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<title>Il Codice Gargantua e coccodè</title> 
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<copyright>Copyright (c) oldrim</copyright> 
  
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 <title>&amp;#8220;Il Codice Gargantua&amp;#8221;, capitolo 5</title> 
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 <modified>2006-07-27T14:50:32+0200</modified> 
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 <summary type="text/plain">  Qui il capitolo 5 de &amp;#8220; Il Codice Gargantua &amp;#8221;.  &amp;#8220;

  5.   

   Il  Codice   Gargantua     

     

 L&amp;#8217;Eremo stava su di uno spuntone,
con una roccia che lo ...</summary> 
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Generale 
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 &lt;b&gt;&lt;font size=&quot;5&quot;&gt;Qui il capitolo 5 de &amp;#8220;&lt;i&gt;Il Codice Gargantua&lt;/i&gt;&amp;#8221;.&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&amp;#8220;

&lt;p align=&quot;center&quot; style=&quot;text-align: center;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &quot;Bodoni MT&quot;;&quot;&quot;&quot;&gt;5.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot; style=&quot;text-align: center;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &quot;Bodoni MT&quot;;&quot;&quot;&quot;&gt;Il &lt;i&gt;Codice&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Gargantua&lt;/i&gt;&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot; style=&quot;text-align: center;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;L&amp;#8217;Eremo stava su di uno spuntone,
con una roccia che lo proteggeva, al cui riparo un platano immenso ed
altissimo, dalla cima seccata, una quercia ed un faggio crescevano rigogliosi.
Esso dava verso l&amp;#8217;Ovest, verso l&amp;#8217;Oceano infinito del Tramonto. Era una capanna
di tronchi con gli spigoli di pietra calcare viva, bellissima e spugnosa. I
tronchi era risplendenti, ed il tetto, di paglia, con &lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;i&gt;chugi&lt;/i&gt;
e &lt;i&gt;mitsuogi&lt;/i&gt;, era di una paglia che
risuonava dolcissima e tenue al vento che la cullava. &lt;st1 productid=&quot;la Porta&quot;&gt;La Porta&lt;/st1&gt; era di legno antico e maestoso,
con delle borchie di bronzo vetusto e nobile, che la impreziosivano bellamente.
Aquila entrò. Lo attendeva Gargantua, che lo salutò con felicità ed allegria.
L&amp;#8217;interno era spoglio, quasi monastico. Un letto, un bagno in una zona ricavata
laterale, in uno spigolo, un tavolo, una sedia, una libreria, una dispensa. Si
mangiava soltanto pan di via o pan degli angeli. La dispensa era ricolma di pan
di via. Se si apriva la dispensa, si sarebbe visto soltanto un vaso, un &lt;i&gt;Graal&lt;/i&gt;, che riforniva di pan di via senza
che mai ne mancasse. Bastava semplicemente aprire. C&amp;#8217;era un solo ornamento: un
dipinto su di una parete.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Accomodato su di una sedia musicale, Aquila iniziò ad
interloquire col suo vecchio amico Gargantua. Quanto a quest&amp;#8217;ultimo, si alzò ed
offrì ad Aquila il pan di via, nel contempo mostrandogli il Graal. &amp;#8220;Qui si
trova il &lt;i&gt;Graal&lt;/i&gt; che tanti cercarono
sin trovarlo. Ma qui pur venne Parsifal, che &lt;i&gt;lo trovò&lt;/i&gt;. Sta qui, all&amp;#8217;Estremo Ovest del mondo. Un gran cavaliere
davvero fu Parsifal, come più non s&amp;#8217;en videro da tempo&amp;#8221;. &amp;#8220;Il &lt;i&gt;Graal&lt;/i&gt; dà pure la conoscenza del futuro&amp;#8221;.
&amp;#8220;Sì&amp;#8221; disse Gargantua. &amp;#8220;Vengo da parte di Pantagruele&amp;#8221;. &amp;#8220;Come sta il vecchio giovane
figliolo?&amp;#8221;. &amp;#8220;E&amp;#8217; ormai un gran saggio, ben lontani sono i tempi nei quali era un
demonietto che tormentava gli assetati, quando, con le sue &amp;#8216;loffie&amp;#8217; di una
volta, era in grado di uccidere ben
29843987430924274233200040938389438938904794097532809320327324282042508985320504758926726309788,972598321759275013757280570
persone!&amp;#8221;. Gargantua non poté fare a meno di ridere, pensando a quando quel
gigante era un tenero neonato, grande non più di una vacca, così minuscolo (per
lui, ovviamente&amp;#8230;!). &amp;#8220;E&amp;#8217; grande, ormai, ed è un grande ormai&amp;#8221; aggiunse Aquila.
&amp;#8220;Dove si trova&amp;#8221; chiese l&amp;#8217;augusto genitore, interessato, come tutti i bravi
padri, delle vicissitudini dell&amp;#8217;amato figliolo. &amp;#8220;Sta sullo scoglio di Rockall,
l&amp;#8217;ultimo lembo di &lt;i&gt;Hé-Bresail&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Breasil&lt;/i&gt;, l&amp;#8217;ultimo lembo di Friesland ed
Estotiland, l&amp;#8217;ultimo lembo della Tradizione Occidentale &lt;i&gt;vera&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;non&lt;/b&gt; quella che si
è inventata l&amp;#8217;Istituto per l&amp;#8217;Esportazione della Pallacorda. Il resto è
affondato&amp;#8221;. &amp;#8220;Non sono buone nuove&amp;#8221;. &amp;#8220;Purtroppo, le altre che ho da comunicarti
sono anche peggio&amp;#8221; continuò Aquila. &amp;#8220;Per lo meno il Piccolo si è costruito un
buon rifugio?&amp;#8221;. &amp;#8220;Splendido, direi, o Gargantua, degno d&amp;#8217;un Piccolo Re, un &lt;i&gt;Regulus&lt;/i&gt;, in esilio. Un rifugio
antimoniale contro il mondo antinomiale. E&amp;#8217; un piccolo castello, un maniero
piccino, però assai carino, coperto da una speciale pellicola contro le
barrenti onde selvagge dell&amp;#8217;Atlantico, Oceano del selvaggio Nettuno, mai
quieto, mai domo, e nelle cui viscere si agitano come serpi maligne, come
piovre tentacolari, come calamari d&amp;#8217;orrore, i demoni dell&amp;#8217;Atlantide. Puoi
dunque dirmi tutto quel che reputi necessario possa servire a Pantagruele, ben
sapendo che ormai è un saggio e si è preparato al peggio. Tieni conto che, se
ha dovuto rifugiarsi in un lembo tanto inospitale, questo la dice lunga su come
stanno davvero le cose laggiù, nel mondo di polvere inquinata. E ne so qualcosa
ben io, che vivevo in una catapecchia di lamiera!&amp;#8221;. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Bene, vecchio amico Aquila. Come potrai notare, questa
capanna è spoglia ed umile, sebbene assai armoniosa&amp;#8221;. &amp;#8220;La roccia qui fuori è
splendida, Gargantua&amp;#8221;. &amp;#8220;E&amp;#8217; vero. Ma potrai notare quel dipinto, l&amp;#8217;unico reale
ornamento di questa capanna. Si tratta del pannello centrale del trittico di
Hieronymus Bosch intitolato &lt;i&gt;I Re Magi&lt;/i&gt;.
Nota il pericolante periclitante &lt;i&gt;axis mundi&lt;/i&gt;
che regge la tettoia sotto la quale sta il Bambin Gesù, e nota quel personaggio
che, all&amp;#8217;interno della capanna dal tetto di paglia, è trattenuto dall&amp;#8217;apparire
sulla scena. C&amp;#8217;è qualcuno o qualcosa che trattiene il personaggio con la
mitria, ma senza che venga fuori sangue. Nota che la pelle del personaggio è
pallida. Indica la lebbra. Ora, e puoi dirlo a Pantagruele, che vuol sapere del
futuro dell&amp;#8217;ultimo lembo di terra dove si è potuto rifugiare, qui, attorno a
noi, ci sono delle Isole, le Isole &lt;i&gt;Tohù-Bohù&lt;/i&gt;,
o Confuse. &lt;i&gt;Non&lt;/i&gt; si tratta di
quell&amp;#8217;isoletta che puoi vedere dove sono stati fatti rifugiare Ulisse e Diomede
perché si purifichino. Le Confuse sono assai più lontano e non puoi vederle ad
occhio nudo. Inoltre, non ci si può andare per nave da qui, ma invece soltanto
se dalla Terra &amp;#8216;normale&amp;#8217; ti dirigi qui, non viceversa. Ciò è dovuto al corso
del vento, alla sua orientazione &lt;i&gt;fissa&lt;/i&gt;.
Per poterci andare, alle Confuse intendo, partendo da qui, ci si può andare
soltanto passando per il &lt;i&gt;mundus&lt;/i&gt;, per
il &lt;i&gt;mundus&lt;/i&gt; &lt;i&gt;subterraneus&lt;/i&gt;&amp;#8221;. &amp;#8220;Brutta &amp;#8216;zona&amp;#8217;, Gargantua. Ci sono passato ma non ci
riandrei con piacere&amp;#8221;. &amp;#8220;Tranquillo, ci sono andato io. Ho, insomma e
differenza, esplorato &lt;st1 productid=&quot;la Confusa&quot;&gt;la Confusa&lt;/st1&gt;
dove si rifugiò quel personaggio rappresentato nel dipinto di Bosch. E&amp;#8217; una
capanna come quella del dipinto, solo che non c&amp;#8217;è il Bambin Gesù e, ovviamente,
nemmeno tutti quei personaggi del quadro. C&amp;#8217;è solo e soltanto la capanna con
quel personaggio dalla mitria, quell&amp;#8217;Innominato, oppure l&amp;#8217;Oscuro Gemello, il
Novello Caino, il Figlio della Maddalena o anche Maddaleniano, oppure lo
Zingaro Bacchettone. Qualcuno lo chiama &lt;i&gt;Metteya&lt;/i&gt;
o &lt;i&gt;Metteo&lt;/i&gt;&amp;#8221;. &amp;#8220;Matteo, vuoi dire&amp;#8221;
interloquì Aquila. &amp;#8220;No, no&amp;#8221; continuò Gargantua &amp;#8220;&lt;i&gt;Metteo&lt;/i&gt;, &lt;b&gt;non&lt;/b&gt; Matteo.
Altri ancora lo chiamano semplicemente l&amp;#8217;Innominato o il Gemello Senza Nome o
il Gemello Ignoto. Altri, ancora, lo chiamano il Figlio Gemello del Gemello
Pavone (&lt;i&gt;Tawm&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Taws&lt;/i&gt;&amp;#8221;. &amp;#8220;Gemello Ignoto&amp;#8230;? Forse vuoi parli del Milite Ignoto&amp;#8230;?!
Troppi &amp;#8216;gemelli&amp;#8217; per i miei gusti, gemelli di gemelli o quadrimelli. Cioè, se
due sono i gemelli, se uno è figlio gemello di un gemello, allora sono &lt;i&gt;tre&lt;/i&gt; i gemelli! E, se uno è figlio di un
gemello, gemello col padre, &amp;#8230; allora è un &lt;i&gt;clone&lt;/i&gt;!
Tutto è assurdo&amp;#8221;. &amp;#8220;Non importa, l&amp;#8217;assurdo è spesso la maschera della Verità nel
mondo del Perenne Carnevale&amp;#8221; rispose Gargantua. &amp;#8220;Il punto&amp;#8221; continuò &amp;#8220;è che non
solo lui non c&amp;#8217;è più, ma nemmeno la capanna!&amp;#8221;. &amp;#8220;Ah!&amp;#8221; disse Aquila. &amp;#8220;Che fine ha
fatto la capanna, che, mi sembra, voi chiamate in un certo modo&amp;#8221;. &amp;#8220;La chiamiamo
&lt;i&gt;Das Kleine Tempelhof&lt;/i&gt;. Quanto a dove
sia ora, non è chiaro. Parlando con qualche strano &amp;#8216;&lt;i&gt;cagot&lt;/i&gt;&amp;#8217; dalle dita palmate che abita in quell&amp;#8217;isola dimenticata da
Dio, quell&amp;#8217; &amp;#8216;Isola Misteriosa&amp;#8217; del Pacifico, quel Tabor, quel Maria-Theresa
Reef, quell&amp;#8217;Isola &amp;#8216;Moreau&amp;#8217;, al quale si accede per mezzo del &lt;i&gt;mundus&lt;/i&gt;, pare che stiano trasferendo &lt;i&gt;Das&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Kleine&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;Hof&lt;/i&gt; sulla Terra da cui provieni&amp;#8221;.
&amp;#8220;Tutto ciò non potrà certo far piacere a Pantagruele, mio caro Gargantua!&amp;#8221;. &amp;#8220;Ne
sono ben consapevole. Digli che rafforzi quell&amp;#8217;unico misero scoglio sul quale
si è rifugiato, e che si prepari! Qual è la bandiera sul piccolo maniero &lt;i&gt;à &lt;/i&gt;&lt;st1 productid=&quot;la Tin Tin&quot;&gt;&lt;st1 productid=&quot;la Tin&quot;&gt;&lt;i&gt;la&lt;/i&gt; Tin&lt;/st1&gt;
 Tin&lt;/st1&gt; dove si trova il buon vecchio giovane?&amp;#8221;. &amp;#8220;E&amp;#8217; il Vessillo
di Arpocrate&amp;#8221;. &amp;#8220;&lt;i&gt;Non&lt;/i&gt; &lt;i&gt;sufficit&lt;/i&gt;&amp;#8221; disse Gargantua che aggiunse:
&amp;#8220;E&amp;#8217; forse bene che lo ammaini. Non è più in armonia col tempo nuovo che si
annuncia, anzi che già è iniziato&amp;#8221;. &amp;#8220;Vuoi forse dire che si dovrebbe
sostituirlo?&amp;#8221; chiese Aquila. Gargantua rispose: &amp;#8220;Di questo parleremo un&amp;#8217;altra
volta&amp;#8221;. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;I due sorbirono un pasto lucido di pan di via ed idromele
frizzante cantante luminosa risplendente, nell&amp;#8217;aria ricolma di pace celeste,
con un leggero zefiro costante nel cielo blu chiaro.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Aquila salutò con calore Gargantua dopo avergli chiesto se
poteva usare la sua scrivania per scrivere due righe, che spiegavano più o meno
il &amp;#8220;succo&amp;#8221; di quanto da lui dettogli. Si trattava di una &lt;i&gt;Missiva&lt;/i&gt; intitolata &lt;b&gt;&lt;i&gt;Il Codice Gargantua&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;. Avrebbe
consegnato &lt;st1 productid=&quot;la Missiva&quot;&gt;la &lt;i&gt;Missiva&lt;/i&gt;&lt;/st1&gt;, per mezzo dell&amp;#8217;uovo igneo, a Guerrin,
che l&amp;#8217;avrebbe portata a Pantagruele.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Subito dopo partì con l&amp;#8217;uovo igneo che lo portò istantaneamente
intorno all&amp;#8217;isola Inarime. Lontano da essa un vascello fatato si muoveva
leggero: c&amp;#8217;era Guerrin. A lui Aquila consegnò &lt;st1 productid=&quot;la Missiva&quot;&gt;la &lt;i&gt;Missiva&lt;/i&gt;&lt;/st1&gt;
dal cielo, senza quindi atterrare sul vascello, e salutando Guerrin con la
mano. Guerrin rispose semplicemente facendo altrettanto. Era tutto. Fra di loro,
come si è detto sin dall&amp;#8217;inizio, non è che ci si sprecasse in parole od atti.
Gli gettò dall&amp;#8217;alto anche un po&amp;#8217; di pantagruelina. Pregò Guerrin di donarla a
Ki no Tsurayaki, la cui sorte sarebbe stata profondamente mitigata, perché la
virtù della pantagruelina è un certo disprezzo per i capricci della fortuna..&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Allora, Pantagruele lesse con attenzione &lt;i&gt;Il Codice Gargantua&lt;/i&gt;. Dopo averlo letto e
dopo aver riflettuto a lungo sul significato di quelle poche ma significative
righe, decise di ammainare, definitivamente, il Vessillo di Arpocrate.&lt;o /&gt;&lt;/p&gt; 
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 <id>tag:blog.azpoint.net,2006-07-27:8107</id>
 <title>&amp;#8220;Il Codice Gargantua&amp;#8221;, capitolo 3</title> 
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 <modified>2006-07-27T14:44:41+0200</modified> 
 <issued>2006-07-27T14:44:41+0200</issued> 
 <created>2006-07-27T14:44:41+0200</created> 
 <summary type="text/plain">  Qui il Terzo Capitolo de &amp;#8220; Il Codice   Gargantua &amp;#8221;.   &amp;#8220;Il Codice Gargantua&amp;#8221;, capitolo 3   ---------  

   3.   

