01 Giugno, 2009 09:03
Il sei e sette giugno si sceglie il futuro di Firenze!
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Ogni cinque anni ci riempiamo la testa dei soliti luoghi comuni. Una tiritera di mesi con presentazione di liste e di personaggi con ognuno che propone la panacea dei problemi irrisolti della nostra Città. Così è stato e così sempre sarà. Anche la competizione elettorale in corso ha viaggiato sui soliti binari (nessun riferimento a tramvia e tav) ed in questi giorni vedremo la discesa in campo dei Big della politica italiana. Ognuno di loro proporrà l'impossibile; ognuno di loro dichiarerà le sue scelte vincenti per una Firenze migliore. Una ragione di più per scegliere Matteo Renzi con il suo profilo basso di cittadino che percorre le strade e le piazze in bicicletta e che cerca il contatto diretto con le "persone". Si, le persone, perchè la città è fatta di carne, di teste e di gambe. Sono le persone che devono riappropriarsi della volontà del cambiamento rifiutando il motto che "nulla cambia" perchè la politica è sporca come coloro che la fanno! Io non sono di questa fatta e nel momento in cui mi sono trovato in mezzo al dilemma, che tutti dovrebbero sentire proprio, del "cosa fare per questa città"? sono sceso in campo con tutto il mio entusiasmo di persona che nonostante l'età e le tante disillusioni della politica non si vuole arrendere. Non arrendiamoci davanti alle difficoltà ma battiamoci per noi stessi e per quanto ci circonda! Matteo ha fatto un programma di "100 punti"...tanti, pochi? Nè gli uni nè gli altri, ha solo evidenziato 100 necessità impellenti, 100 priorità da affrontare una al giorno per programmarne lo sviluppo. In questa ottica sono a chiedere il sostegno di tutti coloro che mi conoscono ma anche di coloro che leggendo i miei scritti si identificano negli stessi ideali. Non ho fatto promesse e non ne farò perchè il mio modo di esistere si identifica con le cose programmate e realizzate...quelle cose che si possono vedere e toccare.
23 Maggio, 2009 10:53
Meno di due settimane al voto, corsa contro il tempo per guadagnare la pole position!
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Inizia la corsa finale, quella per guadagnare le posizioni migliori ed invogliare gli elettori a scelte di "preferenza" che garantisca una poltrona in Palazzo Vecchio. I concorrenti a Sindaco tirano fuori dal cappello ogni giorno un coniglietto diverso e sui media si rinnova quella lotteria identificata negli esiti delle proiezioni. Forbici larghe, dai quattro ai sei punti, che vedono chi è rimasto attardato sgomitare in ogni modo per guadagnare evidenza e considerazione. Anche io ho fatto e faccio la mia campagna e lo faccio con i mezzi che quale "committente responsabile" di me stesso mi sono messo a disposizione. Mezzi economicamente poveri che non hanno grande visibilità: non manifesti affissi, niente dibattiti televisivi, manifestini dati direttamente a mano, santini che promuovono il mio nome, qualche pizza, due serate presso i Circoli e negli ultimi giorni della campagna uno spot ripetuto da Lady Radio. Ho scelto quanto era e resta nelle mie possibilità: facebook, la posta elettronica, il mio sito, l'affetto di molti amici che si sono messi a disposizione facendo da passa parola con un tam tam consistente. Se avrò molte preferenze, e comunque sufficienti per arrivare in Palazzo Vecchio, avrà vinto ancora una volta quel senso di serietà che pervade la maggior parte dei cittadini, quell'oculatezza che ci permette oggi di sperare nel superamento della crisi per ritrovare la tranquillità degli anni migliori. Non ho fatto alcuna promessa nella mia campagna elettorale, non sarebbe stato serio farle. Ho scelto Matteo Renzi ed i suoi 100 punti per Firenze e tanto mi basta. 100 punti sono tantissimi e solo in parte potranno essere messi in orbita in un tempo breve, per gli altri dovrà provvedere una programmazione oculata che ci permetta nell'ambito della legislazione di non deludere le attese. Sono persona atipica della politica che per la prima volta, su richiesta di Matteo Renzi, a 66 anni si mette in gioco con un bagaglio di esperienze che hanno toccato tutti i maggiori punti di impegno sociale, lavorativo, culturale, sportivo ma soprattutto di semplice ed attento cittadino (su www.ugoercoli.it potrete visualizzare il mio presente ed il tanto passato).Firenze è una città difficile dove spesso il personale prende il sopravvento su una cultura del vivere comune. Città di bottegai o di grandi griffe? Città che guarda solo al passato o che vede nel futuro possibilità di grande sviluppo? Città che si guarda allo specchio o che mette la ricerca e la futuribilità al centro dei progetti? Città che guarda solo al suo centro storico o che pareggia i conti con il passato guardando ai borghi ed alle sue periferie? Questi alcuni grandi temi che ci coinvolgeranno e che potranno essere affrontati solo se i cittadini si riapproprieranno di una grande passione, quella per la politica; non la politica che crea posti di lavoro per coloro che la curano ma quella che ha idealità e qualità per la soluzione dei grandi progetti. Tutti noi che siamo nati a Firenze o che ci siamo venuti a vivere battiamoci perchè per Firenze Capitale riconosciuta del rinascimento si crei una legge speciale che abbia per sponsor non solo l'Europa ma l'intera Organizzazione delle Nazioni Unite.
