto rapport, come
dicono gli anglosassoni, attraverso
precise analisi comportamentali.
In questa prima fase è “come ci si muove” a garantire il successo
dell’operazione.
Il movimento del nostro corpo viene infatti letto in backgrond
dall’inconscio di chi ci sta davanti, il quale
reinterpreta in senso archetipico, tutti i segnali che noi gli mandiamo
(output per noi, input per lui). Se siamo
disonesti con lui e vogliamo fargli credere che noi siamo bravi a
risolvergli i problemi, mentre in realtà il
nostro inconscio sa perfettamente che non saremo all’altezza di compiere
il miracolo, il nostro corpo darà
segni dissonanti con il significato delle nostre parole. Il soggetto
davanti a noi capirà, inconsciamente, che
non siamo all’altezza e, sempre inconsciamente, non ci cederà mai lo
scettro del comando.
La conseguenza è che il rapporto con l’addotto dev’essere basato
sull’onestà: non è assolutamente
possibile ingannarlo.
Il cosciente può essere abbindolato, ma non certamente l’Inconscio, il
Super Io dell’addotto. Se si tentasse di
ingannarlo, non sarebbe possibile instaurare quel rapporto profondo che
è
assolutamente necessario,
invece, per ottenere l’ipnosi.
Dunque, per dirla con le parole dei massimi esperti di ipnologia, non
esiste una persona che non si può
ipnotizzare, ma esiste un cattivo ipnologo. Il cattivo ipnologo è colui
che non è capace di instaurare il corretto
rapporto con la persona da esaminare.
Si comprende che le precedenti affermazioni fanno crollare il
pregiudizio
popolare che vede l’ipnosi come
uno strumento di prevaricazione: non si può prevaricare nessuno, se
questi, nel suo intimo, non vuol essere
prevaricato.
Che l’ipnosi sia qualcosa di estremamente invasivo è totalmente falso,
poiché l’invasività è correlata alla
volontà del soggetto da esaminare e non a quella di chi opera su di lui.
ALLA RICERCA DELL’ÀNCORA GIUSTA




Dr. Corrado Malanga


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