   Lo Scoglio    

     

 Salirono, infine, ...</summary> 
 <author> 
  
 <name>oldrim</name> 
 <url>http://blog.azpoint.net/blog/il_codice_gargantua_e_coccode</url> 
</author> 
<dc:subject>
Generale 
</dc:subject> 
 <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://blog.azpoint.net/blog/il_codice_gargantua_e_coccode"> 
 &lt;b&gt;&lt;font size=&quot;5&quot;&gt;Qui il Terzo Capitolo de &amp;#8220;&lt;i&gt;Il Codice&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Gargantua&lt;/i&gt;&amp;#8221;.&lt;/font&gt;&lt;/b&gt;&lt;p&gt;&amp;#8220;Il Codice Gargantua&amp;#8221;, capitolo 3&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;---------&lt;/p&gt;&lt;p&gt;

&lt;/p&gt;&lt;p align=&quot;center&quot; style=&quot;text-align: center;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &quot;Bodoni MT&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;3.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot; style=&quot;text-align: center;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 14pt; font-family: &quot;Bodoni MT&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;Lo Scoglio&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p align=&quot;center&quot; style=&quot;text-align: center;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Salirono, infine, sullo scoglio
di Pantagruele, Rockall. Lo scoglio era l&amp;#8217;ultimo rimasuglio di &lt;i&gt;Bresail&lt;/i&gt; e delle terre scoperte, ma mai
più ritrovate, da Niccolò Zeno: si tratta dell&amp;#8217;ultimo lembo di Friesland ed
Estotiland. Zeno parlò anche di una terra che tuttora esiste: Islant, cioè
l&amp;#8217;Islanda. Per il resto, tutto è franato e sull&amp;#8217;ultimo lembo rimanente da quei
tempi mitici vive in rorido romitaggio Pantagruele, che salutarono
sentitamente.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Partendo da sotto, una scala
intagliata nella roccia viva faceva salire i viaggiatori su di un piccolo
pianoro al centro del quale c&amp;#8217;era l&amp;#8217;abitazione di Pantagruele, accompagnato
solo da qualche servo, necessario a rendergli piacevole il soggiorno. Il
piccolissimo pianoro era fra due cime, una leggermente più alta dell&amp;#8217;altra, ma
l&amp;#8217;altezza massima sarà stata di 28-&lt;st1 productid=&quot;30 metri&quot;&gt;30
 metri&lt;/st1&gt;. Nei tempestosi inverni atlantici spesso le onde più
alte, che talvolta superano i &lt;st1 productid=&quot;15 metri&quot;&gt;15
 metri&lt;/st1&gt; d&amp;#8217;altezza, rompendosi sullo scoglio, lo
sommergevano praticamente tutto. Ma vediamo com&amp;#8217;era fatto il rifugio. Era
costruito come solo un&amp;#8217;ala del castello di Tin Tin, solo l&amp;#8217;ala destra rispetto
a chi vede, con sopra l&amp;#8217;elegante costruzione ramata col tettuccio. Il castello
di Tin Tin è stato imitato nella zona della Loira dal castello di Cheverny&lt;a name=&quot;_ftnref1&quot; href=&quot;#_ftn1&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.
C&amp;#8217;erano delle varianti, oltre alla riduzione a meno di un terzo dell&amp;#8217;insieme,
cioè, come si è detto, all&amp;#8217;ala destra. La principale variante era il portone
d&amp;#8217;ingresso, che imitava &lt;st1 productid=&quot;la Porta&quot;&gt;la Porta&lt;/st1&gt;
d&amp;#8217;Ishtar di Babilonia come si vede nel Museo di Berlino. Inoltre, il piccolo
maniero era coperto da una speciale membrana trasparente contenente
pantagruelione, adatta contro il mare, contro la potenza delle sue onde, nonché
per proteggere la costruzione dalla salsedine. Un piccolissimo giardino,
coperto anch&amp;#8217;esso di detta membrana &amp;#8211; resistentissima, per giunta &amp;#8211; si trovava
prima della Porta d&amp;#8217;Ishtar dell&amp;#8217;entrata. Nel giardino c&amp;#8217;era una piccola quercia
d&amp;#8217;Egitto e d&amp;#8217;Arabia, detta balano, che i nostri due chiamarono balena o baleno,
&amp;#8220;In un baleno la balena del balano balenò&amp;#8221; disse Guerrin. &amp;#8220;Sozomene, autore del
IV secolo&amp;#8221; affermò Pantagruele quando gliene fu chiesta ragione &amp;#8220;scriveva,
nella sua &lt;i&gt;Historia&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Ecclesiastica&lt;/i&gt; (Libro V, cap. XXI), che
fu proprio un balano, chiamato persea, ad essere l&amp;#8217;albero di &lt;i&gt;Ermopolis&lt;/i&gt;, che s&amp;#8217;inchinò dinnanzi al
Bambin Gesù. In greco &lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: Symbol;&quot;&gt;balanoV &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;vuol dire ghianda&amp;#8221;. Prima
dell&amp;#8217;albero c&amp;#8217;era un elefante con un piccolo obelisco sopra, simile a quello
della Minerva a Roma. Sulla cima dell&amp;#8217;obelisco c&amp;#8217;era una palla d&amp;#8217;oro, un pomo
d&amp;#8217;oro, e l&amp;#8217;elefante aveva la proboscide alzata. Sull&amp;#8217;obelisco vi erano scritti
con geroglifici dei passaggi dal &lt;i&gt;Libro&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;dei&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Morti&lt;/i&gt; egizio. Sopra il piccolo castello c&amp;#8217;era un pennone con sopra
il Vessillo di Arpocrate. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;L&amp;#8217;acqua era assicurata da prese
nel mare e da desalinizzatori, oltre che da serbatoi che si riempivano
dell&amp;#8217;acqua piovana, mai veramente rara, dato il clima pienamente atlantico
dell&amp;#8217;isola. I giorni davvero belli non erano molti, perché pioveva spesso. La
statua di Nettuno si trovava sulla più alta delle due piccole cime di Rockall.
Era la riproduzione della statua della fontana di Nettuno che si trovava nella
città di Berlino prima della Seconda Guerra Mondiale. Era intesa a propiziare
il mare. Gli uccelli la sporcavano spesso, ma c&amp;#8217;erano delle pompe meccaniche
che la ripulivano, facendo cadere in mare il guano. Quest&amp;#8217;ultimo fertilizzava
il mare, che intorno era pieno di alghe, le quali a loro volta attiravano
moltissimi pesci, per cui attorno allo scoglio il mare era pescosissimo. Delle
lenze meccaniche si mettevano in moto per pescare, il resto veniva dalla
terraferma per mezzo di vascelli aereo-navali. L&amp;#8217;energia, infine, vi era
garantita da una serie di generatori ad idrogeno, che estraevano l&amp;#8217;idrogeno
dall&amp;#8217;acqua, ed intorno era tutto mare. In altri termini: non era per nulla un
problema l&amp;#8217;energia.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Nei sotterranei del piccolo
castello vi era &lt;st1 productid=&quot;la Fontana&quot;&gt;la Fontana&lt;/st1&gt;
del Tempio della Diva Bottiglia di Bacbuc. Purtroppo il Tempio, era stato situato
sulla piccola isola di Tabor di cui parlò Verne ne &lt;i&gt;L&amp;#8217;isola misteriosa&lt;/i&gt;. Si tratta in realtà del Maria-Theresa Reef,
sperduto nel Pacifico sud-orientale, lontanissima da qualsiasi rotta. Era
un&amp;#8217;isoletta di corallo, molto bassa, e, con l&amp;#8217;innalzamento del livello dei
mari, si fu costretta ad abbandonarla. Ora, però, Pantagruele, a sue spese
complete, fece trasportare &lt;st1 productid=&quot;la Fontana&quot;&gt;la Fontana&lt;/st1&gt;
contenuta nel Tempio di Bacbuc. Per accedere ai sotterranei vi era un portale
di lega di rame e berillo, con su scritto a lettere cubitali d&amp;#8217;oro: &lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &quot;Bodoni MT&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;TRINK&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;.
Prima del Portale c&amp;#8217;era la statua di Astrea. Il portale s&amp;#8217;apriva cantando in un
po&amp;#8217; di Quintessenza. Si cantava nella Lanterna con dentro &lt;st1 productid=&quot;la Quintessenza&quot;&gt;la Quintessenza&lt;/st1&gt; e il portale della
Fontana s&amp;#8217;apriva immantinente. Seguivano 108 gradini in discesa, che portavano
alla caverna dove si trovava &lt;st1 productid=&quot;la Fontana. E&quot;&gt;&lt;st1 productid=&quot;la Fontana.&quot;&gt;la Fontana.&lt;/st1&gt; E&lt;/st1&gt;&amp;#8217;
importante precisare che si accede alla Fontana solo e soltanto con &lt;st1 productid=&quot;la Lanterna. La&quot;&gt;la Lanterna. La&lt;/st1&gt; Fontana si trovava
nel centro della caverna ed era circolare. Intorno alla Fontana vi erano sette
colonne &amp;#8220;che sono pietre, attribuite ai sette pianeti del cielo dagli antichi
Caldei e Magi. Per la qual cosa, onde udire una più profonda Minerva, sulla
prima colonna di zaffiro, sopra il capitello ed eretta sulla perpendicolare a baricentro
di essa, c&amp;#8217;era, fatta di piombo raffinato e prezioso assai, l&amp;#8217;immagine di
Saturno che tiene la falce; ed egli aveva ai suoi piedi una gru d&amp;#8217;oro, smaltata
artificialmente secondo i colori naturali che si ritrovano sull&amp;#8217;uccello
saturnino. Sulla seconda colonna di giacinto, verso sinistra, c&amp;#8217;era Giove in
stagno, recante sul petto un&amp;#8217;aquila d&amp;#8217;oro smaltata come al naturale. Sulla
terza, Febo in oro purissimo, che tiene nella mano destra un gallo bianco.
Sulla quarta, in bronzo di Corinto, Marte, con, ai suoi piedi, un leone. Sulla
quinta, Venere in rame, della stessa maniera con cui Aristotele fece la statua
di Atamante (&amp;#8230;) con una colomba ai suoi piedi. Sulla sesta, Mercurio in
idrargirio fisso, malleabile ed immobile, ed ai suoi piedi una cicogna. Sulla
settima, &lt;st1 productid=&quot;la Luna&quot;&gt;la Luna&lt;/st1&gt;, in
argento, con ai suoi piedi un levriere&amp;#8221; (&lt;i&gt;Gargantua
e Pantagruele&lt;/i&gt;, Libro V, cap. XLI).&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Il giorno dopo l&amp;#8217;arrivo, dopo
aver visitato &lt;st1 productid=&quot;la Fontana&quot;&gt;la Fontana&lt;/st1&gt;
occulta, i due furono invitati a cena da Pantagruele. La sala da pranzo,
centrale, era illuminata da candele a profusione, oltre che da torce incerate.
Non vi era luce elettrica, insomma e differenza. Una lunga tavola di diaspro
arancione, coperta da una lastra grandissima d&amp;#8217;ametista, si stagliava con sopra
i candelabri di candele profumate, rilassanti. Soltanto due camerieri, più il
cuoco, in cucina, erano l&amp;#8217;unica servitù del piccolo maniero. Chiesero, seduti
comodamente su delle poltrone, perché non cucinasse lui, Pantagruele,
direttamente, ma Pantagruele rispose loro che l&amp;#8217;unica cucina cui era
interessato era quella di Geber. Poi così gli disse il Glorioso: &amp;#8220;Perché mi hai
mandato la pantagruelina che mi ha salvato nascosta in una Gallina?&amp;#8221;. E
Pantagruele: &amp;#8220;Perché &lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;la Gallina&lt;/st1&gt;
è parte della simbologia del Mercurio&amp;#8221;. &amp;#8220;Perché, però, di cioccolato?&amp;#8221; aggiunse
Guerrin. &amp;#8220;Perché si tratta di un emolliente nutritivo. Considerati i vostri
problemi di cibo per la scarsissima situazione economica, ho ben pensato di
farvi un pensierino&amp;#8221;. &amp;#8220;Grazie&amp;#8221; risposero all&amp;#8217;unisono i due. Nell&amp;#8217;entrata, sul
portale in stile cinese, della Biblioteca, c&amp;#8217;era un acronimo in lettere d&amp;#8217;oro.
Il Glorioso ne chiese ragione a Pantagruele, che gli spiegò l&amp;#8217;acronimo: &amp;#8220;Si
tratta di: &lt;b&gt;AQUA&lt;/b&gt;, cioè &amp;#8216;&lt;b&gt;&lt;i&gt;A&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;lbum &lt;b&gt;Q&lt;/b&gt;uae
&lt;b&gt;V&lt;/b&gt;ehit &lt;b&gt;A&lt;/b&gt;urum&lt;/i&gt;&amp;#8217;&amp;#8221;. Un quadrato magico adornava una parete della Sala da
Pranzo. C&amp;#8217;era un acronimo in diaspro, ametista e smeraldo anche sul portale in
stile arabo-normanno della Sala da Pranzo. Di nuovo il Glorioso ne chiese
ragione, Pantagruele nuovamente spiegando la cosa: &amp;#8220;Si tratta di: &lt;b&gt;JUPITER&lt;/b&gt;, cioè &amp;#8216;&lt;b&gt;&lt;i&gt;I&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;i&gt;n &lt;b&gt;V&lt;/b&gt;erbis &lt;b&gt;P&lt;/b&gt;raesentibus &lt;b&gt;I&lt;/b&gt;nveniens &lt;b&gt;T&lt;/b&gt;erminum &lt;b&gt;E&lt;/b&gt;xquisitum &lt;b&gt;R&lt;/b&gt;ei&lt;/i&gt;&amp;#8217;. &amp;#8220;Ho notato&amp;#8221; aggiunse il Glorioso &amp;#8220;dei motti in
Biblioteca, dove, tra l&amp;#8217;altro, ho anche visto &lt;i&gt;Il Libro Secreto&lt;/i&gt; di Artefio, &lt;i&gt;Ermete&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;svelato&lt;/i&gt; di Cyliani, &lt;i&gt;Opera arcana&lt;/i&gt; di d&amp;#8217;Espagnet, &lt;i&gt;L&amp;#8217;entrata aperta al chiuso palazzo del Re&lt;/i&gt;
di Filalete, &lt;i&gt;Trattato delle prime tre
Essenze&lt;/i&gt; nonché &lt;i&gt;I nove Libri della
natura delle cose&lt;/i&gt; di Paracelo, il &lt;i&gt;Dizionario
Mito-Ermetico&lt;/i&gt; di Pernety, &lt;st1 productid=&quot;la Lettera Filosofica&quot;&gt;&lt;st1 productid=&quot;la Lettera&quot;&gt;la &lt;i&gt;Lettera&lt;/i&gt;&lt;/st1&gt;&lt;i&gt; Filosofica&lt;/i&gt;&lt;/st1&gt; di
Sendivogius. Inoltre, un misterioso &lt;i&gt;Liber
M&lt;/i&gt;. Ho letto anche il titolo di un &lt;i&gt;Vangelo
dei Cainiti&lt;/i&gt;&amp;#8221;. &amp;#8220;Del &lt;i&gt;Liber M&lt;/i&gt; non
posso dirti, ma di questo Vangelo perduto, citato da qualche Padre della
Chiesa, posso dirti qualcosa. Nel 303 d. C., l&amp;#8217;imperatore romano Diocleziano
decretò che fossero arse le biblioteche cristiane, fra cui quella, molto
importante, di Cesarea, fondata da San Panfilo&amp;#8221;. &amp;#8220;L&amp;#8217;inventore dei panfili&amp;#8221;
aggiunse Guerrin &amp;#8220;da taluni detto San Yacht&amp;#8221;. &amp;#8220;San Girolamo vi scoprì il
Vangelo di &lt;i&gt;Marco&lt;/i&gt; in &lt;i&gt;ebraico&lt;/i&gt;. Ebbene, tutto è perduto,
fuorché &lt;i&gt;Marco&lt;/i&gt; in ebraico &amp;#8211; un libro
che ti consiglierei di leggere con attenzione, se tu avessi del tempo &amp;#8211; e lo
scritto apocrifo dei &amp;#8216;Cainiti&amp;#8217;, il Vangelo secondo &lt;i&gt;Caino&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;Vangelo dei Cainiti&lt;/i&gt;.
Questo libro, invece, non te lo consiglierei affatto. Ti dico in breve che
tratta del dualismo e della supposta &amp;#8216;rivelazione&amp;#8217; di Caino, considerato
&amp;#8216;buono&amp;#8217; invece del vero &amp;#8216;buono&amp;#8217;, cioè Abele. Si afferma l&amp;#8217;esistenza del
&amp;#8216;Gemello&amp;#8217; (&lt;i&gt;Tawm&lt;/i&gt;) di Cristo, ed in
questo si precorre il Manicheismo, ma il suo lato malefico, e si fanno delle