15 Aprile, 2009 14:32
Al voto...al voto...ed io che faccio?
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13 Febbraio, 2009 14:03
24 Settembre, 2007 08:36
L’Italia e il fermento della politica.
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Da tempo l’ingovernabile Italia, quella che Berlusconi ha lasciato orfana ed insoddisfatta nelle mani di Prodi, è alla ricerca del tempo perduto. Siamo un paese allo sfascio, una grande dama dove le pedine impazzite saltabeccano dal chiaro allo scuro alla ricerca della quadratura di un cerchio impossibile da individuare. Tanti offrono la loro medicina in un montare di anarchia che non promette niente di buono.
La gente è stanca; stanca di promesse, stanca di vedere inespresse le proprie idealità, stanca di Parlamentari, Dirigenti, Sindacalisti, Vip e meno Vip con portaborse al seguito che niente fanno per rendere una speranza di futuro ai nostri giovani, ai precari, ai pensionati, a chi deve fare i conti della spesa tutti i giorni. E’ tutto un rincorrersi di “nulla”; quel “nulla” che inevitabilmente ci farà cadere nel pozzo senza fine della NON POLITICA e della rivolta.
La “politica”, questa è la parola magica che con idealità nuove dovrebbe risolvere il problema Italia! Ma quale politica? Quella dei Girotondi di un recente passato, quella delle Bandiere Arcobaleno, o quella dei Circoli della Brambilla? Quella del Nascente Partito Democratico o quella di un nuovo Berlusconismo di cui tutti parlano ma che in alcun modo ci viene riproposto? O vogliamo prendere ad esempio quanto ci viene propinato tutti i giorni dai resoconti della Padania, da Calderoli e da Borghezio?
Mi guardo intorno e vedo che tutto quello e tutti quelli che dovrebbero governare questo paese altri non sono che professionisti della politica: funzionari nati nei partiti e dalle rivolte giovanili, sindacalisti dal luminoso passato, ex comunisti e democristiani che vanno a braccetto e che oggi si sentono in dovere di riconsacrare quanto distrutto meno di 15 anni fa! Chissà come se la ride Bettino Craxi cui oggi si vogliono dedicare strade e piazza dopo averLo identificato quale novello Belzebù.
Si parla di costi della politica! E’ letteralmente vergognoso. Vergognoso come parlare di “tesoretti” ogniqualvolta si vuol far credere agli italiani che il nostro paese ha ritrovato la giusta strada. Il Portogallo e la Grecia, per non parlare della Spagna che oramai ci sovrasta in molti campi, ci portano via Turisti e commesse industriali…e noi stiamo a parlare di “lavavetri”! Ci ostiniamo a mantenere il nostro ordinamento senza capire che siamo superati in tutti i settori e primo fra tutti in quello della politica, delle scelte determinanti a coniugare il futuro. Abbiamo bruciato tutto il possibile (e non mi riferisco certo ai boschi), ci impoveriamo arricchendo costantemente i nostri partner Europei e non solo ma nonostante questo non scegliamo. Non scegliamo per il ponte sullo Stretto, non per la tirrenica e tantomeno per il valico dell’Appennino, della TAV non sappiamo che farcene. Non riapriamo le centrali nucleari e i cosiddetti ambientalisti vanificano anche l’eolico. In compenso antichi territori destinati alla produzione agricola diventano CAMPI RACCOGLITORI DI CALORE! Ettari ed ettari di specchi per creare energia che risolva il problema per poche centinaia di persone!.
Dopo decine di anni di ammassi sui frumenti ci ritroviamo pane e pasta con costi che lievitano (questa è proprio la parola giusta) alle stelle. Aumenta il grano del 30%? Il pane segue una simile strada. Ma quanto grano entra a comporre 1 kg di pasta? E chi dovrebbe controllare?
