Da ieri Oriana Fallaci riposa nel cimitero multirazziale degli Allori sulla strada per il Galluzzo. Con sè ha portato i suoi sentimenti contrastanti e contrastati di una vita tutta dedita al giornalismo ed a scrivere cose importanti con libri che, come Lei, hanno fatto il giro del mondo. Per sua espressa volontà ha vissuto gli ultimi giorni della sua vita in quella Firenze faziosa, un po’ Ghibellina ed in parte Guelfa, che mai ha saputo degnamente onorare e rappresentare i suoi “Grandi” fossero loro i Dante Alighieri o i Giovanni Spadolini.

Oriana ha conosciuto il mondo come pochi altri a cavallo di questi due secoli. Da lei le più vere e forti testimonianze saltando dal Vietnam a Tienammen, dal Papa a Gheddafi, dalle torri gemelle al terrorismo più dispotico e fazioso quale quello religioso. Mai un tentennamento nella sua vita, mai un ripensamento dal momento in cui giovanissima entrava a Firenze come Partigiana e si affacciava a quel Ponte Vecchio tanto amato e tanto lontano nel suo lungo peregrinare nelle periferie del mondo.

Oriana Fallaci icona della nostra gioventù, ma ancora di più punto di riferimento per quegli Italiani che come me oramai cavalcano la sessantina tra ricordi e rimpianti, cose fatte e da fare. Lei non amava il politichese, non le false espressioni religiose, non il votare la propria vita legandola ai fatti comuni o, peggio, quelli ritenuti tali. Lei, dichiarata destrorza, annullata dalla conoscenza critica di una certa sinistra…lei che mai si è fatta strumentalizzare da alcuno andando sempre controcorrente ed alla ricerca della verità.

Oggi tutti ne incensano il passato! Oggi tutti ne rimpiangono la presenza! Ma Firenze ed il Suo governo dove erano quando da sola si batteva per valori importanti? Dove erano quando la “Fiorentina”, la Giornalista per eccellenza, colei che riempiva le pagine di 35 quotidiani tra i più letti del mondo sperava che Firenze finalmente si accorgesse del suo vivere e della sua voglia di “Firenze”?

Oriana non è più e le pagine dei giornali si sono miracolosamente riempite…tutti vantano la loro conoscenza con la “Giornalista per eccellenza”, tutti hanno aneddoti da raccontare riempiendosi la bocca!

Firenze becera, provinciale, amata più della sua stessa vita, così tanto da tornarci quando oramai la campanella dell’ultima ora era suonata.

Andandosene ha tolto di imbarazzo tutti coloro che oggi tendono ad andare a braccetto con il terrorismo, quel terrorismo senza reale religione che insanguina il mondo e che rende la vita impossibile ma anche di coloro che si sono resi Paladini dei vari Social Forum e che parlano di Immigrazione come se il problema non ci toccasse.

Da Lei l’insegnamento a non seguire il compromesso scambiandolo con la bella vita. Da Lei l’insegnamento affinché il giornalismo scritto torni ad essere un qualche cosa di diverso da quello parlato o peggio urlato nei salotti buoni della tv. Una lezione di vita che viene dalla morte…un “Fiorino d’oro” strameritato e mai avuto, una condanna silenziosa che piomba sulla nostra Città e su chi ci governa.