&amp;#8216;profezie&amp;#8217; riguardo alla venuta del &amp;#8216;Messaggero Finale&amp;#8217; del &amp;#8216;Gemello&amp;#8217;, detto
anche &amp;#8216;pavone&amp;#8217; (&lt;i&gt;Taws&lt;/i&gt;). Si &lt;span&gt; &lt;/span&gt;sottolinea come tale &amp;#8216;Messaggero&amp;#8217; sarebbe
&amp;#8216;lebbroso&amp;#8217; o dalla &amp;#8216;pelle pallida&amp;#8217;, per l&amp;#8217;esattezzza, cosa che può essere anche
interpretata come &amp;#8216;lebbra&amp;#8217;. &amp;#8216;Predicherà fra poveri lebbrosi&amp;#8217; e &amp;#8216;costruirà un
piccolo santuario&amp;#8217; vi si legge. Piccolo santuario dalla forma non specificata,
probabilmente nel senso del tedesco &lt;i&gt;hof&lt;/i&gt;&amp;#8221;.
&amp;#8220;Molto interessante. Ti dicevo, però, che ho notato i motti sulle pareti della
bella Sala. Di chi sono quei motti incorniciati, Pantagruele?&amp;#8221;. &amp;#8220;Sono di
Huginus à Barma&amp;#8221; rispose Pantagruele. &amp;#8220;Tornando a questa Sala da Pranzo, cosa
rappresenta quel quadrato di stagno con i numeri d&amp;#8217;oro?&amp;#8221; chiese nuovamente il
Glorioso indicando col dito il quadrato. &amp;#8220;Si tratta del quadrato magico di
Giove&amp;#8221; rispose Pantagruele. I numeri del quadrato erano, sull&amp;#8217;asse orizzontale,
dall&amp;#8217;alto in basso: &lt;b&gt;16 &amp;#8211; 3 &amp;#8211; 2 &amp;#8211; 13&lt;/b&gt;,
prima fila; seconda fila: &lt;b&gt;5 &amp;#8211; 10 &amp;#8211; 11 &amp;#8211;
8&lt;/b&gt;; terza fila: &lt;b&gt;9 &amp;#8211; 6 &amp;#8211; 7 &amp;#8211; 12&lt;/b&gt;;
quarta ed ultima fila orizzontale dall&amp;#8217;alto: &lt;b&gt;4 &amp;#8211; 15 &amp;#8211; 14 &amp;#8211; 1&lt;/b&gt;. Dall&amp;#8217;altro lato della Sala, specularmene al
quadrato magico, vi era un&amp;#8217;immagine che, se i nostri l&amp;#8217;avessero letta,
avrebbero facilmente compreso a chi si riferiva quel quadrato magico. Si vedeva
un&amp;#8217;immagine con sopra scritto &amp;#8220;&lt;i&gt;JUPITER&lt;/i&gt;&amp;#8221;.
E&amp;#8217; l&amp;#8217;immagine d&amp;#8217;un uomo in abito sacerdotale intento a leggere in un libro
aperto fra le mani, con una stella sul capo. Ma non poterono continuare la loro
conversazione perché i due camerieri entrarono, portando vino. Portarono: &lt;i&gt;Chateau Chalimy&lt;/i&gt; di Puerto Rico, &lt;i&gt;Chateau&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Baguette &lt;/i&gt;bavarese, &lt;i&gt;Boutillon&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;d&amp;#8217;Alsace&lt;/i&gt; della Svizzera italiana, &lt;i&gt;Bell&amp;#8217;Ilettellettinettelline&lt;/i&gt; della
Carpazia, &lt;i&gt;Talin&lt;/i&gt; &lt;i&gt;d&amp;#8217;Auvergne&lt;/i&gt; lusitano, &lt;i&gt;Tarascquette&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;Leblanc&lt;/i&gt; &lt;i&gt;de Tarascon&lt;/i&gt; del Marocco, &lt;i&gt;Pianti&lt;/i&gt;
di Toscana, &lt;i&gt;Greco di&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Tanfo&lt;/i&gt; campano, &lt;i&gt;Barbieri di Figaro&lt;/i&gt; danese, &lt;i&gt;Toccai&lt;/i&gt;
ungherese, &lt;i&gt;Toccasti&lt;/i&gt; cinese, &lt;i&gt;Toccò&lt;/i&gt; indiano (dell&amp;#8217;India), &lt;i&gt;Caliente di Groenlandia&lt;/i&gt; svedese, &lt;i&gt;Glaciale di Tanzania&lt;/i&gt; sudafricano, &lt;i&gt;Petit Marnier&lt;/i&gt; (passito amaro delle
Faer-Oer), &lt;i&gt;Grand Circasse&lt;/i&gt; di
Mongolia, &lt;i&gt;Medium Circuit&lt;/i&gt; giavanese, &lt;i&gt;Hermanaric de Naples&lt;/i&gt; argentino, &lt;i&gt;Pomme d&amp;#8217;Or à &lt;/i&gt;&lt;st1 productid=&quot;la Pice&quot;&gt;&lt;i&gt;la Pice&lt;/i&gt;&lt;/st1&gt;
di Tahiti, &lt;i&gt;Foie Chapollion-Chauviniste&lt;/i&gt;
originario della Novaja-Zemlja, &lt;i&gt;Elue du
Dragon&lt;/i&gt; spagnolo, &lt;i&gt;Eleuthérie de St.
George&lt;/i&gt; californiano, &lt;i&gt;Gouillon Total &lt;/i&gt;namibiano,
&lt;i&gt;Tête à Code&lt;/i&gt; kermandecchiano, &lt;i&gt;Code à Tête &lt;/i&gt;kergueleniano. Infine &lt;i&gt;Champagne&lt;/i&gt; australiano, del Sud-Ovest del
West Australia per l&amp;#8217;esattezza. Guerrin bevve tutto nel corno vichingo, &lt;i&gt;per principio&lt;/i&gt;, nonostante le proteste
che un enologo avrebbe potuto fare, ma che Pantagruele, nella sua squisita
ospitalità, non avrebbe mai e poi mai fatto. Iniziò la cena, dove i nostri due,
finalmente, potevano mangiare a quattro, a cinque, a sei palmenti. I vini che
accompagnavano il tutto erano quelli citati più il raffinato bianco &lt;i&gt;Guérmantin Lerouge&lt;/i&gt;. Né può esser
dimenticato che il tutto fu sempre annaffiato da pantagruelina, vero nettare
celeste al cui confronto il più eccelso dei vini pare birretta sciapa. S&amp;#8217;iniziò
con un &lt;i&gt;gaspacho&lt;/i&gt; di crostacei al
siluro della Loira, seguito da una suprema di piccione arrosto. C&amp;#8217;era un pausa,
in cui si discorreva amabilmente o si stava in nient&amp;#8217;affatto ruvido bensì
rorido aureo silenzio, per poi continuare la cena. Non si riporteranno tutte le
discussioni. No signore, No! Di seguito si riporterà delle loro conversazioni
soltanto quel che interessa per la narrazione&lt;a name=&quot;_ftnref2&quot; href=&quot;#_ftn2&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Ma
continuiamo con la cena, degna di Lucullo. Dopo la suprema di piccione arrosto,
seguiva la polenta d&amp;#8217;orzo, la polenta romana &lt;i&gt;originale&lt;/i&gt;, dove l&amp;#8217;orzo fu di seguito sostituito dal mais, ed è la
polenta di oggi. Il mais, come tante cose della cucina &lt;i&gt;cosiddetta&lt;/i&gt; &amp;#8220;mediterranea&amp;#8221;, viene dall&amp;#8217;America e &lt;b&gt;non è mediterranea per niente&lt;/b&gt;. La &lt;i&gt;vera&lt;/i&gt; ed unica cucina mediterranea poteva
dirsi quella greco-antica e romano-antica. Ma torniamo al pranzo pantagruelico
&amp;#8211; nel senso &lt;i&gt;proprio&lt;/i&gt; del termine &amp;#8211; dei
nostri due.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Il pane che accompagnava il cibo era pane di Cappadocia,
con il latte, e pane in forma di boleto cosparso di semi di papavero; vi erano,
inoltre, normale pane di grano, bianco, e pane d&amp;#8217;orzo. Ghiri arrostiti con
salsa di miele, aglio ed olive, seguivano. Poi un&amp;#8217;insalata di cavoli,
lenticchie già cotte prima e sbucciate, fave, cipolle, lattuga. Involtini di
foglie di vite riempiti di carne di volatile, con sugo di miele, olio d&amp;#8217;oliva e
spezie varie. Altra portata della stessa insalata. Tartare di formaggio di
capra fresco alle erbe, coscia di maiale di latte, grigliato con budino nero;
poi, lardo al cumino. Insalata di alghe e &lt;i&gt;sushi&lt;/i&gt;
seguiva, per stemperare. Ancora: scampi al cardamomo e aragosta alla
pantagruelina. Coscia d&amp;#8217;anatra con composta di mela cotogna. Broccoli bolliti
con semplice olio d&amp;#8217;oliva, per stemperare. Frittura di cosce di rana all&amp;#8217;aglio
di Spagna. Salmone affumicato al miele, con capperi e mela cotogna. Insalata di
cavoli bianchi, peperoni piccanti ed acciughine, per staccare. Lasagne al
limone con ripieno di scampi. Formaggio a piramide dell&amp;#8217;antica Etruria. &lt;i&gt;Crème&lt;/i&gt; &lt;i&gt;brûlée&lt;/i&gt; alla confettura di pantagruelina. Ananas arrosto con crema
pasticciera. Attiniti, cioè frittelle con sopra miele, nel nostro caso miele di
pantagruelione. Sigaro di cioccolato al tabacco speziato. Cappuccino di
caramello con budino alla vainiglia. &amp;#8220;Placente&amp;#8221;, cioè una schiacciata di pasta
dolce a strati riempiti di ricotta dolcissima, stile la cassata siciliana, con
dentro pezzetti di cioccolato &amp;#8211; si trattava di un&amp;#8217;aggiunta all&amp;#8217;originale
ricetta &amp;#8211;, il tutto ricoperto di miele, miele di pantagruelione. &lt;i&gt;Soufflé&lt;/i&gt; alla pantagruelina, digestivo,
capace di far digerire ad un diabetico una mucca intera. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Mio caro Pantagruele, non è che tu sia certo
paramucillico, eterodattilo, omoteriaco, teroeterico, ortocollinico,
orogenodattilo, dattilorico, orospondilo, eterospastico, echinospondilo,
eterodermodattilo ed omostaticodinamico&amp;#8221; gli diceva il Glorioso. &amp;#8220;Non è mica
artoartato&amp;#8221; aggiunse Guerrin, che aveva studiato medicina per poi abbandonare.
&amp;#8220;Cioè artato ad arte&amp;#8221; soggiunse il Glorioso. &amp;#8220;Senz&amp;#8217;arte né parte&amp;#8221; continuò
Pantagruele. &amp;#8220;Meno male che c&amp;#8217;è stato il &lt;i&gt;soufflé&lt;/i&gt;
finale&amp;#8221; continuò Guerrin &amp;#8220;sennò ci prendevamo una castroenterite. Per di più
eterodattera&amp;#8221;. &amp;#8220;Vale a dire?&amp;#8221; chiese Pantagruele. &amp;#8220;Si tratta di un grosso mal
di pancia quando si vedono troppe telenovelas di Veronica Castro o si ascoltano
troppi discorsi di Fidel Castro mentre s&amp;#8217;introducono dall&amp;#8217;esterno datteri&amp;#8221;
spiegò il Glorioso. &amp;#8220;Tutto è relativo&amp;#8221; aggiunse Guerrin. &amp;#8220;Siamo nei guai!
Queste tue sconsiderate affermazioni, Guerrin, non potranno che suscitare la
ferma opposizione, nonché incomprensione, da parte di chi vede la sua bestia
nera nel relativismo&amp;#8221;. &amp;#8220;Relatività non è necessariamente relativismo&amp;#8221; disse
Pantagruele &amp;#8220;inoltre, il grosso errore sta nell&amp;#8217;aver preso come nemico il debole
relativismo, mentre l&amp;#8217;avversario vero è il nichilismo. Ora, il nichilismo non
afferma affatto che &amp;#8216;tutto è relativo&amp;#8217;, il nichilismo maturo è un&amp;#8217;orgia di
tanti piccoli valorini proprio perché non c&amp;#8217;è più &lt;b&gt;IL&lt;/b&gt; Valore, &lt;b&gt;IL&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Fundamentum&lt;/i&gt;. E condannare il mondo non
riporterà il Fondamento al centro. Già, perché, in effetti, il nichilismo &lt;i&gt;non è confutabile&lt;/i&gt;, questo è il punto. Ed
anzi chi vuol farlo è in evidente malafede. Il nichilismo può esser evitato,
combattuto, annientato &lt;i&gt;solo&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;soltanto&lt;/i&gt; in un mondo di valori integri,
là dove il senso dell&amp;#8217;essere vi è profondo e perspicuo in una maniera come
prima cosa non discorsiva e soltanto dopo &lt;i&gt;anche&lt;/i&gt;
discorsiva. In altre parole, si può solo eliminare, non refutare. Quando questo
senso di comunanza con la vita, per un motivo o un altro, si è intaccato, la
via è presa e si deve percorrere tutto il calvario. Anzi, chi vuole
interromperlo con delle scuse, quegli è colui che vuol evitare la maturazione
del male, &lt;i&gt;conditio sine qua non&lt;/i&gt; della
sua definitiva eliminazione&amp;#8221;. &amp;#8220;Ricordo un libro che lessi tempo fa, un vecchio
libro di cinquant&amp;#8217;anni fa, che conteneva una &amp;#8216;fiaba molossica&amp;#8217; che trattava del
nichilismo. Mi sono segnato su di un foglio quel passo, con i riferimenti
precisi, e l&amp;#8217;ho inserito non nel grosso libro, bensì nel libretto sulle piante
allucinogene, gli unici miei averi oltre alle coperte, ai bicchieri ed al
bastone. Leggo: &amp;#8216;Una nave gigantesca attraversa la costellazione di Orione, ha
le luci schermate, non è voluta da nessun Dio, ma nemmeno non voluta; non è
accompagnata da nessun Dio, ma neppure ostacolata &amp;#8211; diciamo pure: non è nota a
nessun Dio. Nemmeno poi sappiamo di dove viene, ammesso che venga da qualche
posto; verso quale meta si diriga, ammesso che si diriga verso qualche meta. Ci
sono vari motivi che inducono a pensare che sia superfluo nominare la nave,
perché, presto o tardi, si sarà dissolta nelle tenebre, come tutte le sue
simili, e dunque sarà stato (&amp;#8230;) come se non fosse mai stata. Tuttavia &amp;#8211; e ciò è
l&amp;#8217;unica cosa della nave che ci è nota con sicurezza &amp;#8211; tuttavia le pareti delle
cabine sono tappezzate di regole che costituiscono l&amp;#8217;ordinamento di bordo, cioè
di regole che sono state sanzionate da qualcuno che a sua volta non è stato
sanzionato; ma non si può negare che sono queste regole a permettere che a
bordo la vita brulicante si svolga assolutamente senza intoppi. Si domanda:
&amp;#8220;Queste regole sono vincolanti?&amp;#8221;&amp;#8217;&lt;a name=&quot;_ftnref3&quot; href=&quot;#_ftn3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;
Questo è il passo&amp;#8221;. &amp;#8220;E&amp;#8217; molto giusto, centra il problema&amp;#8221; disse Pantagruele.
&amp;#8220;Col nichilismo non si scherza, è il più inquietante degli ospiti, che tu,
Pantagruele, non vorresti mai alla tua tavola. E non ci si deve far ingannare
dalle sue apparenze dimesse. Non so chi disse che &lt;st1 productid=&quot;la Bestia&quot;&gt;la Bestia&lt;/st1&gt; dell&amp;#8217;&lt;i&gt;Apocalisse&lt;/i&gt; non doveva per niente avere un aspetto &amp;#8216;spaventoso&amp;#8217;,
poteva pure avere dei baffi ridicoli&amp;#8221; aggiunse Guerrin. &amp;#8220;Il nichilismo che
divenne di moda nella metà del XX° secolo non era ancora maturo, perché vedeva
ancora un &amp;#8216;Fondamento&amp;#8217; contro il quale lottare. Il nichilismo maturo è quando
quel fondamento semplicemente non c&amp;#8217;è più, ed anche la religione ormai è un &lt;i&gt;prêt-à-porter&lt;/i&gt;. Ora, o la religione sa
ridare senso al fondamento e ad esso si richiama, oppure fa parole, è solo
un&amp;#8217;altra cosa nel nichilismo maturo, perché sarà digerita dal nichilismo
maturo, che non è in grado di modificarlo nella sostanza. Il nichilismo non
vieta per niente alla religione di esistere, non è il totalitarismo del XX°
secolo, che, con i suoi gravissimi difetti, pur tuttavia reagiva alla mancanza
di senso, che cercava di riempire con un succedaneo: lo &amp;#8216;stato&amp;#8217;, o il
&amp;#8216;partito&amp;#8217;. La religione dovrebbe ridar senso alle cose, a &lt;i&gt;tutte&lt;/i&gt; le cose, mentre vuol solo diventare un partito politico che
cerca di occupare lo spazio lasciato libero dalla fine dei totalitarismi di
partito. Vuole, insomma e differenza, spartire la torta, partecipare alla
spartizione, &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; cambiare il gioco.
Per ciò stesso ha fallito. E le polemiche lasciano il tempo che trovano nel
mondo dell&amp;#8217;indifferenza, che è, precisamente, il nichilismo maturo&amp;#8221; disse il
Glorioso. &amp;#8220;&lt;b&gt;OGGI&lt;/b&gt;&amp;#8221; aggiunse Guerrin. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Ma c&amp;#8217;è qualcosa in più nella storia che hai riportato&amp;#8221;