Ma ecco che spunta il salvatore: BEPPE GRILLO ed il suo popolo di Vaffa…! Populismo o Qualunquismo? Peggio…risento un mormorio soffuso che piano piano entra nello spirito della gente, quasi un ARMATEVI E PARTITE di antica memoria. Attenzione però perché non sarà certo un “Grillo parlante” (pseudonimo da me usato ancora oggi per articoli giornalistici di critica sportiva e sui vari Forum arcieristici) a guidare l’Italia nuova che dovrà nascere secondo i suoi suggerimenti. Già vedo la marea montante di tutti i politici di vecchia scuola che cercano di cavalcare quella del popolo dei “vaffa…”.
Siamo alla frutta, quale futuro il nostro? Se prevarrà il sistema Prodiano di rendere tutto facile facendo sempre buon viso a cattivo gioco (…tutto va ben madama la Marchesa…) accompagnato dal qualunquismo imperante le speranze saranno morte sul nascere.
…E dopo? Il buio, l’anarchia, la possibile dittatura da parte di chi arriverà per primo! In questo caso ognuno pianga se stesso perché tutti saremo colpevoli.
21 Marzo, 2007 11:24
La serenità dell'amicizia
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04 Gennaio, 2007 10:26
Saddam è morto... viva Saddam
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Il tribunale Iracheno si è pronunciato sentenziandone la fine per impiccagione, forse sentenza giusta secondo le loro leggi. L’Europa ed il mondo occidentale si sono meravigliati e dichiarati offesi sia per la sentenza che per la velocità nel volerla eseguire. Tutti hanno gridato allo scandalo nel visionare le immagini degli ultimi istanti della vita di Saddam…quel cappio gigantesco che andrà a stringerne il collo fino a romperglielo rimarrà impresso nella mente di tutti per sempre. Quanta ipocrisia nel constatare che a uno dei più sanguinari despoti del secolo scorso hanno tolto la vita nello stesso modo in cui lui la tolse a tanti sudditi…e quanta volontà di ribellione quelle immagini hanno scatenato nelle tribù Sunnite che non mancheranno di scatenare nuove rivolte e tanti tantissimi altri lutti. Oggi e presto la politica riprenderà il sopravvento ed il povero Iraq vedrà gli Sciti oppressi per tantissimi anni alla riscossa ed i Curdi alla ricerca di una nuova dimensione che li renda finalmente liberi sia dalle mire Irachene che da quelle Turche.
La politica Italiana, soprattutto certi politici, hanno voluto accostare la morte di Saddam a quella del Duce, di Benito Mussolini! Che squallore, che povertà intellettuale in questi rappresentanti del popolo. Quale può essere il termine di paragone…quale il contesto territoriale…quale quello storico? Forse solo un filo unisce questi due tragici eventi: quello della guerra civile che vide protagonista silenziosa l’Italia degli anni tra il 45 e 50…quell’Italia di cui ancora oggi non si conosce e non si riconosce la storia.
Per Saddam, tra 50 anni, si leggeranno storie diverse, scritte dalla faziosità delle parti (in questo nessuna differenza sull’eccidio che portò a Piazzale Loreto) e dalla fantasia che trasforma nel tempo il ricordo delle cose reali in quelle desiderate! Si parlerà di un Saddam che incontra la morte con in mano il Corano e che a volto scoperto sfida i propri carnefici incappucciati. Questo scriveranno gli storici Iracheni, questo sarà quanto in tutto il mondo arabo ricollegherà la storia di oggi a quella futura. Sarà un rinfocolare di odio verso l’America e l’Occidente dove la religione farà , come sempre, la parte del leone!
Che Dio ci illumini ci aiuti tutti in questo triste momento! Quel Dio in cui moltissimi si riconoscono indipendentemente dalle proprie origini. Che il Dio di tutti ci eviti nuove “crociate” e che non si dia a Saddam l’ultima parola: quella della perpretazione eterna dell’odio e della guerra, perché queste due parole “odio e guerra eterna” sono il messaggio lanciato dal patibolo dal Dittatore! Il terreno seminato con queste due tragiche parole resterà fertile perché troppo diversi sono i nostri mondi, troppo distanti gli interessi degli uni e degli altri, troppa la differenza tra ricchi e poveri.
L’Italia in questo scontro di interessi e religioni è crocevia tra i più impegnati. Saper dirimere le tensioni, trovare i giusti equilibri interni con un popolo Islamico che sempre più fa parte del nostro tessuto sociale dovrà essere impegno primario per politici e cittadini. La nostra è sempre più una società multirazziale e si sa che senza intelligenza e rispetto mai si potranno coniugare scelte ed aspirazioni diverse. La nostra apertura mentale, ma anche la nostra malcelata politica strumentale, mal si addicono alla soluzione del problema. Forse il massimo scoglio è quello di un latente razzismo, latente si ma che affiora sempre più nelle nostre case e nelle piazze. Se esso prevarrà Saddam avrà vinto la sua scommessa e vivrà!