disse Pantagruele. &amp;#8220;Sì&amp;#8221; continuò Guerrin &amp;#8220;perché lascia intendere questo: che
in definitiva il nichilismo è stato diffuso per distruggere la nave. Sì, perché
quel che fa andare le cose sufficientemente bene nella nave sono quella massa
di regole, che sanzionano, ma sono state dettate ed imposte da chi a sua volta
non è sanzionato, &lt;i&gt;né sanzionabile&lt;/i&gt;, e
qui sta il bello. In altre parole: si tratta di una dittatura globale, la si
chiami come si vuole, non totalitaria nel senso che non vuole &amp;#8220;la totalità&amp;#8221;, si
è scordata della totalità, si è dimenticata del fondamento, anzi ha teorizzato
che non ci può stare e che ognuno è &amp;#8216;libero&amp;#8217; di scegliere ciò in cui credere,
se vuol credere, o di non credere a nulla, se così gli va. Facendo questa
mossa, l&amp;#8217;Istituto della Pallacorda, i &amp;#8216;Pallacordai&amp;#8217; si sono assicurati sin
dall&amp;#8217;inizio la vittoria, cosa mai compresa dai totalitaristi, che bramavano
sempre la &amp;#8216;totalità&amp;#8217;, il &amp;#8216;fondamento&amp;#8217;, che più non ritrovavano nelle religioni
e che per questo ricercavano concretamente in un qualcosa di materiale, in un
idolo. Erano idolatri letteralmente. Ma i nichilisti non sono idolatri&amp;#8221;.
&amp;#8220;L&amp;#8217;idea che qualcuno abbia manomesso il destino della nave imponendo regole
sanzionanti da parte di coloro che non sono sanzionabili contiene qualcosa in
più. Cioè che chi così ha fatto ed agito sia stato consapevole di ciò che ha
fatto. E, chiaramente, questo &amp;#8216;qualcuno&amp;#8217; non è di quelli che sono apparsi sulla
scena visibile del mondo, scrivendo ed imponendo quelle regole scritte sulle
pareti delle cabine della nave interstellare&amp;#8221; disse Pantagruele. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Giusto&amp;#8221; affermò il Glorioso &amp;#8220;ma c&amp;#8217;è ancora qualcosa in
più. Che, cioè, la contraddizione tra le regole che sanzionano però imposte da
chi non è sanzionato né sanzionabile sia una contraddizione voluta, posta in
atto perché, prima o poi, allargandosi sempre di più lo spazio fra le due
parti, la nave possa esplodere&amp;#8221;. &amp;#8220;Ciò si vede anche da un fatto ben espresso&amp;#8221;
aggiunse Pantagruele &amp;#8220;da una recente pubblicazione che ho qui sotto mano e vengo
a citare: &amp;#8216;esistono forse nuovi soggetti, ma non esiste né deve esistere
linguaggio teorico per definirli e difenderli, esistono strategie belliche
razionalmente orientate, ma senza premesse giuridiche legittimanti&amp;#8217;&lt;a name=&quot;_ftnref4&quot; href=&quot;#_ftn4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Si
rendono conto costoro che, dicendo che un linguaggio teorico &amp;#8216;non deve
esistere&amp;#8217;, che davvero questi nuovi soggetti non esistono? Detto altrimenti:
che questi &amp;#8216;nuovi soggetti&amp;#8217; sono nichilismo maturo?&amp;#8221;. &amp;#8220;In realtà&amp;#8221; soggiunse il
Glorioso &amp;#8220;è il rifiuto della metafisica ad aver aperto la strada al nichilismo,
oggi maturato&amp;#8221;. &amp;#8220;Per esempio&amp;#8221; continuò Pantagruele &amp;#8220;la domanda che si fa
l&amp;#8217;autore testé citato, cioè: &amp;#8216;Entro quali termini la &amp;#8220;natura&amp;#8221; è ancora, o è mai
stata, un oggetto &amp;#8220;naturale&amp;#8221;, cioè non predeterminato dall&amp;#8217;uomo&amp;#8217;&lt;a name=&quot;_ftnref5&quot; href=&quot;#_ftn5&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; non
può avere alcuna risposta se non metafisica&amp;#8221;. &amp;#8220;Ed in effetti&amp;#8221; continuò il
Glorioso &amp;#8220;già le espressioni che hai citato indicano che chi le ha scritte
rifiuta qualsiasi risposta metafisica, e pertanto la domanda rimarrà senza
risposta. L&amp;#8217;unica cosa che possono fare è la solita cosa, la solita solfa:
riempire, stipare le cabine di regole, regolette, regoline, dando addosso ai
poveracci come noi, che non possono difendersi&amp;#8221;. &amp;#8220;Multa-land&amp;#8221; affermò Guerrin,
che continuò dicendo: &amp;#8220;Avete notato l&amp;#8217;ossessione per le regolette, le multe,
che sconquassa il nostro mondo della sedicente &amp;#8216;libertà&amp;#8217;? Non è un fenomeno
casuale, ma discende direttamente dal discorso che avete fatto&amp;#8221;. &amp;#8220;Quanto alla
visione del mondo in cui &lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;la Gallina&lt;/st1&gt;
rimanda al simbolismo del Mercurio&amp;#8221; spiegò Pantagruele &amp;#8220;quanto al &lt;i&gt;mio&lt;/i&gt; mondo, esso ha senso se e solo se
c&amp;#8217;è una visione &lt;i&gt;metafisica&lt;/i&gt; della
&amp;#8216;natura&amp;#8217;, piena di &lt;i&gt;signa&lt;/i&gt; e &lt;i&gt;signaturæ&lt;/i&gt;, che provengono da Dio,
secondo quanto Paracelso &lt;i&gt;docebat&lt;/i&gt;&amp;#8221;. &lt;span style=&quot;font-size: 8.5pt; font-family: &quot;MS Shell Dlg&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Ci fu allora una breve pausa, ma quanto si è riportato
rende chiaramente l&amp;#8217;idea di come Pantagruele unisse sempre le libagioni enormi
e senza fine con discorsi filosofici. No, non era cambiato affatto, e il
Glorioso si sentiva pienamente a casa, senza nessun nichilismo. Non sentiva
nemmeno il bisogno di spiegare il &amp;#8220;fondamento&amp;#8221; o di spiegare perché lì si
percepiva e nella &amp;#8220;zona&amp;#8221; era invece assente, cosicché loro erano stati
costretti a formarsi una comunità per dar senso alla vita, con poche regole non
scritte ma accettate da chi le volesse accettare. Questo modo era, infatti,
l&amp;#8217;unico possibile per trovare un po&amp;#8217; di senso nel mondo da cui veniva. Quanto a
Guerrin, si adattò al mondo provvisto di senso con molta facilità.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Poi, così riprese Pantagruele, parlando di fronte ad un
buon boccale di schiumante pantagruelina: &amp;#8220;Caro il Glorioso, ti ho scelto
perché non sei molto fortunato nelle cose economiche, ma sei molto fortunato in
battaglia. Ora, ho bisogno di parlare a Gargantua per chiedergli del futuro
dopo il &lt;i&gt;chicken&lt;/i&gt; &lt;i&gt;affaire&lt;/i&gt;&amp;#8221;. &amp;#8220;&lt;i&gt;Chicken affaire&lt;/i&gt;&amp;#8230;?!&amp;#8221;.
&amp;#8220;Sì, ti ricordi la tua passata indagine su chi metteva la gallina l&amp;#8217;11
settembre a N.Y. City?&amp;#8221;. &amp;#8220;Ah, già!&amp;#8221;. &amp;#8220;Bene. Desidero sapere cosa succede in
futuro, in termini generali, non m&amp;#8217;interessano i particolari o le cose
specifiche. In altre parole: cosa ci attende ora? E solo Gargantua può saperlo,
ma lui si è ritirato ad Avalon. Occorre ritrovarlo per potergli parlare. Come
ben sai, dove stiamo è l&amp;#8217;ultimo frammento di &lt;i&gt;Hy Bresail&lt;/i&gt; e di Friesland ed Estotiland, vale a dire di terre
mitiche: siamo sull&amp;#8217;ultimo frammento, un piccolo scoglio, del mondo mitico
rimasto su questa terra desolata. Ma siamo su di un frammento che è uno
scoglio, tutto circondato dal tempestoso avverso nettuniano malefico Atlantico,
nelle cui viscere i demoni d&amp;#8217;Atlantide barriscono ed urlano. Sono i Fomori (o &lt;i&gt;Fomorians&lt;/i&gt;, in inglese), che scorrazzano
per l&amp;#8217;Oceano, tra i resti delle Antiche Terre dell&amp;#8217;Altro Mondo, &lt;i&gt;Annwn&lt;/i&gt;. Solo di un vecchio amico
fortunato in battaglia, che quindi con certezza tornerà, mi posso fidare.
Accetti la missione?&amp;#8221;. Il Glorioso si alzò, scattò sull&amp;#8217;attenti con saluto
militare, facendo schioccare i talloni subitaneamente, dicendo: &amp;#8220;Sì, sarà
fatto!&amp;#8221;. Fu imitato da Guerrin, che disse: &amp;#8220;Sì, signore! Sì!&amp;#8221;. &amp;#8220;Benissimo.
Difatti, l&amp;#8217;avventura sarà strana ed imprevedibile. C&amp;#8217;è bisogno di uno fortunato
in battaglia, cioè te. Sto sicuro che ritornerai. Avevi soltanto bisogno che &lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;la Gallina&lt;/st1&gt; ti ridesse la memoria
perduta. Domani stesso partirete per il passato. Purtroppo, l&amp;#8217;accesso al Monte
Epomeo è ostruito, sennò sarebbe stato facile. Dovete andare nel passato e
verso le Americhe. Ho comunque il vascello adatto. Dalle Americhe del XVIII
secolo, con le chiavi che avrete ricevuto dall&amp;#8217;amico del Comandante Mark,
potrete, sempre rimanendo nel Settecento, tornare al Monte Epomeo, quando i
canali vi erano aperti ancora. Di lì andrete ad Avalon, o Shamballa, o Agarthi,
là dove Gargantua si è rifugiato. E gli chiederete. Poi, mi farete sapere&amp;#8221;.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Una domanda, o sublime Pantagruele&amp;#8221; disse Guerrin. &amp;#8220;Lì
dove si andrà dopo questo marchingegno di complicate situazioni, c&amp;#8217;è per caso
il Prete Gianni, &lt;i&gt;Presbyter Johannes&lt;/i&gt;
delle mie avventure di una volta, avventure che, tra l&amp;#8217;altro, mi stanno pian
piano tornando in mente? Dev&amp;#8217;essere l&amp;#8217;effetto della pantagruelina&amp;#8221;. &amp;#8220;Sì, mio
caro. Lì c&amp;#8217;è il Prete Gianni&amp;#8221;. &amp;#8220;Un&amp;#8217;altra domanda. Come accidenti funziona il
vascello?&amp;#8221; continuò Guerrin. &amp;#8220;E&amp;#8217; un &lt;i&gt;gamaheu&lt;/i&gt;&amp;#8221;
rispose Pantagruele. &amp;#8220;&lt;i&gt;Gamaheu&lt;/i&gt;&amp;#8230;?!&amp;#8221;.
&amp;#8220;Già. L&amp;#8217;uomo è un &lt;i&gt;microcosmo&lt;/i&gt; che,
come il &lt;i&gt;Macrocosmo&lt;/i&gt; del qual è &lt;i&gt;imago&lt;/i&gt;, ha in sé una parte mortale ed una
immortale. Che abbia una parte immortale lo si legge nel librone del Glorioso,
Libro Terzo&amp;#8221;. Il Glorioso ritrovò il passo e lesse: &amp;#8220;&amp;#8216; (&amp;#8230;) la nostra anima,
quando il corpo dorme e le sue operazioni sono per tutto compiute, non
essendovi più necessità alcuna di lei fino al risveglio, si prende libertà e va
a rivedere la sua patria, che è il Cielo. Di là riceve insigne partecipazione
della sua prima e divina Origine; e, contemplando quell&amp;#8217;Infinita Intellettuale
Sfera, il cui Centro è in ogni luogo dell&amp;#8217;Universo e &lt;st1 productid=&quot;la Circonferenza&quot;&gt;la Circonferenza&lt;/st1&gt; in nessuno (che
sarebbe Dio secondo la dottrina di Ermete Trismegisto), nella quale nulla
accade, nulla diventa, nulla perisce, ed il tempo è sempre al presente, essa
nota non solamente le cose di quaggiù, ma anche le future&amp;#8217;, &lt;i&gt;Gargantua&lt;/i&gt; &lt;i&gt;e&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Pantagruele&lt;/i&gt;, Libro III,
cap. &lt;st1 productid=&quot;13&amp;#8221;&quot;&gt;13&amp;#8221;&lt;/st1&gt;. &amp;#8220;Ora&amp;#8221;
riprese Pantagruele &amp;#8220;se l&amp;#8217;anima può vedere il Divino lo può fare se e soltanto
se ha in sé una scintilla di quella Divinità stessa, scintilla che così ritorna
nella sua Celeste Patria. Ma c&amp;#8217;è anche la parte mortale dell&amp;#8217;anima stessa.
Anch&amp;#8217;essa è non corporea. Questo è il fondamento. Alla parte, sottile ma non
immortale, dell&amp;#8217;anima corrisponde, per il fondamentale Principio della
Corrispondenza fra Microcosmo e Macrocosmo, nel Macrocosmo stesso, la &amp;#8216;zona&amp;#8217;
della cosiddetta &amp;#8216;magia&amp;#8217;, cui appartengono i vascelli-&lt;i&gt;gamaheu&lt;/i&gt;. Esiste nella Natura un insieme di &lt;i&gt;arcana&lt;/i&gt;, di &lt;i&gt;characteri&lt;/i&gt;, di
&lt;i&gt;imagines&lt;/i&gt;. E&amp;#8217; possibile per così dire
&amp;#8216;trasferire&amp;#8217; tali &lt;i&gt;arcana&lt;/i&gt; in e su dei
ciottoli, detti &lt;i&gt;gamaheu&lt;/i&gt;, ma pure su
qualsiasi altro oggetto. Tale &amp;#8216;trasferenza&amp;#8217; è possibile &amp;#8216;passando&amp;#8217; per la parte
sottile ma sottoposta al tempo. In tal modo si può manifestare questa realtà
nel mondo sottoposto al tempo. Ma tale manifestazione rimarrà sottoposta al
tempo. Ed ecco che tali &amp;#8216;trasferenze&amp;#8217; hanno una durata determinata e si fanno
per degli scopi specifici&amp;#8221;. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Per finire, Guerrin chiese: &amp;#8220;E&amp;#8217; un caso che andiamo nel
XVIII secolo?&amp;#8221;. &amp;#8220;No. Ha una ragione precisa. Ma ora, o amici, è tempo che
domani voi andiate. Vi lascio al meritato riposo, dopo lunghi viaggi, ed in
preparazione di altri lunghi viaggi, nello spazio e nel tempo. Vi do il mio
augurio come lo diede a noi tutti Bacbuc: &amp;#8216;Andate amici, con la protezione di
quell&amp;#8217;Intellettuale Sfera il cui Centro è ovunque e cui Circonferenza in nessun
luogo, che noi chiamiamo Dio&amp;#8217;. Ed ancora: &amp;#8216;Colui che trova tutto nell&amp;#8217;Unità,
che riconduce tutto all&amp;#8217;Unità e che tutto vede nell&amp;#8217;Unità, può avere il cuore
saldo e restare in pace con Dio&amp;#8217; dice &lt;i&gt;L&amp;#8217;Imitazione&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;di&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Gesù&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Cristo&lt;/i&gt;, 1, 3. Andate
in pace, fratelli&amp;#8221; disse Pantagruele.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Il giorno dopo, salutato con affetto il buon Pantagruele,
i due salirono sul vascello che si diresse subitaneamente verso le Americhe,
tuttavia muovendosi nello spazio ed insieme nel tempo, cosicché, quando
giunsero sulle coste canadesi, era il XVIII secolo e ad attenderli sul molo
c&amp;#8217;era un amico del Comandante Mark. Il viaggio durò soltanto un giorno ed a
sera erano già nel XVIII secolo. Quindi ci fu soltanto lo spazio per un pranzo,
che il cuoco palermitano di Pantagruele, Eleuterio Agenore, aveva preparato:
pasta rafferma bagnata e fritta semplicemente, croccante in un vassoio che
l&amp;#8217;aveva mantenuta stupefacentemente calda nel viaggio per il freddo Atlantico;
baccalà con passole e patate, dove le passole sono uvetta passa bianca, ma
molto grossa e consistente; infine, frittelle di ricotta, sia dolci che salate.
&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Così, giunsero rapidamente al porto, dove lasciarono il
vascello temporale all&amp;#8217;attracco, provvisto di un congegno di occultamento preso
da Star Trek, o, per dir meglio, preso ai Klingon di Star Trek. Scesero sul molo.
Una persona li attendeva.&lt;o /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;div&gt;&lt;br clear=&quot;all&quot; /&gt;

&lt;hr width=&quot;33%&quot; size=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;



&lt;div id=&quot;ftn1&quot;&gt;

&lt;p class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn1&quot; href=&quot;#_ftnref1&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt; Cheverny imita Tin Tin e &lt;b&gt;non&lt;/b&gt; viceversa. Sia detto con gran chiarezza&amp;#8230;&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn2&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn2&quot; href=&quot;#_ftnref2&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;Stop! Non dite altro! State zitti! Zitti! Basta, la
decisione è presa. &lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn3&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn3&quot; href=&quot;#_ftnref3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; Günther Anders: &lt;i&gt;L&amp;#8217;uomo è antiquato&lt;/i&gt;, Il Saggiatore 1963
(edizione tedesca 1956), pp. 314-315.&lt;span style=&quot;font-size: 8.5pt; font-family: &quot;MS Shell Dlg&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn4&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn4&quot; href=&quot;#_ftnref4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt; (&amp;#8220;Un buon futuro per la filosofia, una buona
filosofia per il futuro&amp;#8221;, di F. D&amp;#8217;Agostini, in: &lt;i&gt;Scenari del XXI Secolo&lt;/i&gt;, Appendice al Grande Dizionario
Enciclopedico UTET 2005, p. 855).&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn5&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn5&quot; href=&quot;#_ftnref5&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;;&quot;&quot;&quot;&quot;&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;Ibid., p. 858.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;/div&gt; 
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 <id>tag:blog.azpoint.net,2006-07-27:8103</id>
 <title>&amp;#8220;Il Codice Gargantua&amp;#8221;, capitolo 1</title> 
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 <modified>2006-07-27T14:39:02+0200</modified> 
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 <summary type="text/plain">     Qui di seguito continua da &amp;#8220; Il Codice   Gargantua &amp;#8221;, seguito di &amp;#8220; Coccodè in   Grattacielo &amp;#8221;:  http://coccode-in-grattacielo.splinder.com/archive/2006-05       Qui di ...</summary> 
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Generale 
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 &lt;font size=&quot;5&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;5&quot;&gt;&lt;b&gt;Qui di seguito continua da &amp;#8220;&lt;i&gt;Il Codice&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Gargantua&lt;/i&gt;&amp;#8221;, seguito di &amp;#8220;&lt;i&gt;Coccodè in&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Grattacielo&lt;/i&gt;&amp;#8221;:&lt;/b&gt; http://coccode-in-grattacielo.splinder.com/archive/2006-05&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;5&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Qui di seguito, continua &amp;#8220;Il Codice Gargantua&amp;#8221;, da:&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt; http://coccode-in-grattacielo.splinder.com/archive/2006-05&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;...&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Quel giorno d&amp;#8217;estate, il sole
malato vomitava luce annebbiata e l&amp;#8217;aria era plastificata ed immobile, riempita
di gas di scarico di varia natura. &amp;#8220;Niente di peggio del sole cocente perenne
ottuso e testardo, giorno dopo giorno, uguali sempre&amp;#8221; disse il Glorioso. &amp;#8220;A
certa gente piace&amp;#8221; gli fece eco Guerrin con una smorfia.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Così, era l&amp;#8217;inizio del cammino,
insieme a Guerrin Deportivo. La strada era oscura ed incerta, fangosa e
confusa. Si ricordò che un tempo aveva la &lt;i&gt;pantagruelina&lt;/i&gt;,
tratta dal &lt;i&gt;pantagruelione&lt;/i&gt; trattato. &lt;i&gt;Dove l&amp;#8217;aveva messa?!&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Dalle finestre aperta per strada
si vedevano dei programmi televisivi. Erano trasmissioni di programmi di
cucina.&lt;/p&gt;

&lt;div style=&quot;border-style: none none solid; border-color: -moz-use-text-color -moz-use-text-color windowtext; border-width: medium medium 1.5pt; padding: 0cm 0cm 1pt;&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;INTERMEZZO TELEVISIVO. 1&lt;o /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;C&amp;#8217;era un uomo molto grasso con il
berretto da chef, attorniato da un codazzo di riverenti e servili apprendisti
che ne leccavano i piedi, che pontificava su tutto e tutti mentre spiegava le
ricette. C&amp;#8217;erano delle presentatrici televisive che dovevano far finta di
mettere in pratica le istruzioni dello chef e che sbagliavano sempre. Lo chef
aveva seco un secco nerbo, un frustino, col quale bacchettava le presentatrici
non appena sbagliavano, cioè le bacchettava sempre. Mentre lui bacchettava,
banchettavano degli ospiti del programma, che dovevano nutrirsi dei piatti
&amp;#8220;sopraffini&amp;#8221; cucinati dalle presentatrici controllate dallo chef parlante. Il
tavolo del banchetto era pieno di digestivi ed un equipe medica era vicinissima
al tavolo stesso, intorno al quale una miriade di convitati si contorceva
orribilmente, mettendosi la mano sullo stomaco. Qualcuno spesso si alzava di
scatto e cercava di correre in bagno a vomitare, ma quasi sempre non ce la
faceva e vomitava per terra. Il vomito doveva essere subito pulito, ed
accorreva la squadra delle polizie che però scivolava sul vomito e cadeva per
terra, spargendo il vomito per la sala che, sempre più vomitevole, si sarebbe
detto essere una scuola di pattinaggio su ghiaccio, perché la troupe stessa
cominciava a cadere sul vomito sparso. Il risultato era che, a casa, si vedeva
la scena della trasmissione e poi, improvvisamente, il soffitto: era il
cameraman che era caduto su del vomito. Il problema era che i piatti si
susseguivano a ripetizione e quindi il vomito degli ospiti, dei convitati, si
susseguiva senza fine. Dopo qualche ora di trasmissione il pavimento era tutto
vomitato e l&amp;#8217;odore nella stanza era molto sgradevole. &amp;#8220;Aprite la finestra!&amp;#8221;
urlò lo chef. Il codazzo di apprendisti si precipitò ad aprire la finestra,
lottando l&amp;#8217;uno contro l&amp;#8217;altro in sanissima competizione, l&amp;#8217;anima del
capitalismo. Si vedeva questo grumo di gente che si mordeva, si graffiava,
s&amp;#8217;insultava, e questo grumo si avvicinava alla finestra, finché una mano aprì
la finestra. Seguì una risata. Poi, tutto il grumo prese chi aveva aperto la
finestra e lo gettò fuori. Seguì un grido. Poi un tonfo. Il grumo tornò verso
il Grande Chef, Sua Indistinta Disgustosità, sempre mordendosi, graffiandosi ed
insultandosi, ma stavolta di tanto in tanto qualcuno scivolava sul vomito. Sennonché
la finestra era aperta. Seguiva un urlo. Seguiva un tonfo.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Prendete della pasta e
buttatela&amp;#8221; disse Sua Indistinta Disgustosità il Grandissimo Chef. La
presentatrice (present&amp;#8217;attrice) televisiva si mosse, pattinò sul vomito verso
la finestra e buttò fuori dalla finestra stessa la pasta. Ritornò dallo chef,
che, arrabbiatissimo, le disse: &amp;#8220;Deficiente! Imbecille! La pasta si butta
nell&amp;#8217;acqua che bolle! E&amp;#8217; un modo di dire, deficiente!&amp;#8221;. Prese la
present&amp;#8217;attrice e la buttò nell&amp;#8217;acqua che bolliva. &amp;#8220;Un po&amp;#8217; di carne non ci farà
male&amp;#8221; disse. &amp;#8220;Ora, dovete aggiungerci gli odori&amp;#8221; continuò rivolto alla
telecamera, fissa ma con improvvisi movimenti verso l&amp;#8217;alto. L&amp;#8217;altra
present&amp;#8217;attrice lì presente, prese il profumo che si era portato appresso per
profumarsi ogni secondo, e l&amp;#8217;aggiunse all&amp;#8217;acqua bollente. Sua Esimia ed
Indistinta Vomitevolezza il Grandissimo Super Chef si arrabbiò e con un ceffone
la spinse nella pentola bollente. &amp;#8220;Un po&amp;#8217; di carne non ci farà male&amp;#8221; disse. Al
che il codazzo servile cominciò a grattarsi sotto le ascelle, a pulirsi i piedi
puzzolenti. Con il succo mellifluo estratto ed accumulato così, intinsero
molliche di pane, che gettarono nella pentola. &amp;#8220;Banda d&amp;#8217;idioti!&amp;#8221; disse il Super
Chef, Sua Incomparabilità Culinaria.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;In quel momento l&amp;#8217;orologio dello
studio fece &amp;#8220;don&amp;#8221;! Il tempo era scaduto. Scene di panico si susseguivano e il
codazzo doveva spostare il pentolone bollente per portarlo agli ospiti
vomitanti. Il grumo di gente toccava a turno il pentolone ma si scottava e
quindi lo spostava di poco, ma erano così tanti che riuscì ad arrivare al
tavolo degli ospiti vomitanti, mentre l&amp;#8217;animale dell&amp;#8217;orologio si liberava.
Com&amp;#8217;è noto, gli orologi delle trasmissioni di cucina spesso hanno qualche forma
di animale, un gallo, una mucca, raramente una pecora, ma insomma un animale
culinario. Qui l&amp;#8217;animale era una pantera, a digiuno da mesi, che, liberatasi,
cominciò ad azzannare il codazzo di adoratori del ventre, mentre il grumo umano
imboccava gli ospiti vomitanti recalcitranti. Questi ultimi presero a vomitare
il doppio di prima, imbrattando il pavimento peggio di prima.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Seguivano urla. Seguivano tonfi.&lt;/p&gt;

&lt;div style=&quot;border-style: none none solid; border-color: -moz-use-text-color -moz-use-text-color windowtext; border-width: medium medium 1.5pt; padding: 0cm 0cm 1pt;&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Riscossosi dall&amp;#8217;ipnotismo
televisivo, il nostro protagonista riuscì, col suo fido amico, ad arrivare al
mercatino d&amp;#8217;infima categoria dove c&amp;#8217;era&lt;i&gt;
quel &lt;/i&gt;camion. Tutto era trascurato, abbandonato, sporco nel mercatino, ma
non tanto dal punto di vista strettamente igienico, quanto per la trascuratezza
e l&amp;#8217;abbandono mentali caratteristici di chi vi passava. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Curiosando qua e là, chiedendo
l&amp;#8217;elemosina e con qualche spicciolo di euro comprandosi dei lupini da
sgranocchiare ed un pezzo di formaggio di giugno, un forgiugno, e difatti era
fine giugno, guarda chi ti vede? Un vecchio amico dell&amp;#8217;agenzia investigativa,
con il quale un tempo collaborava spesso, in giacca e cravatta, completo
costoso, profumato e che si atteggiava dandosi molte arie. Aveva la &amp;#8220;erre
moscia&amp;#8221; per darsi dei quarti di nobiltà che, ovviamente, non aveva per niente.
&amp;#8220;Ué! Girolamo di Geronimo, come va? Da quanto tempo!&amp;#8221;. &amp;#8220;Dannato Allocco! Hai
fatto una gran brutta fine, eh? Me l&amp;#8217;aspettavo, deficiente come sei!&amp;#8221;. Il
Glorioso già cominciava ad inquietarsi. Girolamo di Geronimo, allora, gli dice:
&amp;#8220;Fermo lì! Ho una tua vecchia cosa, te la do subito se vieni con me, così la
prossima volta noi non ci conosciamo!&amp;#8221; &amp;#8220;E cos&amp;#8217;è?!&amp;#8221; chiese stupito il Glorioso.
&amp;#8220;Ti ricordi di quella Gallina?&amp;#8221; &amp;#8220;Gallina?&amp;#8221; &amp;#8220;&lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;La Gallina&lt;/st1&gt; di Cioccolato&amp;#8230;?! Ti fu
regalata. Non ti ricordi?&amp;#8221; &amp;#8220;Aaaah!! Sì, ora sì!&amp;#8221; disse il Glorioso. &amp;#8220;Beh, vieni
da me, che te la devo dare. L&amp;#8217;ho conservata in frigo&amp;#8221;. &amp;#8220;Beh, grazie&amp;#8221;. &amp;#8220;Ma che
grazie! Un tuo amico mi manda un mensile sostanzioso per conservartela&amp;#8221;. &amp;#8220;Ed
allora, perché me la dai, venale come sei?&amp;#8221;. &amp;#8220;Perché, se te lo consegno, e
debbo mandargli la foto autenticata per poter ritirare il premio, mi paga più
che se ti tenessi per cinquant&amp;#8217;anni &lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;la
 Gallina&lt;/st1&gt; di Cioccolato&amp;#8221;. &amp;#8220;Ma è cioccolato cioccolato?&amp;#8221; &amp;#8220;Perché
la terrei in frigo se fosse una gallina che si mangia, un pollo?&amp;#8221; e si mise a
ridere. Il Glorioso non gradì l&amp;#8217;aria di sufficienza: Girolamo di Geronimo con
l&amp;#8217;apache Geronimo non aveva niente a che vedere, né per aspetto né per carattere.
Girolamo disse: &amp;#8220;Vieni con me&amp;#8221;. Al che, il Glorioso chiese a Girolamo: &amp;#8220;Dove
stiamo andando&amp;#8221; &amp;#8220;Nel mio ufficio, Allocco&amp;#8221; rispose Girolamo. Precisò Guerrin: &amp;#8220;Comunque,
Girolamo di Stefano, di Gerardo, di Genoveffa o come diavolo ti chiami: il mio
amico non si chiama più Allocco Senzacasa ma il &amp;#8216;Glorioso&amp;#8217;. Questo per te sia
Vangelo, articolo di fede&amp;#8221;. Non si dissero più una sola parola fino alla sede
dove lavorava Girolamo di Geronimo: l&amp;#8217;Istituto per l&amp;#8217;Esportazione della
Democrazia-Pallacorda. &lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Il capo dell&amp;#8217;Istituto del Gioco
della Pallacorda era il Presidente Shub, Shub Niggurath. Entrarono nella
prestigiosa costruzione dell&amp;#8217;Istituto, un enorme grattacielo, con uffici
marmorei e costosissimi. Di Geronimo li fece entrare garantendo per loro.
Arrivarono al decimillesimo piano, dove c&amp;#8217;era l&amp;#8217;ufficio di Girolamo il servo.
Nella sede c&amp;#8217;era un enorme frigorifero stracolmo di cose. Nel freezer c&amp;#8217;era &lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;la Gallina&lt;/st1&gt; di Cioccolato. Di Geronimo
la consegnò al Glorioso, che gli disse: &amp;#8220;E come facciamo ad uscire, Di
Geronimo?&amp;#8221;. &amp;#8220;Vi fornisco io un pass, valido solo e soltanto per quest&amp;#8217;unica
volta. Non fatevi più vedere!&amp;#8221;. &amp;#8220;E chi si fa vedere!&amp;#8221; disse Guerrin con una
smorfia. Se ne andarono via al più presto, con Guerrin che toccava il corno
vichingo e il Glorioso il bastone ritorto.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Immediatamente furono fuori nei
giardinetti attorno al mastodontico grattacielo odontotecnico, matotecnico,
tecnoepilettico, epilodermico, ortodattilo, datteroeteroencefalopatico ed
otorinolaringoiatra (cioè uno iatra torinese che mangia l&amp;#8217;aringa), iatrotecno
(un tipo di musica tecno che cura i sani, facendoli diventare irreversibilmente
malati), artoepiloeteroentroendoscopoitterogastrotorinorinocerononceroceriecereglutammatoicastocastroetilospondilo
(che cosa sia questa cosa qui non chiedetemelo: come autore non posso
rispondervi, se vi va, potete chiedere ai personaggi; anzi, chiedo io per voi&lt;a name=&quot;_ftnref1&quot; href=&quot;#_ftn1&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;).&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Seduti sulla panchina, i due
videro che, sull&amp;#8217;altra panchina, c&amp;#8217;era un homeless con un piccolo televisore
che trasmetteva una trasmissione di cucina.&lt;/p&gt;

&lt;div style=&quot;border-style: none none solid; border-color: -moz-use-text-color -moz-use-text-color windowtext; border-width: medium medium 1.5pt; padding: 0cm 0cm 1pt;&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;b&gt;INTERMEZZO TELEVISIVO. 2&lt;o /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;C&amp;#8217;era uno chef che insegnava la
cucina italiana a Cinesi e Giapponesi che dicevano sempre di sì ed a Scandinavi
che sembravano molto interessati. Difatti, interrompevano spesso lo chef, dal
pesante oleoso accento napoletano, rotondetto e flatulente di tanto in tanto,
facendogli delle domande sull&amp;#8217;architettura di Firenze o Venezia. Da buon
italiano, non sapeva che rispondergli e si mangiava un pezzo di pizza.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Manciaro italiani è molti
facilo&amp;#8221; riprendeva imbarazzato dalle domande degli Scandinavi o Scanditreni.
&amp;#8220;Aveto capite?&amp;#8221; chiedeva a Cinesi e Giapponesi, che rispondevano. &amp;#8220;Sì&amp;#8221;. &amp;#8220;Non
aveto capite?&amp;#8221;, chiedeva loro di nuovo. &amp;#8220;Sì&amp;#8221;. &amp;#8220;Aveto capite e non capite
all&amp;#8217;istesso tembo&amp;#8221; continuava. &amp;#8211;Sì&amp;#8221; risposero. &amp;#8220;Potreste capiro, Peròn&amp;#8221;. E
loro: &amp;#8220;Sì&amp;#8221;. &amp;#8220;Sbagliato. La risposta ciusta iè: Isabbbeliiita, ci-oè la moglièèra
di Peròn. Aveto sbagliate&amp;#8221;. Entrava così, per punizione, una masnada di
napoletani che mangiavano pomodori e che iniziarono a starnazzare. Presero poi
le armi e cominciarono ad uccidere gli orientali sotto gli sguardi attoniti
degli Scandinavi, che presero a dire: &amp;#8220;Eh, ma questo non si fa. Eh, ma glielo
avete chiesto? E&amp;#8217; una patente violazione della libertà individuale. I soliti
Italiani!&amp;#8221;. Sterminata una massa di Cinesi e Giapponesi, lo chef prese a dire
loro &amp;#8220;Ore, voio sapeta&amp;#8230; o sapeti &amp;#8230; E&amp;#8217; prulare, quinti si debbe diro sapeti,
ci-oè &lt;i&gt;sa&lt;/i&gt;, artichelo in sarto, la
linqua dei sarti, ppiù &amp;#8216;&lt;i&gt;peti&lt;/i&gt;&amp;#8217;, le
scorreccie. Ma torniame a noi. Bbeno. Ore fato voi. Provata voi a ccucinaro
italiane&amp;#8221;. I Cinesi si alzarono e cominciarono a discutere sempre più
animatamente con i mocassini in mano, furenti, finché volarono sberle e mosse
di &lt;i&gt;kung-fu&lt;/i&gt; nella cucina insieme a
forchette, piatti e quant&amp;#8217;altro, in una scena degna di un film di Bruce Lee (o
Bruzio Leo), mentre i Giapponesi, messi in fila, cantavano una canzoncina
dell&amp;#8217;asilo battendo le mani e sorridendo, mentre il loro capo canzoncina li
tiranneggiava e li riempiva di sberle, ridendo.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Ore, caro telespett&amp;#8217;attrici, vi
dirò issegreti della cucina italiano&amp;#8221;. Continuò: &amp;#8220;Manciaro italiani è molti
facilo. Si prende una serie caotica d&amp;#8217;Italiani e li si fa votare. Sono già
pronti&amp;#8221;. Applausi.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Ma non è tutto. E&amp;#8217; ci-oè poco&amp;#8221;.
Applausi. &amp;#8220;Che ne pensa della Cattedrale di S. Marco&amp;#8221; chiede uno scandinavo,
uno svedese (si vedeva dal fatto che nella busta aveva &lt;i&gt;due litri esatti&lt;/i&gt; di liquore). Rispose lo chef: &amp;#8220;La pizzo è
issegreto. Pizza mattino, pomeriggi e ssere. Anghe a ccolazione, nel llatte. Si
prende una fette di paizza e la s&amp;#8217;indinge nella suppa di latto. Poi
pizz&amp;#8217;appranz. Eppoi pizz&amp;#8217;accena. Stato apposti. Di tando in dando, shpachetti
appomodoro appranz. Eppoi, sembre pomodori, pomodori, pomodori, pomodori,
suttutto, dappertutto, a ccolazzione et in qualsiasi momendo&amp;#8221;. Applausi
scroscianti. Tutto sembrava andare per il meglio quando improvvisamente lo chef
scolorò, sbianchì come un fazzoletto bianco lavato con un detersivo sbiancante
e poi messo nella calce (scalciato). Prese a contorcersi. Entrò subitaneamente
un&amp;#8217;equipe medica. &amp;#8220;Ci scusiamo con i telespettatori, ma lo chef Ermanarico
Esposito ha subito una crisi d&amp;#8217;astinenza da pomodori&amp;#8221;. Gli fornirono una
cassetta intera di rossi pomodori che Ermanarico, lo chef mendico, addentò come
un naufrago l&amp;#8217;acqua dolce. Poi, lo misero a letto in diretta e gli presero a
fare delle flebo di succo di pomodoro annacquato. Lo chef era rinvigorito.
Intanto, i suoi due assistenti, Cecilio Ceci e Ciccio Ciano, mangiavano pizza
stravaccati su due poltrone ridendo sguaiatamente.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Seguivano sponsor vari e
rumorosi, ai quali poi seguiva l&amp;#8217;appuntamento più atteso: la puntata
n°1293464929847849839032094374578404328047841404844434848989444193534324327325785675467347823484764894567348947841894184321984321832904328939342847857858494321934210324329414385485785278524032490438956876894903290239310210121872373838329202857843783030532985278528759042304370832905389689489231320832702319089578547859024311032190421895238949032083190320943894389532894902390732903295485475298049032490328953532908953209324190431932530301830193095548467864786590413904214219835784893590803940921059295531214553958153954286357863825540853253215509
della telenovela &amp;#8220;Un Pasto al Sale&amp;#8221;.&lt;/p&gt;

&lt;div style=&quot;border-style: none none solid; border-color: -moz-use-text-color -moz-use-text-color windowtext; border-width: medium medium 1.5pt; padding: 0cm 0cm 1pt;&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;border: medium none ; padding: 0cm; text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;I due si risvegliarono
dall&amp;#8217;ipnosi televisiva e decisero di cambiare panchina, dicendo: &amp;#8220;Nemmeno qui
si sta in pace&amp;#8221;. &amp;#8220;E&amp;#8217; una vera e propria &lt;i&gt;persecutio&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;temporum&lt;/i&gt;&amp;#8221; aggiunse Guerrin. &amp;#8220;Vuoi
dire &lt;i&gt;consecutio&lt;/i&gt; &lt;i&gt;temporum&lt;/i&gt;&amp;#8221;. &amp;#8220;Quel che è giusto è ingiusto&amp;#8221; rispose allusivamente
Guerrin. E si sedettero su di un&amp;#8217;altra panchina, soli, sotto una frondosa bella
pianta ed alta. &amp;#8220;Dobbiamo aprire &lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;la
 Gallina&lt;/st1&gt; di Cioccolato e mangiarcela perché il caldo già sta
cominciando a scioglierla&amp;#8221; fece il Glorioso.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Sventrarono &lt;st1 productid=&quot;La Gallina&quot;&gt;la Gallina&lt;/st1&gt; di Cioccolato e mangiarono
tutto il cioccolato. Al che ovviamente si sporcarono le mani. Si pulirono alla
bell&amp;#8217;e meglio con dell&amp;#8217;erba, ma non era sufficiente. Glorioso additò a Guerrin
un laghetto con fontana che c&amp;#8217;era lì di fronte. Corsero a perdifiato gettandosi
vestiti nell&amp;#8217;acqua. Colsero l&amp;#8217;occasione per lavarsi e farsi un bagno,
finalmente, dopo un anno. La fontana faceva scrosciare fresca dolce acqua sulle
loro teste. Piacevolissimo nella calura orrida umidiccia ed opprimente delle
città italiane, quando ecco un allarme suonare. Una masnada di poliziotti
privati con cani pastore tedesco sbucarono dall&amp;#8217;Istituto. I due presero a
darsela a gambe all&amp;#8217;aria, tornando sui loro passi. Il Glorioso si era
dimenticato la bottiglietta di pantagruelina che c&amp;#8217;era nella Gallina di
Cioccolato. La raccolsero lì dov&amp;#8217;era rimasta, che fortuna! Aveva comunque il
bastone e Guerrin il corno vichingo. Lasciarono i giardinetti dell&amp;#8217;Istituto ed
eccoli per strada, sotto gli alberi di un viale, finalmente puliti.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Si sedettero su di una panchina,
sotto gli alberi non troppo frondosi, ed aprirono la bottiglietta di
pantagurelina. &amp;#8220;Non ho mai assaggiato la pantagurelina&amp;#8221; disse Guerrin. &amp;#8220;Cos&amp;#8217;è
in effetti, la pantagruelina? Taluni affermano che non sia altro che Maria
Giovanna&amp;#8221;. &amp;#8220;Maria Giovanna &amp;#8230;!?&amp;#8221; &amp;#8220;La marijuana&amp;#8221;. &amp;#8220;Ah! Beh no, nient&amp;#8217;affatto. Chi
afferma questo ha equivocato: la pantagruelina è l&amp;#8217;estratto del pantagruelione,
che è un&amp;#8217;erba che non è la marijuana né lo hashish, anche se comprendo che una
tale idea sia potuta venire a qualcuno, che non ha colto il valore simbolico e
metaforico della pantagruelina e si è fissato su quello materiale. Colgo
l&amp;#8217;occasione, però, per parlare delle erbe che danno l&amp;#8217;ebbrezza, delle quali il
pantagruelione &lt;i&gt;non&lt;/i&gt; fa parte, perché
illumina ma non dà l&amp;#8217;ebbrezza. E&amp;#8217; un punto importante da sottolineare questo.
Quanto alle erbe che danno l&amp;#8217;ebbrezza, un vecchio autore il cui libretto ho
portato con me assieme al testo più grosso, notava che: &amp;#8216;Il mondo occidentale
conosce un numero ristrettissimo di piante allucinogene. In particolare,
l&amp;#8217;Europa è ferma alle sostanze che richiamano alla mente i ricettari magici del
Medio Evo&amp;#8217;&lt;a name=&quot;_ftnref2&quot; href=&quot;#_ftn2&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Di
seguito, aggiungeva che le piante allucinogene, cioè le piante dell&amp;#8217;ebbrezza,
in Europa sono soltanto cinque, se si aggiunge l&amp;#8217;Asia diventano quindici o poco
più, e se ci mettiamo l&amp;#8217;Africa altre tre, più due o tre funghi della Nuova
Guinea e del Nord Australia. Ben poco in confronto alle Americhe: &amp;#8216;Il Nuovo
Mondo, cioè le due Americhe, è la vera e propria patria delle piante
allucinogene. Il ruolo di queste sostanze (&amp;#8230;) è rilevante [o: era, in venticinque
anni le cose sono cambiate parecchio] soprattutto in Messico e nell&amp;#8217;America del
Sud. Altrove, cioè nelle Antille e nell&amp;#8217;America del Nord, la loro diffusione è
pressoché inesistente&amp;#8217;&lt;a name=&quot;_ftnref3&quot; href=&quot;#_ftn3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.
Alcune delle piante allucinogene hanno svolto un ruolo di primo piano nella
cultura eurasiatica, come l&amp;#8217;&lt;i&gt;amanita&lt;/i&gt; &lt;i&gt;muscaria&lt;/i&gt;, l&amp;#8217;ovulo malefico, che però è
da tempo affondata in un mare di vodka, che l&amp;#8217;ha sostituita. Insomma, nessuna
di dette sostanze allucinogene europee viene più usata per scopi di ebbrezza,
ma o si hanno le droghe sintetiche, che distruggono la mente, o qualcuno lo si
usa per scopi medici. Una sola si è continuata ad usare per l&amp;#8217;ebbrezza: la
marijuana e lo hashish. Di qui l&amp;#8217;idea &amp;#8211; ma &lt;i&gt;sbagliata&lt;/i&gt;
&amp;#8211; di chi ha suggerito quell&amp;#8217;interpretazione che hai citato, Guerrin&amp;#8221;. &amp;#8220;Perché
il nome di &amp;#8216;&lt;i&gt;muscaria&lt;/i&gt;&amp;#8217;. Ha a che fare
con le mosche?&amp;#8221;. &amp;#8220;Precisamente. Il nome nasce a causa &amp;#8216;dell&amp;#8217;uso che n&amp;#8217;è stato
fatto nel corso attraverso i secoli: si lasciavano questi funghi dentro un
piatto in cucina. Le mosche venivano attratte, s&amp;#8217;intossicavano e cadevano
morte!&amp;#8217;&lt;a name=&quot;_ftnref4&quot; href=&quot;#_ftn4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Di
qui viene il nome. Ma tanto l&amp;#8217;amanita che la datura, in particolare la &lt;i&gt;datura&lt;/i&gt; &lt;i&gt;stramonium&lt;/i&gt;, sono di provenienza asiatica. Tra l&amp;#8217;altro, la &lt;i&gt;yerba del diablo&lt;/i&gt; di Don Juan negli
scritti di Carlos Castaneda è da lui stesso identificata con una specie di
datura, ma probabilmente si tratta di &lt;i&gt;datura&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;inoxia&lt;/i&gt;, americana, mentre quella
usata in Asia ed importata in Europa è la &lt;i&gt;datura
stramonium&lt;/i&gt;, da cui viene lo stramonio&amp;#8221;. &amp;#8220;Quali sono le specie nostrane,
davvero europee?&amp;#8221;. &amp;#8220;A parte l&amp;#8217;&lt;i&gt;ergot&lt;/i&gt;,
cioè il fungo parassita della segale dal quale si è poi estratto l&amp;#8217;LSD, ma
siamo fuori dal campo degli allucinogeni vegetali per entrare nel regno,
pericolosissimo, degli allucinogeni chimici, che andrebbero banditi e basta, di
qualsiasi tipo, perché dannosi comunque, l&amp;#8217;Europa, la nostra terra, ha
conosciuto solo e soltanto questi cinque allucinogeni: l&amp;#8217;acoro, il rosolaccio &amp;#8211;
pianta simile al papavero selvatico -, blandi, e poi i tre davvero importanti:
la belladonna, o atropo, che contiene l&amp;#8217;atropina, il giusquiamo, e la
principessa delle erbe allucinogene europee, la pianta che ha un peso culturale
importantissimo nel Medioevo e nel Rinascimento, fino al Barocco: la
mandragora. Non erano soltanto queste le erbe che avevano un tempo importanza,
giacché, per farti un esempio, si possono citare le cosiddette &amp;#8216;erbe di San
Giovanni&amp;#8217;, il Battista: iperico, artemisia, verbena, ribes, aglio. Erano
raccolte nella notte di S. Giovanni Battista, il 23 giugno, notte magica che
dava a tali erbe proprietà particolari, ma nient&amp;#8217;affatto &amp;#8216;allucinogene&amp;#8217;. Tra
l&amp;#8217;altro, l&amp;#8217;iperico era detto &amp;#8216;cacciadiavoli&amp;#8217;. La cosa interessante sulla
mandragora è questa: a parte le proprietà effettivamente allucinogene, c&amp;#8217;erano
molte storie sulla sua stessa operazione di raccolta. &amp;#8216;Per estrarre la
mandragora si ricorreva ad un rituale incredibile: si doveva cercare la pianta
di notte, poi la si faceva estrarre da un cane (che subito dopo moriva). C&amp;#8217;era
poi chi, nel buco che restava per terra, deponeva moneta e pane. Plinio, nelle &lt;i&gt;Storie&lt;/i&gt;, consigliava di scavare con vento
contrario, guardando ad Occidente, dopo aver fatto tre cerchi in terra con la
spada. Inutile dire che una siffatta pianta si prestava alle più varie truffe&amp;#8217;&lt;a name=&quot;_ftnref5&quot; href=&quot;#_ftn5&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 12pt;&quot;&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;. Le
si attribuivano, infatti, proprietà afrodisiache oltre che allucinogene,
pertanto era molto ricercata, ma non è affatto comune&amp;#8221;. &amp;#8220;Perché rivolti ad
Occidente? Perché il cane?&amp;#8221; chiese Guerrin. &amp;#8220;Perché il cane è animale lunare,
di Ecate, il volto malefico, ineliminabile, di Diana, &lt;st1 productid=&quot;la Luna. Rivolti&quot;&gt;&lt;st1 productid=&quot;la Luna.&quot;&gt;la Luna.&lt;/st1&gt;
 Rivolti&lt;/st1&gt; ad Occidente perché è la direzione infera, e il cane
anche ha una natura infera, è l&amp;#8217;animale mangiatore di morti. Si diceva che la
radice della mandragora, con forma d&amp;#8217;uomo o di donna, umana insomma, avesse
delle proprietà profetiche. Ciò che voglio dire, ribadendo che la pantagurelina
non ha niente a che vedere con la marijuana, è che tutto ciò è collegato ad un
mondo che, nella civiltà occidentale, si ricollega in un modo o nell&amp;#8217;altro al Medioevo
ma che, in effetti, è perdurato molto più a lungo, fino al XVIII secolo, che fa
da spartiacque. Fino a quell&amp;#8217;epoca, il Settecento, astrologia, magia ed
alchimia erano considerate un importante strumento di conoscenza con lo scopo
di avere un&amp;#8217;immagine &lt;i&gt;unitaria&lt;/i&gt; del
Cosmo, in questo in opposizione alla scienza moderna, che si vuole quantitativa
e parcellizzata e che quindi è &lt;i&gt;costitutivamente&lt;/i&gt;
incapace di proporre un&amp;#8217;immagine unitaria del Cosmo. La scienza moderna è
caratteristica della modernità, cioè non si ritrova in altre epoche, ma, come
si è visto, poiché la modernità nasce dall&amp;#8217;&amp;#8216;autunno del Medioevo&amp;#8217;, XIV-XV
secoli, c&amp;#8217;è stata un&amp;#8217;epoca della &lt;span&gt; &lt;/span&gt;modernità in cui la scienza-tecnica moderna,
che si sa e si vuole parcellizzata, &lt;i&gt;anti&lt;/i&gt;-unitaria,
e che teorizza che una conoscenza unitaria è impossibile, &lt;i&gt;conviveva&lt;/i&gt; con il mondo precedente. Ancora Newton, nel XVIII secolo,
coltivava questi interessi, con lo scopo, per l&amp;#8217;appunto, di ricercare
un&amp;#8217;immagine unitaria che lo studio analitico della fisica non gli poteva
fornire, e lui lo sapeva bene&amp;#8221;. &amp;#8220;Cos&amp;#8217;ha a che vedere questo con il cosiddetto
&amp;#8216;new age&amp;#8217;?&amp;#8221;. &amp;#8220;Quest&amp;#8217;ultimo è una &lt;i&gt;parodia&lt;/i&gt;
del vero interesse di quelle discipline. Poiché non ha una vera conoscenza di
dette cose, ecco che le sopravvaluta e le sottovaluta insieme, non
comprendendone il &lt;i&gt;vero&lt;/i&gt; motivo, che è
sempre di conoscenza, ma &lt;i&gt;unitaria&lt;/i&gt;.
Per loro mezzo, il sapiente o l&amp;#8217;adepto d&amp;#8217;un tempo non cercavano di risolvere i
loro &amp;#8216;nodi&amp;#8217; psicologici, anche se questi ultimi erano inevitabilmente
affrontati - ma &lt;b&gt;non&lt;/b&gt; come scopo,
piuttosto come &amp;#8216;sottoprodotto&amp;#8217; della &lt;i&gt;Cerca&lt;/i&gt;
-, ed in questo differendo &lt;i&gt;profondamente&lt;/i&gt;
dai seguaci orbi e ciechi del &amp;#8216;new age&amp;#8217;. Essi cercavano di arrivare alla
comprensione profonda delle leggi che governavano il Cosmo, di sondare il &lt;i&gt;Mysterium&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Magnum&lt;/i&gt; della nascita, ed anche di comprendere le ragioni profonde
del proprio destino così come del destino umano in generale. Si partiva
dall&amp;#8217;assunto che le filosofie così come le religioni &amp;#8216;positive&amp;#8217;, a tutti note,
non erano in grado di giungere a tanto, per quanto ce la volessero &amp;#8216;mettere
tutta&amp;#8217;. L&amp;#8217;&amp;#8216;Arcadia&amp;#8217; settecentesca fu, per così dire, il &amp;#8216;canto del cigno&amp;#8217; di
quel movimento di pensiero, con anche quel qualcosa di oscuro che il cigno
porta con sé. L&amp;#8217;&amp;#8216;Arcadia&amp;#8217; si ritrova, in qualche sprazzo, nelle Regge
settecentesche europee&amp;#8221;. Un po&amp;#8217; di vento fresco fece stormire le fronde: era
l&amp;#8217;effetto della pantagruelina.&lt;o /&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&amp;#8220;Prima di bere&amp;#8221; disse Guerrin &amp;#8220;mi
spieghi qualcosa di quell&amp;#8217;orrido Istituto&amp;#8221;. &amp;#8220;Senz&amp;#8217;altro, ma dopo. Ora beviamone
il succo&amp;#8221;. Svuotarono la bottiglietta di pantagruelina nel corno vichingo,
facendo un piccolo &lt;i&gt;blot&lt;/i&gt; non
neopagano. In altre parole, riempirono il corno di pantagruelina versandone un
po&amp;#8217; sopra una piccola microcollinetta formata da qualche mattonella della
pavimentazione del marciapiede, mattonelle che l&amp;#8217;incuria e il tempo avevano
staccato dal fondo. Ma non invocarono affatto antiche dimenticate divinità
pagane. &amp;#8220;Perché non invochiamo tali divinità?&amp;#8221; chiese Guerrin. &amp;#8220;Perché, come
spiega Sant&amp;#8217;Agostino nel &lt;i&gt;De Civitate Dei&lt;/i&gt;,
esse sono divenute ormai demoni&amp;#8221;. &amp;#8220;Ed allora, perché facciamo un &lt;i&gt;blot&lt;/i&gt;, Glorioso?&amp;#8221;. &amp;#8220;Perché, se non
s&amp;#8217;invocano demoni, è come la cerimonia del the. In altre parole, è un momento
di pace, calma e meditazione, in cui il tempo si allunga e la vista può cercare
di andare oltre le cose materiali. Per questo lo facciamo&amp;#8221;. Misero, allora, una
sull&amp;#8217;altra le mattonelle, alla bell&amp;#8217;e meglio, per formare un piccolo rialzo, un
microdosso, &lt;i&gt;imago&lt;/i&gt; della Montagna
Sacra. Versarono, come si diceva, un po&amp;#8217; di succo sulla microcima, ma senza
invocare i &lt;i&gt;gòdar&lt;/i&gt;. Poi ne bevvero il
succo. L&amp;#8217;effetto sarebbe venuto qualche tempo dopo. Avrebbero dovuto anche fare
un piccolo &lt;i&gt;good&lt;/i&gt; &lt;i&gt;falò&lt;/i&gt;, alla maniera selvaggia, ma in mezzo alla città li avrebbero
subito arrestati, specialmente in Italia o Multa-land. E&amp;#8217; infatti ben noto che
qui se si fa un delitto o un torto grandi e gravissimi non c&amp;#8217;è problema, ma se
si commette una piccola infrazione l&amp;#8217;intero sistema ti azzanna e t&amp;#8217;insegue come
un cagnaccio rabbioso. C&amp;#8217;è solo un delitto lieve che si può fare senza
problemi: far latrare dalla mattina alla sera i cani, si può fare senza
problemi. Scocciare i vicini con i cani è uno sport molto diffuso, e i
cinolatri sono una vera e propria maledizione del Multa-land.&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;Attendendone l&amp;#8217;effetto, Guerrin
chiese al Glorioso qualche ragguaglio sulla pantagruelina. &amp;#8220;Essa si estrae
dall&amp;#8217;erba pantagruelione, ma trattandola in modo tale da mantenere tutte le
proprietà del pantagruelione, però attutite, meno forti. In tal senso,
l&amp;#8217;effetto anti-jella della pantagruelina si dispiega più lentamente, tuttavia
in modo più costante nel tempo. E&amp;#8217; per questo che è consigliabile sentitamente
a chiunque abbia esperito i capricci della fortuna. E chi non ne ha subito
qualcuno? Tutti, dunque, hanno bisogno, chi più chi meno, della pantagruelina,
per San Fiacre di Brie&amp;#8221;. &amp;#8220;Chi è?&amp;#8221;. &amp;#8220;Il protettore del &lt;i&gt;brie&lt;/i&gt;. Ma torniamo a noi. La pantagruelina si prepara unicamente
nell&amp;#8217;equinozio d&amp;#8217;autunno, sotto il segno della Bilancia, adatto alla
complessione singolarmente equilibrata di detta squisita ed incomparabile
bevanda. Una tra le molte sue caratteristiche è quella di scacciare parassiti
d&amp;#8217;ogni genere e tipo, su qualunque piano si situino, giacché i capricci della
fortuna stimolano emozioni sbagliate negli esseri umani e quindi tutta una
serie di parassiti. Del pantagruelione crudo si adornavano i sacerdoti di
Iside, o Isiaci, ed i Pastofori, cioè i sacerdoti egizi antichi che nelle
solennità portavano in giro i simulacri degli dèi, non diversamente come si fa
nel Sud ancora nelle processioni, ma i simulacri erano chiusi dentro splendide
nicchie dorate. Se le processioni si fanno ancor oggi, ahinoi più non si usa il
pantagruelione. Come dice il libro che ho portato con me: &amp;#8216;Mediante quest&amp;#8217;erba
le sostanze invisibili vengono visibilmente fermate, prese, rattenute e quasi
imprigionate; e grazie a questa presa e tenuta, le grosse grevi mole girano
agevolmente&amp;#8217; (&lt;i&gt;Gargantua&lt;/i&gt; &lt;i&gt;e Pantagruele&lt;/i&gt;, Libro III, cap. 51). C&amp;#8217;è
la varietà di pantagruelione trifoglio e quella detta pentafilla, perché ne ha
cinque. I suoi nomi sono: Ombelico di Venere, Tino di Venere, Castel Venere,
Barba di Giove, oppure Occhio di Giove, Occhio di Horus, Onniveggente Occhio,
Sangue di Marte, Sangue di Drago, Dita di Mercurio, Ali di Mercurio (le ali ai
piedi, quindi è detto anche &amp;#8216;pedali&amp;#8217;). Infine, &lt;i&gt;last but first&lt;/i&gt;, una certa specie di pantagruelione, quella con
cinque foglie, assai difficilissima da ritrovarsi come il quadrifoglio, non può
essere consumato dal fuoco. Se distillata per trarne una bevanda, la
pantagruelina, vino supremo di Dioniso stesso, ecco che si ha letteralmente
&amp;#8216;acqua di fuoco&amp;#8217;. Già, perché la natura ignea della pantagruelina di detta varietà
fa sì che non possa essere arsa dal fuoco stesso. E così, nel finale Diluvio
Purificatore di &lt;i&gt;Pyr&lt;/i&gt; che ci attende
non più fra tanto tempo, tutto arderà - &lt;i&gt;Igne&lt;/i&gt;
&lt;i&gt;Natura&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Renovatur&lt;/i&gt; &lt;i&gt;Integra&lt;/i&gt; -, ma &lt;b&gt;non&lt;/b&gt; la pantagruelina, cioè &lt;i&gt;aqua&lt;/i&gt; &lt;i&gt;ignis&lt;/i&gt;.
Cosa dedurne se non che la pantagruelina è il precipitato del fuoco della
stessa natura, &lt;i&gt;omoousios&lt;/i&gt;, del fuoco
che rinnoverà &lt;st1 productid=&quot;la Natura&quot;&gt;la Natura&lt;/st1&gt;
intera dell&amp;#8217;ormai stanchissimo ed acciaccatissimo nostro vecchio globo?&amp;#8221;. &lt;/p&gt;

&lt;div&gt;&lt;br clear=&quot;all&quot; /&gt;

&lt;hr width=&quot;33%&quot; size=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot; /&gt;



&lt;div id=&quot;ftn1&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn1&quot; href=&quot;#_ftnref1&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;[1]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt; Oh, il Glorioso e Guerrin Deportivo: sapete cosa
significa l&amp;#8217;aggettivo cortissimo di cui sopra? &amp;#8220;Quale?&amp;#8221; &amp;#8220;Quello di qui sopra&amp;#8221;.
&amp;#8220;Sopra dove?&amp;#8221; &amp;#8220;Sopra nella pagina&amp;#8221;. &amp;#8220;Non abbiamo letto nulla&amp;#8221;.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;Commento dell&amp;#8217;autore&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;. Non lo sanno perché non possono leggere la pagina
che conoscono soltanto l&amp;#8217;autore ed il lettore, ma che i personaggi &amp;#8211; sempre che
vogliamo chiamare così due tipi strambi come il Glorioso e Guerrin &amp;#8211; &lt;i&gt;non possono leggere&lt;/i&gt;. La pagina la
leggiamo il lettore e me. Dal che si può vedere quant&amp;#8217;è brutta la sorte dei
personaggi, all&amp;#8217;oscuro della pagina.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn2&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn2&quot; href=&quot;#_ftnref2&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;[2]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;span style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;Daniel S. Worthon: &lt;i&gt;Conoscere
le piante allucinogene&lt;/i&gt;, Savelli Editori 1980, p. 13.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn3&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn3&quot; href=&quot;#_ftnref3&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;[3]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;Ibid., p. 59.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn4&quot;&gt;

&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot; class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn4&quot; href=&quot;#_ftnref4&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;[4]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;Ibid., p. 54.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;div id=&quot;ftn5&quot;&gt;

&lt;p class=&quot;MsoFootnoteText&quot;&gt;&lt;a name=&quot;_ftn5&quot; href=&quot;#_ftnref5&quot;&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span&gt;&lt;span class=&quot;MsoFootnoteReference&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-size: 10pt;&quot;&gt;[5]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span lang=&quot;EN-GB&quot; style=&quot;font-size: 11pt;&quot;&gt;Ibid.,
p. 24.&lt;o /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;

&lt;/div&gt;

&lt;/div&gt; 
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 <title>Senso e scopi del presente-passato-futuro micro-blog</title> 
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 <modified>2006-07-27T14:08:16+0200</modified> 
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 <summary type="text/plain">  Qui di seguito si parla del senso di questo blog, dedicato a Rabelais, anche la gastronomia, ma pure il discorso &amp;#8220;ermetico&amp;#8221; (non emetico...).    Va detto che questo blog è ...</summary> 
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Generale 
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 <content type="text/html" mode="escaped" xml:lang="it" xml:base="http://blog.azpoint.net/blog/il_codice_gargantua_e_coccode"> 
 &lt;font size=&quot;5&quot;&gt;&lt;b&gt;Qui di seguito si parla del senso di questo blog, dedicato a Rabelais, anche la gastronomia, ma pure il discorso &amp;#8220;ermetico&amp;#8221; (non emetico...).&lt;/b&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;Va detto che questo blog è un&amp;#8217;&amp;#8220;estensione&amp;#8221;, meno dedicata alla g&amp;#8217;astronomia, ma più a certi &amp;#8220;frammenti ermetici&amp;#8221; presenti in Rabelais, del blog letterario-cibico: http://coccode-in-grattacielo.splinder.com/&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Da un lato, si riporterà tre capitoli della parte più &amp;#8220;ermetizzante&amp;#8221; dello scritto &amp;#8220;&lt;i&gt;Coccodè in Grattacielo&lt;/i&gt;&amp;#8221; contenuto dell&amp;#8217;altro blog, più g&amp;#8217;astronomico, vale a dire &amp;#8220;&lt;i&gt;Il Codice Gargantua&lt;/i&gt;&amp;#8221;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Di seguito vi saranno dei commenti sull&amp;#8217;aspetto ermetico - od &amp;#8220;ermetizzante&amp;#8221; - che, indiscutibilmente, l&amp;#8217;Opera di Rabelais ha.&lt;/p&gt;&lt;font size=&quot;3&quot;&gt;&lt;/font&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;Miroldo Rimoldo&lt;/p&gt; 
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 <id>tag:blog.azpoint.net,2006-07-27:8097</id>
 <title>Congratulazioni!</title> 
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 <created>2006-07-27T14:04:57+0200</created> 
 <summary type="text/plain">Se stai leggendo questo articolo, significa che il processo di registrazione è stato completato con successo: puoi cominciare ad usare il tuo blog!</summary> 
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